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Danny Grissett - Remembrance

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Il quotato pianista losangelino Danny Grissett, da anni colonna portante dei gruppi di Tom Harrell, dopo una discreta teoria di apprezzati dischi come leader per la Criss Cross, approda in casa Savant e firma questo “Remembrance” in quartetto, un lavoro intenso, dolente negli assunti e magnifico nella resa tecnica, in cui confluiscono con naturalezza le influenze stilistiche di un musicista che a 42 anni è in grado di esprimerne una sintesi personale ed in cui il vocabolario jazzistico è declinato in modo completo, ed assai brillante...


RemembranceIl quotato pianista losangelino Danny Grissett, da anni colonna portante dei gruppi di Tom Harrell, dopo una discreta teoria di apprezzati dischi come leader per la Criss Cross, approda in casa Savant e firma questo “Remembrance” in quartetto, un lavoro intenso, dolente negli assunti e magnifico nella resa tecnica, in cui confluiscono con naturalezza le influenze stilistiche di un musicista che a 42 anni è in grado di esprimerne una sintesi personale ed in cui il vocabolario jazzistico è declinato in modo completo, ed assai brillante.
“Remembrance”, come detto poc’anzi, è disco dai tratti dolenti, i quattro originals composti da Grissett, ed alternati a riletture di celebri standards, sono tutti dedicati alla memoria del fratello maggiore Bobby, scomparso prematuramente nel 2015, e la drammatica perdita, che ha segnato il nostro assai profondamente, viene celebrata in modo del tutto esplicito (“Lament For Bobby”), oltre che sublimata in toccanti esecuzioni (“Renatus”, nell’accezione latina di rinascita, con il Fender Rodhes sugli scudi) mentre lo swingante “A Friend Indeed” è rivolto agli amici che sono stati vicini a Danny nei durissimi giorni del lutto.
Attenzione, però, non si pensi ad un disco meramente celebrativo o completamente listato a lutto, il quartetto, nel solco di uno straight-ahead piuttosto avanzato, gira che è una meraviglia, il sassofono di Dayna Stephens inanella assoli di gran pregio, Vincent Archer e Bill Stewart -antichi sodali di Grissett - vanno ben oltre l’impeccabile appoggio ritmico, vibrano soprattutto le versioni della gillespiana “Woody’n You”, con sofisticata mimesi del tema, e dell’ellingtoniana “Prelude To A Kiss”, in cui gestione dello spazio ed interplay la fan da padrone.
Di estremo interesse anche la mesmerica riproposizione di “Just Enough”, brano scritto da Hancock -una delle maggiori influenze di Grissett- e reso poi celebre da un certo Grover Washington Jr. alcuni decenni or sono, ed il toccante finale con la limpida esecuzione di “Detour Ahead”, melanconico standard del ‘47 griffato Herb Ellis che prende il nome da un cartello stradale , brano amato in particolare da Bill Evans, complicati incroci della vita, deviazioni obbligate, ciglia umide e strade interrotte, dalla tastiera di Danny arrivano echi lontani della voce di Billie...

“Smooth road,
Smooth road
No detour Ahead”.

Disco caldamente consigliato.

(Courtesy Of Audioreview)

VALUTAZIONE: * * * * 1/2


 

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