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Scritto da Redazione on . Postato in Tracce Laser

ROB MAZUREK AND BLACK CUBE SP - Return The Tides: Ascension Suite and Holy Ghost

Return The Tides: Ascension Suite and Holy GhostNel maggio dello scorso anno, pochi giorni dopo la scomparsa della madre, Mazurek vola a San Paolo e con I soliti fidati musicisti del Sao Paulo Underground integrati da alcuni ospiti da vita a questo album commemorativo fin dal primo visionario e bellissimo brano, Oh Mother (Angel’s Wings). La musica dipana il consueto sabba elettronico sul quale svettano ora la tromba del leader ora la rabeca di Thomas Rohrer. Una lunga allucinata preghiera intrisa di emozioni e di spiritualità.


VALUTAZIONE : * * * * (RDA)


DAYNA STEPHENS – Peace

PeaceChe Stephens fosse voce originale e oltremodo interessante lo si sapeva. Qui si contorna di fuoriclasse (Meldhau, Lage, Grenadier, Harland) e affronta un repertorio di temi liricamente splendidi presi a prestito dalle colonne sonore o da evergreen, da Piazzolla a Horace Silver. Ad attribuire 5 stelle mi frena solo un dubbio: con un gruppo cosi’ avrebbe potuto osare molto di più.



VALUTAZIONE : * * * * (RDA)

BUGGE WESSELTOFT – Trialogue

TrialogueAccompagnato dagli eterei Heinrik Schwarz e Dan Berglund il pianista norvegese serve un menù sempre più rarefatto quanto esile ritmicamente. Tratteggia acquarelli paesaggistici con spruzzate di elettronica e aperture melodiche, per la verità non sempre memorabili. Una musica d’ambiente piuttosto attempata, senza sbocchi diversi da una facile presa su un pubblico dai gusti semplici. La versione di Round Midnight offre una sola certezza: non entrerà nella storia.


VALUTAZIONE: * *  (RDA)

JIMMY HEAT ORCHESTRA - Togheterness Live At the Blue Note

TogethernessFreschezza, joie de vivre e swing a palate nella Big Band dell'ottantacinquenne Jimmy Heat, cui semplicemente è impossibile non voler bene. Le composizioni, sia le battutissime che quelle meno note, vengono fatte rivivere con acume e stile e l'impatto degli unisoni fa immediatamente pensare a quanto sarebbe stato entusiasmante (oltre che commovente) presenziare a questo Live di una All Star band in cui brillano Steve Davis al trombone, Roy Hargrove in sezione trombe, Antonio Hart al contralto e quell'incredibile jazzman al tenore, magnifico compositore ed arrangiatore, che manco fossimo in Cocoon sorride e tiene in pugno l' auditorio...

VALUTAZIONE: * * * *  (FC)


ANTONIO SANCHEZ – Three Times Three

Three Times ThreeTre diversi trii in due compact per una musica uniforme e multiforme. Brad Melhdau (con Matt Brewer) e Joe Lovano (con Joe Patitucci) in stato di grazia conferiscono sia alle composizioni originali di Sanchez sia a brani provenienti da penne famose (Nardis, I Mean You) un alone di perfezione e di forte pathos. Il batterista, qui anche ottimo compositore (si ascolti Firenze), si conferma musicista tecnicamente evoluto, dal suono caldo e assolutamente personale. John Scofield e Christian McBride completano il terzo trio con esiti in evidenza soprattutto nel brano di Shorter (Fall).

VALUTAZIONE : * * * * (RDA)

 
MAX DE ALOE QUARTET – Borderline

Borderline“Il mondo del jazz in Italia è un mondo piccolo, lontano dal music business e dai clamori, ma questo suo limitato potere commerciale ha il vantaggio di preservare la purezza e l’autenticità del processo creativo. Tradotto vuol dire che possiamo scrivere, suonare e registrare la musica che più ci aggrada” Sono le parole programmatiche con le quali De Aloe presenta questo Borderline, una sottile linea che divide la normalità dalla follia e contemporaneamente più generi musicali (brani di Cobain, Monk, Schumann, Barrett), il tutto con buon gusto e con un ottimo gruppo che ha modo di evidenziare le buone individualità strumentali di ciascheduno.

VALUTAZIONE : * * * (RDA)


MOSTLY OTHER PEOPLE DO THE KILLING – Blue

BlueUn album che molte discussioni ha sollevato in rete, essendo la riproposizione pari pari di Kind of Blue, suonato con una fedeltà all’originale tale da mettere a dura prova un ascoltatore non particolarmente ferrato. Inutile aggiungere che i musicisti coinvolti sono tra il meglio della nuova generazione americana, cosi’ come inutile dire che tra l’originale e la copia non ho nessun dubbio su cosa ascoltare.


VALUTAZIONE: * * *  (RDA)

 
URI CAINE – Callithump

CallithumpDopo 13 anni Caine incide un nuovo album in solo per Winter & Winter e lo fa in presa diretta, registrando in studio un’ora di musica (successivamente divisa in 11 brani) esattamente come usa fare nelle sue esibizioni live in solo. L’unica differenza è che qui tutto è nuovo e non ricorre nessun tema conosciuto, per il resto l’album compendia al meglio lo spirito di un solo set del pianista: tumultuose improvvisazioni che trovano imprevedibili soluzioni melodiche, raffinatezza e classe ben distribuite, enciclopedica cultura musicale che affiora ad ogni passaggio.

