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Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale - Moods

Scritto da Francesco Barresi on . Postato in Recensioni Cd

Recensiamo, possiamo dire in anteprima, visto che il disco è stato pubblicato pochi mesi fa, il disco “Moods”, cointestato alla vocalist Tiziana Ghiglioni ed al pianista Luigi Martinale. Si tratta di un lavoro molto interessante e con un alto tasso di qualità, che travalica i confini del jazz. Questa è musica di valore, indipendentemente dal campo in cui la si vuole collocare, ma ciò non significa che il jazz latita, anzi.


Moods Recensiamo, possiamo dire in anteprima, visto che il disco è stato pubblicato pochi mesi fa, il disco “Moods”, cointestato alla vocalist Tiziana Ghiglioni ed al pianista Luigi Martinale.
La prima assurse alla notorietà jazzistica molto giovane all’ inizio degli anni ottanta e da allora è sempre stata una delle cantanti italiane di riferimento, spaziando dall’ambito degli standards a quello di una musica connotata da caratteristiche di maggiore ricerca e modernità.
Luigi Martinale, pianista piemontese della generazione dei cinquantenni, è anch’ egli jazzista molto esperto e preparato, ma rimasto un po’ sottotraccia rispetto ai meriti della sua carriera che ha avuto risvolti ed esperienze anche di carattere internazionale. Per citarne solo qualcuna, è stato invitato a presentare un suo progetto al festival jazz di Tel Aviv, ha svolto una tournee in Giappone ed inciso il primo disco edito dalla Albore Jazz, etichetta sempre giapponese specializzata in jazz italiano. Ci troviamo al cospetto, dunque, di due musicisti con le carte in regola per figurare bene su qualsiasi palcoscenico.
L’incontro tra i due è avvenuto fra le cattedre del Conservatorio di Cuneo presso il quale entrambi insegnano e in quel luogo è scaturita l’ idea di questa opera che rappresenta l’unione fra il quartetto del pianista (con Tino Tracanna ai sax tenore e soprano, Mauro Battisti al contrabbasso e Paolo Franciscone alla batteria) e le voci della Ghiglioni con aggiunte quelle delle sue allieve del Conservatorio nominato (Silvia Bocca, Cinzia Carraturo, Stefania Gatto, Susanna Ossola, Aura Nebiolo, Claudia Paradiso, Chiara Spezzano, Valentina Vercelli).
Inizio col dire che si tratta di un lavoro molto interessante e con un alto tasso di qualità, che travalica i confini del jazz. Questa è musica di valore, indipendentemente dal campo in cui la si vuole collocare. Ciò non significa che il jazz latita, anzi. Il materiale spazia da brani orginali di Martinale, che oltre ad essere un ottimo strumentista è pure bravo compositore e arrangiatore, a composizioni di Carla Bley (Lawns), di Steve Lacy (No Baby), di E. Svensson (From Gagarin Point of View e Dodge the Dodo), Paul Simon (So Long), Duke Ellington (Angelica) e l’immortale “Just Friends“.
Il rischio era che dipanare la matassa fra temi e atmosfere così diversi, tenendo vieppiù insieme un quartetto e nove voci, potesse risultare troppo complicato e dare un risultato poco unitario. Avrebbe potuto essere così, ma non lo è stato.
Uno dei pregi di “Moods” è che presenta un risultato molto coerente e compatto, pur nella diversità dei singoli brani. Essi rispettano allo stesso tempo l’animo e le atmosfere dei rispettivi compositori pur essendo abilmente reinterpretati dalla scrittura dei leaders. Gli arrangiamenti sono, infatti, efficaci e fluidi e gli spazi solistici sono ottimamente equilibrati fra loro, senza invadenze da parte di alcuno. La musica scorre con facilità, nonostante il suo contenuto sia sempre intenso e molto partecipato dai protagonisti.
Un'altra caratteristica pregevole è che c’è la musica che serve. In poco più di 48 minuti si ascoltano nove composizioni ben suonate e alle quali non manca nulla ed il disco termina con un senso di compiutezza, senza dover riempire di byte il supporto a tutti i costi. Infine, last but not the least, il contenuto è registrato in modo molto corretto, con i diversi piani sonori rispettati nei loro volumi e nelle dinamiche.
Mi sento di poter affermare, dunque, che siamo di fronte ad una proposta ben congegnata, rigorosa, ma al contempo fresca e originale. Una prova ulteriore di maturità da parte del jazz italiano, qui molto ben rappresentato.
Disco da poter votare ad un Top Jazz

VALUTAZIONE: * * * * 1/2

 

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