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Alexander Hawkins & Evan Parker - Leaps in Leicester

Scritto da Lorenza Cattadori on . Postato in Recensioni Cd

Incredibili, le coincidenze. Quasi un mese prima del fenomeno - Leicester, con tanto di primato sui motori di ricerca e persino boom di bimbi neonati autoctoni chiamati Claudio (fonte: Il Corriere dello Sport di qualche ora fa), al reparto produzione dell'interessante etichetta portoghese Clean Feed tutto era pronto per l'uscita di un duo piano/fiati bello concreto, pieno d'anfratti e fluttuazioni.


Leaps in LeicesterIncredibili, le coincidenze. Quasi un mese prima del fenomeno - Leicester, con tanto di primato sui motori di ricerca e persino boom di bimbi neonati autoctoni chiamati Claudio (fonte: Il Corriere dello Sport di qualche ora fa), al reparto produzione dell'interessante etichetta portoghese Clean Feed tutto era pronto per l'uscita di un duo piano/fiati bello concreto, pieno d'anfratti e fluttuazioni.
Certamente british ma senza troppe attenuazioni, Alexander Hawkins incontra Evan Parker proprio all'Embrace Arts di Leicester per questo 'Leaps in Leicester' uscito l'8 aprile scorso.
Le note della label ci narrano di alcune frequentazioni tra i due musicisti e di una certa qualità ideale, per gusto affine - e in fondo volontà di non mollare la nota - ma certo il più profondo denominatore comune può essere Steve Lacy: grande riferimento per Parker ma su cui, per ragioni anagrafiche, il giovane pianista non si è mai misurato analizzandone comunque le strutture in modo convincente all'interno del bel lavoro condotto da Roberto Ottaviano e uscito per Dodicilune un paio di anni fa.
E i quattro brani - infiniti e prismatici - giocano curiosamente con un'idea in movimento. I 'leaps' nel titolo diventano jump, per poi tramutarsi in galope e capriole: piccoli balzi e sussulti e impennate, e quei piccolissimi step di suoni che caratterizzano ogni inizio di pezzo. I due si accompagnano, si accomodano e sembra che davanti a loro apparecchino tutte le sonorità possibili da esprimere.
Si rincorrono, e l'idea di questi piccoli passi veloci diventa quasi una danza da sperimentare fino infatti all'ultimo, meravigliosamente estenuante brano intitolato "The Shimmy" dedicato alla memoria del percussionista Tony Marsh, che insieme a John Edwards è stato la sezione ritmica di alcune famose formazioni di Parker.
In attesa del concerto a Londra, previsto per la fine di maggio.


 

 

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