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Inside Jazz Quartet - Four By Four

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensioni Cd

La cronaca del recente concerto milanese del collega ed amico Riccardi ha già ben raccontato la musica di questo quartetto, evidenziando le peculiarità di un’operazione che mira a collegare storia e presente, tradizione e contemporaneità, nella ricerca di una declinazione attualizzata di canoni espressivi “classici”. L’ascolto del cd, articolato in un preciso schema “a programma” che prevede l’esecuzione di due pezzi per ciascuno dei protagonisti del novecento prescelti fornisce, in prima battuta, l’impressione di un contagioso dinamismo...


Four By Four La cronaca del recente concerto milanese del collega ed amico Riccardi ha già ben raccontato la musica di questo quartetto, evidenziando le peculiarità di un’operazione che mira a collegare storia e presente, tradizione e contemporaneità, nella ricerca di una declinazione attualizzata di canoni espressivi “classici”.
L’ascolto del cd, articolato in un preciso schema “a programma” che prevede l’esecuzione di due pezzi per ciascuno dei protagonisti del novecento prescelti (Mingus e Strayhorn, Wheeler e Holland) oltre ad una composizione originale di ciascun membro del quartetto ispirata allo stile degli autori sopra citati, fornisce, in prima battuta, l’impressione di un contagioso dinamismo che pervade l’interplay fra Colombo, Tracanna, Zanchi e Bradascio.
Si percepisce, fra queste note, come di rado capita in opere contemporanee, la gioia di condividere un amore, per il jazz e per gli autori omaggiati, che giustifica in pieno la denominazione sociale: qui siamo davvero “dentro” al jazz, un’esperienza fondata sul comune “sentire”, protesa a confermare vitalità ed attualità di un linguaggio consolidato.
La scaletta quadripartita prende le mosse da Kenny Wheeler con “Smatter” che, con una ritmata sezione pianistica, introduce al clima del disco, caratterizzato dal costante dialogo fra i sax (soprattutto soprano) di Tracanna ed il pianoforte di Colombo coadiuvati dalla scintillante sezione ritmica di Zanchi e Bradascio, spesso titolari anche di ampi spazi solisti.
Il compositore e trombettista inglese è destinatario della ballad “One for Kenny” di Colombo, immersa in un clima crepuscolare e malinconico, subito alternato da una "Foxy Trot" movimentata dall’onda ritmica del contrabbasso e divisa nei movimenti condotti rispettivamente dal sax e dal piano.
Di Mingus il quartetto affronta con piglio disinvolto “Remember Rockfeller at Attica” ed un’ intensa “For Harry Carney” firmata dal pianista ed arrangiatore Sy Johnson, mentre Bradascio firma una vivace e swingante “Mingusiana” dall’eloquente tema e dalle lievi inflessioni free.
Di Holland vengono ripresi “Waltz for Wheeler” con un gioco di omaggi collegati, e “Pass It On” dall’avvolgente sviluppo narrativo, con Zanchi che si incarica di comporre e condividere una “Davehol” presa a tempo sostenuto e terreno per articolati soli di basso e batteria.
Infine Strayhorn , partendo da “Chelsea bridge” con una assorta intro del sax, proseguendo con la celebre e sempre affascinante “Isfahan” riletta in veste ritmicamente più vivace, e chiudendo in bellezza con l’originale “Stray” di Tracanna, che le sequenze armoniche del sax immergono in un clima di allarmata sospensione.
Un viaggio rassicurante, ma nel contempo ricco di sorprese, all’interno della musica che il quartetto professa e dimostra di amare. E chi può resistere a tanto affetto?


 

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