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Alfredo Ponissi "Youngblood Quartet" - Bird Lives

Scritto da Francesco Barresi on . Postato in Recensioni Cd

Torinese, classe 1955, Alfredo Ponissi è uno dei sassofonisti italiani contemporanei più titolati ed esperti. Dopo avere imbracciato il sassofono all’ età di sedici anni frequenta, infatti, i palchi sin dal 1981, anno in cui entra a far parte della Solar Big Band di Giorgio Gaslini. Da allora le esperienze concertistiche e discografiche, sia in Italia che all’estero, si sono avvicendate senza soluzione di continuità.


Bird LivesTorinese, classe 1955, Alfredo Ponissi è uno dei sassofonisti italiani contemporanei più titolati ed esperti. Dopo avere imbracciato il sassofono all’ età di sedici anni frequenta, infatti, i palchi sin dal 1981, anno in cui entra a far parte della Solar Big Band di Giorgio Gaslini. Da allora le esperienze concertistiche e discografiche, sia in Italia che all’estero, si sono avvicendate senza soluzione di continuità, nonostante egli abbia sempre mantenuto un profilo “understatement” che ne ha pregiudicato un’ampia visibilità.
Il Nostro, inoltre, è attivo anche nell’ambito della poesia, della scrittura (suo è un breve racconto che si trova nel libretto del cd in oggetto) e della sceneggiatura, teatrale e cinematografica. Ci troviamo in presenza, dunque, di un artista poliedrico, ma che ha mantenuto il jazz come attività baricentrica.
“Bird Lives”, registrato nell’ Agosto 2015 e pubblicato nel Gennaio 2016, costituisce l’ultima proposta discografica del musicista torinese, ma il primo del suo nuovo gruppo Youngblood Quartet in cui, oltre al suo storico collaboratore Stefano Solani al contrabbasso, debuttano due ragazzi appartenenti alle nuove leve del capoluogo piemontese, il chitarrista Daniele Ciuffreda ed il batterista Francesco Brancato.
Come si può facilmente evincere dal titolo, si tratta di un’opera dedicata alla figura ed alla musica di Charlie Parker. Scelta che avrebbe potuto essere rischiosa, in quanto incisioni di tale genere si concludono sovente con un calligrafismo che non lascia il segno. Qui, invece, il pericolo è evitato grazie all’esperienza del leader che si sostanzia in diversi motivi.
Il primo è che i brani parkeriani sono riuniti sotto forma di suite con relativo, pertinente, arrangiamento che vede l’aggiunta di vocals tratti da brani di Jack Kerouac, come nel pezzo di apertura che assembal “Now’s The Time”, “Confirmation” e “K.C. Blues”.
“Lover Man” e “Billie’s Bounce” sono invece suonati singolarmente, ma l’abile arrangiamento di Ciuffreda (soprattutto in “Lover Man”) li destruttura e ricompone, anche metricamente, in modo molto attuale, senza che comunque si smarrisca lo spirito della musica parkeriana. I tre temi originali, due di Ponissi ed uno di Solani, mantengono la coerenza con l’impostazione dell’opera , ma con un contributo personale anche per quanto riguarda la composizione.
Una proposta , questa, che trovo dotata di misura ed equilibrio espressivo convincente. Si ascolta musica suonata ad alti livelli, ma senza esibizioni tecniche gratuite O fini a se stesse e, se ciò è apprezzabile in due musicisti esperti come Ponissi ed il suo contrabbassista, lo è ancora di più per i due giovani che completano il quartetto.
Aggiungo, infine, che non è la prima volta che il jazzista torinese si avventura in opere di rilettura assai complesse. Nel 1994 pubblicò, con il suo quartetto di allora, “A Love Supreme”. Fu un’opera rimasta un po’ sottotraccia, anche per il fatto che il disco fu stampato in sole 500 copie numerate, ma il risultato fu eccellente e fu, inconsapevolmente, il prodromo di questa nuova esperienza.
L’ascolto di “Bird Lives” sarà, per molti, una gradita sorpresa e la conferma che il jazz italiano di qualità non è appannaggio esclusivo di musicisti mediaticamente esposti, ma è vivo e pulsante anche fuori dai confini dei privilegiati del sistema.


 

Commenti   

#1 Luca 2016-07-08 19:07
Nellarticolo non è indicata casa discografica/di stributore. Ciao Luca
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