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Jackob Bro - December Song

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensioni Cd

L'album di Jacok Bro rappresenta la parte conclusiva di un trittico iniziato nel 2009 con "Balladering", proseguito nel 2011 con "Time" e giunto ora alla conclusione con questo "December Song", uscito nell'ottobre scorso.

La formazione iniziale, piuttosto inusuale in un organico jazzistico, vedeva il leader e Bill Frisell alle chitarre, Lee Konitz al sax alto, Ben Street al contrabbasso e Paul Motian alla batteria. Venuto a mancare quest'ultimo nel novembre del 2011, Bro ha deciso di variare la formazione inserendo Thomas Morgan al contrabbasso al posto di Street.
Sostituire Motian è compito assai arduo, sopratutto nel contesto musicale che caratterizza  i progetti del chitarrista danese giocati sulle sfumature, le sottigliezze, le delicate composizioni e le atmosfere rarefatte. Da qui la decisione di rinunciare alla batteria, facendo gravare la parte ritmica sulle spalle peraltro robuste di Morgan e inserendo il pianoforte di  Craig Taborn.
Una vera e propria scommessa che però produce i suoi frutti. La mancanza di Motian è palese, inutile negarlo, la sua scansione ritmica del tutto personale espressa sul timing e sul tempo, il gioco delle spazzole, il sostegno morbido eppur pressante sono tutti fattori che, mancando, spostano l'equilibrio complessivo del quintetto ancor più verso paesaggi onirici e, alla lunga, anche piuttosto statici.
Eppure anche in questo nuovo album la magia prende forma, e, sotto il fitto ricamo delle due chitarre e le note distillate dal pianoforte si erge maestoso il suono carico di delicatezza e di poesia del sassofono di Konitz, qui in una delle sue prove più superbe degli ultimi decenni.
Parlando di questa incisione anche Lee sembra sorpreso da se stesso, tanto da affermare: "I spent my whole life being influenced by Charlie Parker, Lennie Tristano, Lester Young and all the great jazz players and all of a sudden I play whole notes and half notes and chord progressions and I don't know why. It's not folk music, it's not jazz, it's not pop music, it's not funk, you know, it's just balladeering or whatever."  
Nella riuscita del progetto va sottolineato il corposo sostegno offerto dal contrabbasso ed il formidabile intreccio ordito dalle due chitarre, sempre riconoscibili e mai sovrapposte, oltre naturalmente alla vena compositiva del leader che attinge colori e atmosfere dalla tradizione popolare scandinava restituendole in un contesto di scintillante lirismo e di assoluto valore.

V A L U T A Z I O N E :   *   *   *   *

 

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