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Le zampate leonine di Marcus Printup

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Da quasi un quarto di secolo il trombettista e compositore Marcus Printup è un alfiere della Lincoln Center Jazz Orchestra dove svolge attualmente anche una rinomata attività didattica che lo ha portato a contatto con giovani jazzisti di grandi speranze, tra i quali troviamo alcuni musicisti che ora compongono il suo nuovo sestetto con cui firma “Young Bloods”.


Young BloodsDa quasi un quarto di secolo il trombettista e compositore Marcus Printup è un alfiere della Lincoln Center Jazz Orchestra dove svolge attualmente anche una rinomata attività didattica che lo ha portato a contatto con giovani jazzisti di grandi speranze, tra i quali troviamo alcuni musicisti che ora compongono il suo nuovo sestetto con cui firma “Young Bloods”.
Un'iniezione di sangue giovane per portare avanti, con sempre maggiore energia, la fiaccola del Jazz, una missione che significa talento coltivato con applicazione feroce, studio e sviluppo di un proprio percorso con amore incondizionato e profondo rispetto per la storia di questa musica.
Il 49enne Printup (nativo del borgo di Conyers, in Georgia) del resto è stato anch'egli a sua volta un giovane leone, spesso sbrigativamente liquidato come epigono del sodale Wynton Marsalis, mentre il suo stile richiama piuttosto, in modo evidente, come costante fonte d'ispirazione i grandi trombettisti degli anni '50 e '60, come si può ascoltare nelle otto tracce di questo suo nuovo lavoro per SteepleChase, impostato in modo assai canonico ed esemplare, per chi non avesse ancora fatto la conoscenza di questo eccellente musicista, del suo modus operandi all’interno della tradizione jazzistica in cui opera e che tende ad innovare “cum juicio”.
Il compatto sestetto assemblato dal leader può contare anzitutto sull'eccellente drumming di Ulysses Owens, batterista 33enne già affermato, vincitore di un Grammy e leader di un fragoroso esordio in casa Criss Cross, ben in sintonia con il giovane bassista Dezron Douglas, e mette in rampa di lancio i fiati di Patrick Bartley, grintoso contralto cui si può prevedere un brillante futuro, e Coleman Hudges, elegante trombonista, oltre al giovane pianista dalle influenze petersoniane Allyn Johnson.
I tre temi originali di Printup confermano la sua facilità di scrittura e convince appieno anche la rivisitazione, in chiave armonica e ritmica, di standard formidabili come la parkeriana “Au Privave”, “My Foolish Heart” e “In Your Own Sweet Way” cui gli assoli del leader danno il giusto peso specifico, sempre in un'atmosfera rilassata e densa di blues feelings.
Non ci si attenda da questo lavoro niente di particolarmente “advanced”, forse qualche zampata a sangue in più dai ragazzi ce la saremmo pure gustata, ma il disco ha una tracking list di livello e funziona alla perfezione.
Del resto Printup può rinunciare anche alle sue treccine rasta ma non ad una illuminata dittatura dialogica all'interno del gruppo ed alla fine ci si accorge che i ruggiti più convincenti sono tutti i suoi. Roarrr.

(Courtesy of AudioReview)

VALUTAZIONE: * * * *

 

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