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Giovanni Sanguineti "Nextrio" - Gnothi Seauton

Scritto da Francesco Barresi on . Postato in Recensioni Cd

Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che qualche anno fa, esattamente nel 2009, un giapponese competentemente appassionato di jazz, al secolo Satoshi Toyoda, decise di fondare un’etichetta discografica dedicata esclusivamente al jazz italiano. Il primo cd pubblicato fu del trio del pianista Luigi Martinale con ospite il contrabbassista Drew Gress e molti jazzisti italiani di valore hanno visto pubblicate le loro opere.


Gnothi SeautonForse non tutti sono a conoscenza del fatto che qualche anno fa, esattamente nel 2009, un giapponese competentemente appassionato di jazz, al secolo Satoshi Toyoda, decise di fondare a Suzuka, città dove risiede, un’etichetta discografica dedicata esclusivamente al jazz italiano. Il primo cd pubblicato fu del trio del pianista torinese Luigi Martinale con ospite il contrabbassista Drew Gress e molti jazzisti italiani di valore hanno visto pubblicate le loro opere. Da Martinale ad Enrico Intra, a Max Ionata, Lorenzo Tucci, Antonella Vitale, Paolo Recchia e diversi altri ormai compongono una serie di dischi che è giunta al numero 28 con il cd del Nextrio di Giovanni Sanguineti.
Il nostro è un contrabbassista genovese da molti anni sulla scena e che ha avuto il merito di far conoscere al pubblico italiano importanti esponenti del jazz europeo e statunitense. Nei suoi gruppi ha periodicamente portato in giro per i club e teatri italiani musicisti del calibro del sassofonista Grant Stewart, del pianista David Hazeltine, del cantante pianista John Proulx, del chitarrista, fratello di Michel, Philippe Petrucciani, per citarne alcuni. Personaggio, dunque, esperto ed aduso a contesti impegnativi.
Il titolo dell’ opera in oggetto è un vero e proprio manifesto. Gnothi Seauton è un’ iscrizione che si trova nel tempio di Apollo a Delfi e significa “Conosci te sesso”. Sanguineti ha raccolto questa esortazione interpretandola con un'accezione di cambiamento, di nuova sfida verso un capitolo diverso del proprio percorso musicale ed ecco qui un nuovo trio che, come dice il suo stesso nome, è proiettato in avanti, verso un’ estetica diversa da tutte le opere precedenti.
La prima impressione che si ha dopo l’ascolto di questa opera prima del Nextrio, completato da Mario Zara al pianoforte e Nicola Stranieri alla batteria, è quella di essere al cospetto di un progetto pensato e ponderato con efficacia. Siamo in presenza di un’ opera che ha nel lirismo e nella cantabilità melodica il suo aspetto principale, ma, attenzione, ciò non deve essere interpretato come caratteristica di disimpegno, anzi.
La musica scorre in modo piacevole ed i brani, tutte pregevoli composizioni di Sanguineti, scorrono con molta piacevolezza tematica, ma i musicisti, tutti con sensibilità sopraffina, rendono la stessa densa di contenuti, tecnici e musicali, senza mai cadere nella trappola del calligrafismo fine a se stesso.
Vi sono brani meditativi come “Down“ in apertura e momenti ritmicamente molto vivaci come il seguente “Drop Your Binders“ o “Bohemien”, altri più intimamente movimentati come “Piccole Speranze Urbane”. Io ho una predilezione per il penultimo “Echoes from the past”, ma è una preferenza in mezzo a dieci composizioni eseguite ed improvvisate con gusto ed equilibrio dai tre musicisti che esprimono un interplay molto efficace e convincente.
Disco che non stanca, nemmeno dopo ripetute sessioni di ascolto e che mi auguro sia solo il primo step di una realtà che penso contenga molte potenzialità da sfruttare e sviluppare.