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Tracce Laser

Scritto da Redazione on . Postato in Tracce Laser

Recensioni veloci, con tanto di giudizio espresso in stellette, su dischi di recente o recentissima uscita, per allargare l'orizzonte critico e segnalare il maggior numero di opere possibili ai nostri affezionati lettori. 
 

ROGER ROTA – E continua a sentire

E continua a sentireIl sassofonista bergamasco autoproduce e licenzia questo bel disco, avvalendosi del violino di Eloisa Manera, della chitarra di Adelio Leoni, e del contrabbasso di Roberto Frassini Moneta. Si tratta di musica cameristica, in grande equilibrio tra creatività e contemporaneità, eterea e materica al tempo stesso. Il lavoro, caratterizzato da una spiccata progettualità, lascia trasparire l’amore che nutre Rota per la musica indiana e per Frisell; il compositore rinuncia allo sviluppo estrinseco del ritmo, complice l’assenza di una batteria, per privilegiare quello intrinseco, e lavora sugli impasti timbrici tra il violino e la gamma dei sassofoni. Da sottolineare la qualità della registrazione di Paolo P.Lion Pelandi e della cover di Valentina Persico

VALUTAZIONE: * * * ½ (Ernesto Scurati)

MARCUS STRICKLAND'S TWI-LIFE - Nihil Novi

Nihil NoviNel suo nuovo album, primo per la Blue Note, l'ottimo Marcus Strickland intraprende la strada indicata da Glasper con un jazz orientato verso il R&B e che strizza l'occhio all'hip-hop, anche se non mancano momenti di puro neo-bop. Ma a questi aggiunge una miriade di ulteriori influenze: africane, indiane, funky, blues, afro beat, e addirittura classiche (con un tocco di Bartok), grazie anche alla presenza di prestigiosi ospiti come lo stesso Robert Glasper, Chris Dave, Pino Palladino e Meshell Ndegeocello. Strickland oltre a confermare le sue indubbie qualità di sassofonista e clarinettista, mostra notevoli capacità compositive, espresse in una serie di pezzi che rendono l'album molto vario, godibile ma allo stesso avventuroso.

VALUTAZIONE: * * * * (EN)

JULIAN LAGE - Arclight

ArclightIl fenomenale chitarrista Julian Lage abbandona la chitarra acustica, a favore di quella elettrica, su questa raccolta di oscuri standard dell'era pre-bop (tranne una versione di I'll Be Seeing You) nel quale è accompagnato da una ritmica superba composta da Scott Colley e Kenny Wollesen. L'album è composto da una serie di pezzi brevi, sui quali Lage riesce ad esprimere la sua tecnica formidabile, ma in maniera concisa, senza virtuosismi inutili, con echi di musica folk americana nei quali il chitarrista mostra di aver appreso da Pat Metheny, e sopratutto da Bill Frisell, ma con un approccio decisamente personale. Merita una citazione lo splendido "Ryland", pezzo originale di Lage dalle spiccate sonorità bluegrass.

VALUTAZIONE: * * * * 1/2 (EN)

OMER AVITAL - Abutbul Music

Abutbul MusicAncora una volta un pò della migliore musica jazz in circolazione ci giunge da Israele, grazie al nuovo album di Omer Avital, dal titolo "Abutbul Music" nel quale il bassista abbandona il suo solito quintetto, per proporne un altro, tutto israeliano, che include il magnifico pianista Yonathan Avishai, il batterista Ofri Nehemya, e due sassofonisti come Asaf Yuria e Alexander Levin. Al solito Avital utilizza diverse influenze (mediorientali, latine, africane) per aggiungere deliziose coloriture ad una solida base di jazz afro-americano, ed il risultato è come al solito formidabile, anche grazie ad una scrittura che regala melodie memorabili, che si aggiunge ad un ispirato playing di tutti i componenti di questa formazione. Una musica gioiosa, cantabile e carica di quello "swing" che ti fa sobbalzare dalla sedia sin dal primo ascolto. Uno degli album più belli ed emozionanti degli ultimi anni, un capolavoro da uno dei principali protagonisti del jazz odierno.

VALUTAZIONE: * * * * *  (EN)

AVISHAI COHEN - Into the Silence

Into the SilencePer il suo debutto con l'ECM il trombettista Avishai Cohen riesce a penetrare profondamente nell'estetica della celebre etichetta tedesca, con un album crepuscolare, atmosferico, cupo, dedicato alla memoria del padre David. Accompagnato da una ritmica notevole e su alcuni pezzi dal grande sassofonista Bill McHenry, Cohen esplora il suo lato più tenebroso, con una raccolta di pezzi slow-tempo che presenta diversi momenti elegiaci e di pura bellezza ma che, quando si termina di ascoltare, richiede anche un potente antidepressivo.....

