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Claudio Angeleri - Why?

Scritto da Francesco Barresi on . Postato in Recensioni Cd

Claudio Angeleri da Bergamo è personaggio noto e poliedrico nell’ ambito jazzistico, essendo pianista apprezzato sin dagli anni settanta. In questa sede analizziamo la sua ultima fatica discografica con il suo storico e abituale quartetto che vede, oltre ad Angeleri al pianoforte, Gabriele Comeglio al sax alto, Marco Esposito al basso elettrico, Vittorio Marinoni alla batteria e la voce di Paola Milzani in un solo episodio. 


Why? Claudio Angeleri da Bergamo è personaggio noto e poliedrico nell’ ambito jazzistico, essendo pianista apprezzato sin dagli anni settanta. Col tempo matura esperienze importanti in campo nazionale ed scuole di musica attive nel jazz più longeve, avendo come anno di fondazione il 1987, e rappresentative fra quelle che operano in Italia.
In questa sede analizziamo la sua ultima fatica discografica, incisa nello scorso mese di marzo con il suo storico e abituale quartetto che vede, oltre ad Angeleri al pianoforte, Gabriele Comeglio al sax alto, Marco Esposito al basso elettrico, Vittorio Marinoni alla batteria e la voce di Paola Milzani in un solo episodio
Ho ascoltato questa opera diverse volte prima di scriverne e ogni volta mi si sono rafforzate le impressioni che ho avuto sin dal primo approccio. Siamo in presenza di musica che deriva da una seria e ponderata progettualità, molto strutturata, sia dal punto di vista compositivo che ritmico. Troviamo due brani di altri compositori, il shorteriano "Nefertiti" in piano solo ed il monkiano "Pannonica" che vede l’aggiunta di cinque originali tutti della penna del leader, ed è proprio in loro che si trovano gli spunti più interessanti, senza nulla togliere agli altri.
Vi ho trovato un approccio ritmico molto interessante e che coinvolge anche la scrittura dei temi, non solo il loro svolgimento. Ognuno dei pezzi originali ha una identità molto marcata e sempre diversa ed è basato su ritmi e scansioni diverse che non trascurano quasi nulla sotto il profilo delle possibilità ritmiche.
Dal brano in tre quarti a quello in sette quarti, attraverso quelli che contengono più scansioni al proprio interno, ciascuno con la propria peculiarità, sin dall’esposizione del tema è un fiorire di alternanze e variazioni originali.
Musica varia e che, dunque, non stanca perché non si ripete e nella quale si possono cogliere echi di elementi europei diversi, ben integrati e coerenti con la proposta. Si può ascoltare, inoltre, un gruppo molto compatto in cui ognuno svolge al meglio il proprio ruolo senza invadenze da parte di alcuno.
Altra ottima prova di maturità da parte di musicisti italiani.

VALUTAZIONE: * * * *


 

 

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