 VALUTAZIONE: * * * *  (RDA)

 
JEROME SABBAGH 4TET - The Turn

The TurnNotevole uscita per il quartetto del sassofonista tenore Jerome Sabbagh, che firma con questo "The Turn" il disco più ambizioso della carriera. Suono corposo e potente, unisoni e crescendi di climax coinvolgenti, cambi d'atmosfera repentini e generose spruzzate psichedeliche su un tessuto post bop reso accidentato e mobile. Una band in cui spicca Ben Monder, chitarrista immaginifico che rifornisce continuamente d'idee l'ispirato leader.


VALUTAZIONE: * * * * (FC)

 
SYLVAIN RIFFLET, JON IRABAGON – Perpetual Motion

Perpetual MotionTra i molti, troppi, tributi che spesso nascondono più una reale mancanza di idee nuove che non l’intento di omaggiare un grande della musica, questo Perpetual Motion è certamente una eccezione positiva. Le composizioni sono di Louis Thomas Hardin, in arte Moondog, un visionario ed eccentrico compositore americano che negli anni ’60 e primi ’70 fuse con personalità ispirazioni rock, jazz e minimaliste in una nuova concezione. Irabagon e Rifflet fanno gara di bravura, supportati dal gruppo del musicista francese, e la rilettura è sapida e ricca di idee. Un album splendido.

VALUTAZIONE: * * * * (RDA)

 
RICHARD GALLIANO – Sentimentale

SentimentaleDifficile capire la logica che sta dietro la pubblicazione di un album come questo. Già qualche anno fa Galliano aveva sfornato un (inutile) disco dedicato alle musiche di Nino Rota con nomi di primissimo piano ma con risultati di scarsissimo interesse. Qui si compie il bis della non memorabile impresa, tra temi brasiliani, una versione di Naima easy listening e alcuni originals non particolarmente memorabili. Il gruppo è interessante ma non c’è nessuna urgenza narrativa e l’ascoltatore inevitabilmente precipita nella narcolessia.

VALUTAZIONE : * * ½  (RDA)

 
BILL FRISELL - Guitar in the Space Age! 

Guitar in the Space Age!Ho ascoltato per la prima volta l’album di notte, guidando su una strada sinuosa e deserta e mi sono divertito molto. Non c’è traccia del Frisell sperimentatore e iconoclastico, qui si ascolta del semplice e soprattutto ben suonato rockabilly, pescando e riadattando una manciata di brani pop di successo degli anni 60-70. Un gruppo formidabile ed un leader di alto profilo per un album tanto piacevole quanto assolutamente non indispensabile rispetto alla parte migliore della ormai corposa discografia di Frisell.

VALUTAZIONE : * * *  (RDA)

 
ERNIE WATTS - A Simple Truth

A Simple TruthSarà l'effetto emozionale a prevalere ma per lunghi tratti questo sembra davvero un disco del Quartet West di Charlie Haden, di cui Ernie Watts è stato caposaldo e voce caratterizzante per decadi. Il suo jazz morbido che si staglia in una giornata seguita passo passo dalle prime luci dell'alba fino alla notte inoltrata è onesto e sincero ma senza le composizioni e gli inserimenti solistici del compianto ed incomparabile Haden, a un certo punto del pomeriggio potreste ritrovarvi serenamente appisolati.


VALUTAZIONE: * * 1/2 (FC)
 

MARCIN WASILEWSKI TRIO WITH JOAKIM MILDER - Spark Of Life

Spark of LifeQuarto album per E.C.M. in oltre vent’anni di sodalizio per il trio polacco. L’ incontro con il sassofonista tenore svedese Joakim Milder è segnato da una naturale ed immediata integrazione nel collaudato meccanismo del gruppo. I timbri e le inflessioni che riportano a Garbarek ben si amalgamano nelle atmosfere ricche di charme che da sempre contraddistinguono il trio di Wasilewski. Trovare ancora stille di suggestioni nella formula del piano trio è compito arduo che solo raramente riesce a produrre frutti saporiti : questa è la sfida del trio. Il risultato, pur senza particolari picchi innovativi, è all’altezza. 

VALUTAZIONE : * * *  (RDA) 


AVISHAI COHEN - 
Dark Nights

Dark NightsIl trio del trombettista, rinforzato in alcuni brani dalla presenza di Anat Cohen e di Gerard Clayton, si propone tra originals e standard immarcescibili nel mostrare il lato più intimista e balladeur di Cohen. Il suono della tromba, spesso filtrato dalle elettroniche, evidenzia una timbrica peculiare nella sua originalità e ricercatezza. Un album godibile e interessante, anche se da un musicista emergente come Cohen ci si sarebbe potuti immaginare un pizzico maggiore di temerarietà e di sfida.


VALUTAZIONE : * * *  (RDA)

 

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