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Enten Eller - Pietas

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensioni Cd

Dopo 25 anni di attività il gruppo piemontese Enten Eller, rinforzato per la seconda volta su album da Javier Girotto, mantiene la freschezza e l'originalità e porta in dote un bagaglio di conoscenza reciproca ed esperienza che permette ai cinque musicisti di viaggiare a fari spenti e di ritrovarsi comunque agli incroci prestabiliti.

Sette composizioni per poco più di un'ora di musica, temi che spesso sono poco più di un pretesto per libere improvvisazioni, soluzioni nate al momento che sembrano incastri predeterminati, un gioco di scambi e di suggerimenti reciproci.
La registrazione dal vivo effettuata nello scorso marzo durante il 34° Open Jazz Festival mette in luce le caratteristiche peculiari del gruppo: rapporto dinamico tra tema e improvvisazione, linguaggio che fa propria la storia e la tradizione afro-americana ma che rimane aperto a influenze sud-americane grazie al timbro e al suono di Girotto, apre ad un rock progressive maturo e senza fronzoli nelle soluzioni adottate dalla chitarra di Maurizio Brunod, e si ancora al linguaggio jazzistico nelle sonorità evocative della tromba di Alberto Mandarini e nel lavoro puntiglioso sul timbro e sul timing della sezione ritmica, Massimo Barbiero alle percussioni e Giovanni Maier al contrabbasso.
La presenza di Girotto è a mio parere un contributo determinante nella compattezza e per la varietà timbrica del gruppo. Il suo suono profondamente lirico ben si amalgama con la voce più tagliente della tromba ed i duetti che ne sortiscono sono tra le pagine più belle di un album che, pur dedicando molto spazio ed energia alla improvvisazione, fa della melodia una ricerca costante e riuscita.
Come sempre il gruppo dimostra coerenza, lucidità e onestà progettuale. Doti rare ma piuttosto sottovalutate al giorno d'oggi, almeno in Italia, dove nell'arco di una intera estate il gruppo non avrà nessuna data in nessun festival.
V A L U T A Z I O N E : * * * *

 

Commenti   

#2 Roberto DellAva 2014-07-09 00:17
Una parola anche per i direttori artistici: quando si invitano nomi impresentabili (succede troppo spesso) e si ignorano musicisti veri la conclusione che si può trarre è che c'è qualcosa che non funziona. Incompetenza ? Voglia di andare sul facile ? Comunque sia,alla lunga non paga, e lo dimostra anche la crisi finanziaria di Estival Jazz, una manifestazione da anni degenerata e ormai impresentabile.
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#1 Maurizio 2014-07-08 22:21
Che un Gruppo come gli Enten Eller non abbia questi spazi estivi la dice lunga... basti pensare che i festival Jazz si sono ormai quasi estinti, per usare un termine forgiato dallo stesso gruppo Enten Eller in via di "E(xt)tinzione" . Termine questo che ci richiama tutte le metafore legate, guarda caso, all'abbruttimen to socio culturale di quest'ultimo decennio. Purtroppo, a mio modo di vedere, questa decadenza non è solo determinata dalla mancanza di spazi. Manca ahimè un elemento fondamentale: “La Cultura”. La cultura non è più parte del tessuto sociale. Agli stessi politici mancano i fondamentali per poter gestire questo patrimonio, così come agli insegnanti mancano gli strumenti per attrarre i giovani al piacere della contemplazione dell’arte nelle sue svariate forme. Infine se vogliamo dirla tutta, non siamo molto distanti dall’oscurantis mo.
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