VALUTAZIONE: * * * 1/2  (EN)


ARI HOENIG - The Pauper & The Magician

The Pauper & The MagicianThe Pauper & The Magician segna il ritorno da leader del batterista Ari Hoenig a capo di una formazione superba, che include Gilad Hekselman (chitarra), Orlando le Fleming (basso), Shai Maestro (piano) e Tivon Pennicott (sax tenore). Citando il comunicato "Ari esplora il legame tra la narrazione e il jazz con la creazione di una colonna sonora alle storie improvvisate e talvolta contorte che racconta i suoi due figli piccoli", ed in effetti la musica possiede una qualità sognante e coinvolgente che ben si adatta a storie per bambini e la sorprendente versione di un classico come "You Are My Sunshine", che chiude l'album, ne è l'esempio più lampante.

VALUTAZIONE: * * * *  (EN)


DAVE DOUGLAS - Brazen Heart

Brazen HeartTerzo album per il grande quintetto acustico di Dave Douglas, che dopo il superbo "Be Still" (dedicato alla scomparsa della madre), dedica quest'ultimo al fratello maggiore Damon, scomparso recentemente. E, come nel precedente, l'omaggio si afferma con l'inclusione di un paio di toccanti celebri spiritual: “Deep River” e “There Is a Balm in Gilead”, mentre gli altri pezzi sono invece degli originali di Douglas, la cui scrittura intricata e complessa viene valorizzata da una formazione brillantissima, in cui il telepatico interplay tra i fiati (Douglas e Irabagon) è sostenuto da una ritmica poderosa (Mitchell, Oh, Royston). Musica vibrante sempre in bilico tra jazz modale, hard-bop avanzato e tentazioni free, per un album eccitante.

VALUTAZIONE: * * * *

BILL STEWART - Space Squid

Space SquidBill Stewart, oltre ad essere semplicemente uno dei batteristi più apprezzati in circolazione, si dimostra anche notevole bandleader e compositore su questo ottimo "Space Squid", per la meritoria etichetta tedesca Pirouet Records, nel quale scrive ben 10 degli 11 pezzi in scaletta. Coadiuvato da una formazione a dir poco fenomenale (Seamus Blake al sassofono, Bill Carrothers al piano e Ben Street al basso) Stewart consegna un album moderno, omogeneo, ricco d'atmosfera e sorprendente, che riesce a regalare nuove sensazioni ad ogni ascolto. Merita una segnalazione l'originale rilettura dello standard "Dancing in the Dark" che chiude un album affascinante.

VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

DAVE STRYKER - Messin' With Mister T

Messin' With Mister TGrande omaggio del chitarrista Dave Stryker al suo mentore Stanley Turrentine, con cui ha lavorato per più di un decennio, con una pregevole raccolta di dieci pezzi associati al leggendario sax-man, nei quali al suo organ trio (con un fenomenale Jared Gold) aggiunge dieci differenti sassofonisti tra i più importanti della scena odierna. Un album che in maniera appropriata riesce a ritornare le atmosfere e le sonorità jazz, blues e funky tipiche di Turrentine, con inclusa un vibrante versione di Impression di Coltrane con uno scatenato Chris Potter. Magnifico!

VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

JESSE VAN RULLER - Phantom. The Music of Joe Henderson

Phantom. The Music of Joe HendersonIl chitarrista olandese Jesse Van Ruller affronta con disinvoltura il materiale di una colosso della storia del jazz come Joe Henderson. Su Phantom, Van Ruller rilegge nove delle classiche composizioni del sassofonista, mostrando estremo rispetto, ma anche uno spirito libero e curioso, ed il risultato è degno di nota anche grazie al sostegno della ritmica (anch'essa olandese), nella quale dà un notevole contributo il batterista Clemens Van Der Feen. Il buon compromesso tra le preziose melodie e le pregevoli esecuzioni soliste del trio, rende l'album fluente e stimolante.

VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

JOHN SCOFIELD - Past Present

Past PresentLa ultraventennale collaborazione tra John Scofield e Joe Lovano si arricchisce di un nuovo eccellente capitolo, con questo Past Present, una raccolta di nove pezzi originali scritti dal chitarrista, che riescono ad esaltare l'interplay quasi telepatico tra questi due maestri, pur lasciando ampio spazio a sensazionali incroci solisti che contrappongono il sound elettrico e ricco di funky di Scofield con il meraviglioso sax caldo di Lovano. Ben equilibrato tra pezzi up-tempo e ballad, l'album si avvale di una delle migliori ritmiche in circolazione, composta dal duo Granadier-Stewart, che riesce a valorizzare i voli solistici della front-line, rendendo l'album uno scrigno prezioso di musica a tratti vibrante, spesso toccante, ben scritta e superbamente eseguita.

