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Kenny Barron Trio - Book Of Intuition

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Il trio con cui Kenny Barron torna agli onori delle cronache per questo nuovo Impulse! documenta per la prima volta su disco una formazione che ha già una lunga storia alle spalle, infatti la collaborazione con il batterista Johnathan Blake dura stabilmente da più di dieci anni, mentre da ben quattro lustri Kiyoshi Kitagawa è il bassista di riferimento del 72enne pianista di Filadelfia.


Book Of Intuition Il trio con cui Kenny Barron torna agli onori delle cronache per questo nuovo Impulse! documenta per la prima volta su disco una formazione che ha già una lunga storia alle spalle, infatti la collaborazione con il batterista Johnathan Blake dura stabilmente da più di dieci anni, mentre da ben quattro lustri Kiyoshi Kitagawa è il bassista di riferimento del 72enne pianista di Filadelfia, tanto che i tre hanno suonato insieme in centinaia di contesti, dal piccolo club alla Concert Hall, praticamente in ogni angolo del globo.
Tale reciproca conoscenza affinata al fuoco della continua ribalta live viene esibita con un certo orgoglio attraverso la rinnovata proposta di un trio tipicamente piano-oriented in cui i ruoli non vengono scambiati di continuo ed in cui la concezione ritmica eccezionalmente evoluta, oltre alla proverbiale sensibilità armonica di un Kenny in grande spolvero, possono dispiegarsi con estrema naturalezza in questo “libro delle intuizioni”, opera elegante, lirica e swingante come ci saremmo del resto attesi da uno dei grandi nomi del jazz moderno in attività e dalla sua eccellente ritmica.
Le suggestioni latine illuminano l'iniziale, movimentata “Magic Dance” che apre letteralmente le danze ma è quando Barron paga pegno al faro sempre acceso di Powell (con l'eloquente original “Bud Like”) o s'inoltra in territori monkiani piuttosto inesplorati (“Shuffle Boil”, carica di sense of humour col trio e “Light Blue” in piano solo in modalità stride) che ci si rende conto di come il pianista scelto a 17 anni da Dizzy Gillespie guardi direttamente, face-to-face, gli artisti che omaggia e che rilegge da par suo, illuminandone passaggi ed evidenziandone percorsi con il suo stile angolare di suadente bellezza, sorretto da partner con cui ha sviluppato una comunicazione assoluta.
Le nuove composizioni presenti su questa incisione arrivano dalla colonna sonora di un film del 2010 che in Italia hanno visto in pochini (“Another Harvest Moon” di Greg Swatz) e dalla cui OST il nostro riprende due temi lenti: “In the Slow Lane”, ballad semplice ed efficace, e la toccante “Prayer” che precede e in un certo senso introduce la celebre “Nightfall”, episodio finale di un disco superbo firmato da un vero Maestro del jazz.

(Courtesy of Audioreview)

VALUTAZIONE: * * * *


 

 

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