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Ed Palermo - The Adventures Of Zodd Zundgren

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensioni Cd

Stavolta Ed Palermo si è superato : non pago dei numerosi album già dedicati al repertorio di uno dei propri idoli musicali, Frank Zappa, il sassofonista e big band leader italo - americano ha unito in un duplice omaggio il chitarrista di Baltimora ed il genio pop di Todd Rundgren, altra faccia della medaglia delle ispirazioni musicali ed umane di Ed. Nasce così “The Adventures Of Zodd Zundgren”. Il disco è l’ennesimo campionario delle qualità della big band di Palermo, arrangiamenti che funzionano come orologi svizzeri, con la sezione fiati ed il violino...


The Adventures Of Zodd ZundgrenStavolta Ed Palermo si è superato: non pago dei numerosi album già dedicati al repertorio di uno dei propri idoli musicali, Frank Zappa, il sassofonista e big band leader italo - americano ha unito in un duplice omaggio il chitarrista di Baltimora ed il genio pop di Todd Rundgren, altra faccia della medaglia delle ispirazioni musicali ed umane di Ed. Nasce così “The Adventures Of Zodd Zundgren” e nessuno meglio dell’autore può illustrarne la genesi.
“Frank Zappa e Todd Rundgren sono stati due dei miei idoli assoluti, in grado di sopperire ai bisogni di un adolescente non molto in gamba con gli appuntamenti femminili. Erano come due facce della medaglia: molti testi di Rundgren parlano di cuori infranti, mentre Zappa cantava “Broken hearts are for assholes”. Da una parte Todd mi consolava per essere stato scaricato, mentre Zappa mi rimproverava: “Come hai fatto ad essere così scemo?”. Naturalmente sto semplificando, entrambi toccano con la loro musica uno spettro emozionale molto più vasto e complesso, ma ricordo che fu ascoltando “Something/Anything” di Todd Rundgren che capii di essere innamorato della donna che sarebbe diventata mia moglie, e per questo Todd ha guadagnato punti extra.”
Il disco è l’ennesimo campionario delle qualità della big band di Palermo: arrangiamenti che funzionano come orologi svizzeri, con la sezione fiati ed il violino in prima linea, esecuzioni impeccabili e raffinate condotte con pieno rispetto del materiale di partenza, ma anche creatività ed humor sparsi a piene mani in una sintesi che trova il proprio terreno d’elezione nelle esibizioni live. Ed il jazz come attitudine che permette di affrontare qualsiasi sintassi musicale.
Fare la lista delle cose migliori costringe ad un elenco pressoché completo dei brani in programma, e stavolta sono ben 25. Celeberrime pagine zappiane come “Peaches En Regalia” (condotta dal sax alto di Ed) “Zoot Allures” o “Absolutely Free”, si alternano a celebri melodie di Rundgren, “Influenza”, eloquentemente condotta dal violino di Katie Jacoby, “Wailing Wall”ed una “Hello It’s Me” che compete con l’originale per intensità romantica.
Su “Montana” spunta addirittura una vecchia conoscenza dei gruppi di Zappa, ovvero Napoleon Murphy Brock con la sua vocalità surreale, mentre “Kiddie Boy” è un blues tratto da uno dei primi album di Rundgren con i Nazz, nel quale il leader lascia il sax per imbracciare un’ infuocata chitarra elettrica.
L’elenco delle perle continua con una magistrale rilettura per orchestra dadaista dell’esperimento elettronico “Flamingo”, un frammento caduto dallo spazio fra gli specchi di “A Wizard, A True Star”, con una “Florentine Pogen” nella quale ritorna Brock, e che sfoggia una sezione latin jazz con solo di trombone di Charley Gordon, con il medley di “Broke Down and Busted,”che incorpora frammenti della hit di Ramsey Lewis “The ‘In’ Crowd,” di “Brown Shoes Don’t Make It,” di Zappa’s e di “Pretzel Logic.” degli Steely Dan, e regala un sontuoso solo di tromba di John Bailey.
C’è molto altro lungo le rotte di queste avventure musicali, inclusa una finale ironica presa in giro del boss Palermo condotta in puro stile Rundgren/ crooner dal cantante Bruce McDaniel. Ma il piacere dell’ascolto e della scoperta va lasciato all’ascoltatore curioso (e non serioso).

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