VALUTAZIONE: * * * * *  (EN)

E.J. STRICKLAND - The Undying Spirit

The Undying SpiritIl batterista E.J. Strickland riunisce un quintetto da favola che presenta due fiati (l'eccellente altoista Jaleel Shaw ed il poderoso tenore del fratello Marcus Strickland), ai quali si aggiunge una ritmica superlativa che, oltre al leader, vede protagonisti il pianista Luis Perdomo e la bassista Linda Oh, che esaltano questa brillante raccolta di nove originali ed una cover (Hindsight di Cedar Walton). Un lavoro carico di quieta energia, con melodie anche memorabili, per un album moderno, ricco di groove, poliedrico ed intrigante. Da ascoltare!

VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

TOM HARRELL - First Impressions

First ImpressionsSul suo nuovo album, Harrell reinterpreta i lavori di due grandi compositori classici francesi Ravel e Debussy, accompagnato da un'orchestra da camera di nove elementi che include il suo solito quintetto, un flautista e tre strumenti ad arco. Nell'affrontare questo scivoloso programma, Harrell usa il suo solito garbo e, con misura ed intelligenza, riesce bene a coniugare la sua impronta post-bop con il materiale classico utilizzato. Per una volta, l'uso degli archi appare funzionale al progetto, mentre la tromba di Harrell riesce ad essere allo stesso tempo piena di fuoco e lirica. Harrell, come il buon vino, sembra migliorare con l'età e, alla soglia dei 70 anni, ci regala un album che sfiora la perfezione.

VALUTAZIONE: * * * * *  (EN)

YARON HERMAN - Everyday

EverydayPer il suo debutto con la Blue Note, il pianista Yaron Herman sceglie coraggiosamente un approccio non convenzionale con un album in duo con il batterista Ziv Ravitz, con cui condivide un lungo passato in comune. Il risultato è palese; i due mostrano un interplay quasi telepatico, che estrinsecano in una raccolta di pezzi piuttosto brevi, che strizzano l'occhio a sonorità pop sofisticate e sono ricchi di atmosfere moderne che rimandano alla musica di Robert Glasper, Bjork, Radiohead, ecc... L'album è poi nobilitato da un paio di pezzi in piano solo che forse sono tra i più belli e intensi dell'intera raccolta.

VALUTAZIONE: * * * 1/2

JOE MANIS - The Golden Mean

The Golden MeanJoe Manis, sassofonista dall'impronta vagamente shorteriana, ha appena pubblicato il suo secondo album con la Steeplechase, con un poderoso trio sax-organo-batteria, in cui si avvale del fenomenale George Colligan che, con il suo organo, regala grandi dosi di groove ad una raccolta di originali e standard, interpretati con swing ed inventiva dal potente sax di Manis, che non risparmia mozzafiato parti soliste. Ottimo neo-bop come si conviene ad una label sempre attenta alla tradizione.


VALUTAZIONE: * * * 1/2  (EN)

JOHANNES WALLMANN - The Town Musicians

The Town MusiciansEccellente album del pianista tedesco, ma con base negli Stati Uniti, Johannes Wallmann, che si avvale di una spettacolare formazione per una raccolta di pezzi prevalentemente in slow e medio tempio, dalle melodie molto intriganti, che riescono a mettere in risalto le qualità dei grandi sidemen presenti, come Dayna Stephens, Gilad Hekselman, Scott Colley e il fenomenale trombettista Russ Johnson. Un album asciutto, minimale, ma allo stesso tempo sorprendente, uno dei più belli usciti di recente.


VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

MIKE LEDONNE - AwwlRight!

AwwlRight!Artista criminalmente sottovalutato, pur essendo uno dei principali protagonisti della scena jazz newyorkese oltre a richiestissimo sideman in centinaia di album, l'organista Mike LeDonne si avvale di una formazione d'eccezione, che include Eric Alexander, Peter Bernstein e come ospite Jeremy Pelt, per un album ad alta carica d'energia, ricco di groove, blues e swing. Musica di gran classe, fresca, ballabile e con eccellenti parti soliste. Mainstream jazz di alto livello.


VALUTAZIONE: * * * *  (EN)

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