Stampa

Amedeo Furfaro - Brutium Graffiti - Jazz a Cosenza nel '900

Scritto da Carmelo Sardo on . Postato in Articoli

Brutium Graffiti - Jazz a Cosenza nel '900 (183 pagg. €6,90), stampato nel 2015 per intercessione del Centro Jazz Calabria è il prodotto di questo appassionato lavoro con il quale Furfaro fa il punto su quello che è stato (e che non è stato e che avrebbe potuto essere) il jazz a Cosenza - e quindi come parte importante della sua identità culturale - nel corso del XX secolo fino all'alba del XXI.


Brutium Graffiti - Jazz a Cosenza nel '900Poco dopo aver espugnato Roma, occupandola e depredandola per quello che sarebbe passato alla storia come il ''Sacco di Roma'' del 410, il barbaro Alarico, mancato l'assalto all'Africa con la flotta falcidiata da una tempesta prima che la spedizione prendesse il largo dalla Calabria, si ammala e muore dalle parti di Cosenza; e, stando alla narrazione della leggenda, dai suoi uomini sepolto assieme al suo tesoro nel letto del fiume Busento (il cui corso fu momentaneamente deviato per questo) della cittadina calabrese. ''Dove l'onde pria muggivano'' - recita un passo della poesia ''La Tomba nel Busento'' (''Das Grab im Busento'') di August von Platen-Hallermünde e dal tedesco tradotta da Giosuè Carducci - ''Cavan, cavano la terra; E profondo il corpo calano, A cavallo, armato in guerra''.
A distanza di ''quasi'' due millenni dai fatti in questione, la caccia al luogo della sepoltura - e quindi al mitico tesoro - del re dei Visigoti è ancora oggi motivo di forte interesse e discussioni: notizia proprio di un mese fa è il diniego con il quale il ministero dei Beni Culturali ha stroncato sul nascere ogni intento per - nuovi - scavi avanzato dal sindaco della città Mario Occhiuto.
E c'è chi, invece, come il giornalista e critico Amedeo Furfaro (già collaboratore di ''Musica Jazz'' e autore di pubblicazioni sfiziose come - tra le altre - ''Quante Calabrie - fra Pasolini e Steven Tyler''), a fronte di anni di studi e di ricerche ha avuto certamente maggior fortuna nel riportare alla luce un altro tesoro della città dei Bruzi: ovvero quello che se ne ricava dal suo patrimonio jazzistico, con, evidentemente, annessi e connessi di carattere storico e di costume. ''Brutium Graffiti - Jazz a Cosenza nel '900'' (183 pagg. €6,90), stampato nel 2015 per intercessione del Centro Jazz Calabria - di cui il Nostro è stato uno dei co-fondatori -, è dunque il prodotto di questo appassionato lavoro con il quale Furfaro fa il punto su quello che è stato (e che non è stato e che avrebbe potuto essere) il jazz a Cosenza - e quindi come parte importante della sua identità culturale - nel corso del XX secolo fino all'alba del XXI.
Dalle note di una non meglio precisata ''jazz band'' che nel 1923 accompagnava ''con molto brio e vivacità fino a tarde ore'' gli avventori di un ''thé dansant'' nel Casino di Società, alle righe dedicate ad Harry Warren (nato Salvatore Guaragna da genitori provenienti dalla provincia, Cassano allo Ionio, ed autore di classici come ''At Last'' e ''There Will Never Be Another You''); dai primi definiti esperimenti nel secondo dopoguerra di offrire musica da ballo di matrice jazz (repertorio milleriano), come da parte della ''New Jazz'', alla nascita del primo ''Jazz Fan Club'' con animatore il pianista Raffaele Borretti (memoria storica del jazz cosentino la cui testimonianza sotto forma di intervista completa il libro); dalla vibrante stagione dell'assessore-poeta Giorgio Manacorda, che negli anni Settanta aprì per la prima volta le porte dello storico Teatro Rendano al jazz con personaggi come Dexter Gordon Dizzy Gillespie e Steve Lacy, agli anni Ottanta che si aprono con un'esibizione dell'orchestra di Lionel Hampton (con Arnett Cobb) fino al riconsiderare la ''scena'' locale in rapporto a delle energie che comunque erano presenti ed operanti sul territorio; dal rilancio della ''scena'' a partire dagli anni Novanta (a cominciare dal traino del precedentemente citato Centro Jazz Calabria), al nuovo Millennio che cerca - pur nella ''crisi'' generale del settore culturale - di sfruttarne l'onda lunga.
Cosenza, quindi, non è soltanto la città legata al tesoro di Alarico: camminando per le vie del centro storico, ad esempio, si può trovare il famoso Liceo Ginnasio intitolato a Bernardino Telesio (grande filosofo legato alla filosofia della natura rinascimentale); o il neoclassico del già citato Teatro Rendano (intitolato ad Alfonso Rendano, figura tra le più originali a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento musicale italiano), in grado di ospitare più di 800 persone. E, lungo le vie del corso principale, cioè Corso Mazzini, si possono scorgere opere artistiche, tra gli altri, di Amedeo Modigliani e Salvador Dalì. Cosenza, insomma, è una città di cultura e di arte, tanto da essere arrivata alla soglia delle prime 10 posizioni per la candidatura a Capitale italiana della Cultura del 2018.
Furfaro, nella nota introduttiva al libro, spiega come l'idea di fondo per intraprendere questo viaggio gli sia stata suggerita dalla ''struttura'' di film come ''Baarìa'' di Giuseppe Tornatore: ''non trascurare grandi vicende (sullo sfondo) nel dar conto di storie di una periferia non residuale, coinvolta, comunque, dall'incedere inarrestabile della Grande Storia''. E la ''Grande Storia'' del jazz è passata, con una propria dignità, anche da una bella città come Cosenza.

 

Commenti   

#3 nadia 2017-01-14 10:24
Ancora un libro interessante che vede cosenza da un punto di vista diverso dalle abituali tristi storie sul sud. Con un lavoro di ricerca ed una passione di una vita per la musica amedeo ci regala un libro godibilissimo.
Citazione
#2 Daniela 2017-01-08 18:04
La passione per la musica ,ti porta a fare sempre grandgrandi cose.compliment i Dino,
Citazione
#1 Sorrenti Francesco 2017-01-08 17:08
Come in tutte le sue opere il bravissimo Amedeo Furfaro mette in luce aspetti storico - culturali rapportandolo alle tradizioni in particolare della sua terra e lo fa sempre con rara profondità di analisi e grandissima preparazione musicale, oltre ad un'encomiabiale fluidità di scrittura che coinvolge il lettore dalla prima all'ultima riga come un bellissimo brano musicale e scusate se è poco. Da leggere.
Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna