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Coloranti à go-go, nel succo di Scofield

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Era già successo nel 1996. John Scofield con "A Go-Go" pubblicava un disco molto immediato, divertente (oserei dire estivo à go-go) ma di grana grossa, un lavoro che si discostava nettamente dalla sua produzione, solitamente ben più raffinata, stilisticamente coerente e cara ai jazzfans, poichè andava ad incontrare i "genietti" del groove Medeski Martin & Wood.


JuiceEra già successo nel 1996. John Scofield con "A Go-Go" pubblicava un disco molto immediato, divertente (oserei dire estivo à go-go) ma di grana grossa, un lavoro che si discostava nettamente dalla sua produzione, solitamente ben più raffinata, stilisticamente coerente e cara ai jazzfans, poichè andava ad incontrare i "genietti" del groove Medeski Martin & Wood che anche grazie a quell'incisione attirarono attenzioni e cominciarono a riempire auditori puntando ad un pubblico non esclusivamente jazzistico, anzi.
Dopo una reunion che non ha lasciato particolare traccia il buon John ripropone ora con questo "Juice" il simpatico giochino vent'anni dopo, quasi come Dumas, e ripete in pieno la ricetta confermando gli ingredienti, sapidanti compresi.
Se vi eravate divertiti nel '96 potete saltare a bordo senza problemi di questo potente veicolo "rhythm and blues" e lasciar sfrecciare qualche paesaggio notturno metropolitano con un gradevole "latin flavour" e amen, se il succo di allora vi era già stato un po' indigesto lasciate stare il "juice" targato 2014, lo trovereste colorato in modo sospetto, eccessivamente zuccherato, con una playlist di brani all'insegna del ricercato disimpegno - interessante il lento rock di "I Know You"- ma con cover tirate via che potrebbero trovarsi nella compilation dello stracchino dello Zio Nanni (i Doors con "Light My Fire", Bob Dylan con "The Times they Are a-Changing", i Cream con "Sunshine of My Love"...) e un approccio stile vecchio jazzrock, sempre molto, fin troppo "groooovy".
Va detto che l'eterno amico-rivale Bill Frisell quando s'immerge in operazioni che possono ricordare questa - e cui forse Scofield incautamente s'ispira - sembra davvero un astronauta alle prese con un altro pianeta.
Intendiamoci: non è un segreto per nessuno e tanto meno uno scandalo che Mr. Scofield, come molti altri, alterni alla sua produzione "di livello" lavori commerciali e financo operazioni prettamente alimentari, per questo ci piace in questo caso dirlo a chiare lettere, come annotazione sull'etichetta.

VALUTAZIONE: * * 1/2


 

 

Commenti   

#2 fabio c. 2015-02-27 19:19
e non tutti i gusti sono alla vaniglia! :roll:
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#1 Gianni Gualberto 2015-02-27 10:09
I gusti non si discutono... e non sono certo comuni a tutti.
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