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Anat Cohen / Fred Hersch - Live In Healdsburg

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

In questo loro album di debutto, due strumentisti di livello mondiale come la clarinettista Anat Cohen ed il pianista Fred Hersch, inseriscono brani originali ed un repertorio attentamente selezionato, con una varietà che arricchisce le possibilità soniche ed allo stesso tempo integra la loro vena creativa. Questa intima sessione di registrazione, parte della line-up del Healdsburg Jazz Festival del 2016, arricchisce in maniera decisa la sequenza di lavori molto personali recentemente messi in scena dai due artisti...


Live In HealdsburgIn questo loro album di debutto, due strumentisti di livello mondiale come la clarinettista Anat Cohen ed il pianista Fred Hersch, inseriscono brani originali ed un repertorio attentamente selezionato, con una varietà che arricchisce le possibilità soniche ed allo stesso tempo integra la loro vena creativa.
Questa intima sessione di registrazione, parte della line-up del Healdsburg Jazz Festival del 2016, arricchisce in maniera decisa la sequenza di lavori molto personali recentemente messi in scena dai due artisti
 - Cohen ha raccolto un abile tentetto per partorire lo splendido Happy Song (Anzic, 2017), mentre Hersch ha orchestrato l'incantevole Open Book (Palmetto, 2017) da solo al pianoforte.
Prodotto da Oded Lev-Ari, partner musicale di lunga data di Cohen, Live in Healdsburg inizia con due composizioni di Hersch. Il pezzo d'apertura, "A Lark", apparso per la prima volta nell'album "Trio +2" (Palmetto, 2004), ha una sinuosa melodia delineata dal clarinetto, che scorre su cambi di accordi e trame sempre mutevoli. Esprimendo tanto piacere quanto libero abbandono, Hersch, per lo più conduce il suo accompagnamento sui registri medio e alto, raggiungendo un'ulteriore grandiosità ogni volta che colpisce le supportanti note di basso.
La dolcezza del duo continua con il brano successivo, "Child's Song" che contiene un'introduzione al piano rubato che ci porta a un tempo di 6/4 messo in attesa da un pianismo staccato. Brevi colpi di pedali sono combinati con movimenti folk e classici in un passaggio centrale che a volte sembra enigmatico pur senza perdere la dolcezza del tono.
La Cohen si mostra essere una seria ed e abile conoscitrice della tradizione jazzistica nel suo waltzeggiante, ma con sfumature classiche, "The Purple Piece". Anche se raramente esplora idee ritmiche che vanno oltre l'atteso nella lieve versione di "Isfahan" di Billy Strayhorn, la sua improvvisazione è invece fantastica sull'ispirato bebop di Hersch "Lee's Dream", una melodia basata armoniosamente su “You Stepped Out of a Dream”, usata per onorare il sassofonista Lee Konitz.
Tuttavia, le vere emozioni sono lasciate alla versione di "The Peacocks", dove il clarinetto scava in profondità nell'essenza della nostra anima. L'interpretazione di Bill Evans di questo pezzo sembra ancora essere insuperabile, ma questo duetto senza ego cattura e mette in bella mostra la grandezza del pezzo basandosi su un'impeccabile alleanza strumentale.
Dopo l'emblematico "Jitterbug Waltz" di Fats Waller, qui re-inventato con l'aggiunta di un giocoso intro del pianoforte, con espressivi sorrisi musicali ed uno sciolto interplay con alcune esplosioni ritmiche, la registrazione termina con l'amichevole serenità del classico "Mood Indigo" di Ellington.
Ispirandosi l'un l'altro e divinamente ingraziati dal loro talento naturale e dalla loro raffinatezza musicale, Cohen e Hersch fanno musica senza mostrare alcun sforzo. Questa splendida registrazione dal vivo, calda e melodica, rende estremamente piacevole l'ascolto.

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


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