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Mike Le Donne - Awwlright!

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Anche se nel nostro paese il cristallino talento di Michael LeDonne (classe '56 del Connecticut, e chiamatelo pure Mike) non gode di una stampa che l'abbia messo nel giusto cono di luce, sono molti i jazz-fans che hanno incrociato la sua arte su disco o dal vivo, in centinaia di incisioni e concerti, quasi sempre sideman fondamentale seduto al pianoforte a fianco di gente come Milt Jackson in primis.


Awwlright! Anche se nel nostro paese il cristallino talento di Michael LeDonne (classe '56 del Connecticut, e chiamatelo pure Mike) non gode di una stampa che l'abbia messo nel giusto cono di luce, sono molti i jazz-fans che hanno incrociato la sua arte su disco o dal vivo, in centinaia di incisioni e concerti, quasi sempre sideman fondamentale seduto al pianoforte a fianco di gente come Milt Jackson in primis (una partnership lunga 11 anni!), ma anche Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Benny Golson e altri giganti, per un curriculum che attualmente ha pochi eguali al mondo.
Dodici anni fa, sempre per Savant, Mike firmò il primo disco da leader all'hammond B3, strumento che bazzica dall'età di dieci anni, fondando un combo stellare che gli ha consentito di sviluppare il proprio linguaggio, arrivando, dopo 5 riuscite incisioni, alla pubblicazione di questo superbo “Awwlright!” che dimostra, se ce ne fosse bisogno, quali livelli può raggiungere un gruppo tosto, che lavora d'insieme e tende a non fare prigionieri, orgogliosa fucina di swing che si forgia al fuoco della ribalta, di NYC e di Tokyo in particolare, insomma: “The Groover 4tet”.
Per questo lavoro si sono aggiunti con naturalezza ai 4 membri originali, tutti nella loro età di mezzo, il glorioso veterano del basso Bob Cranshaw ed il giovane, acclamato trombettista Jeremy Pelt.
Il sax tenore Eric Alexander si conferma in forma smagliante, Peter Bernstein come il miglior chitarrista sulla scena e Joe Farnsworth un implacabile drummer, con loro ogni brano è un proiettile che va dritto a bersaglio.
Scaletta equilibrata e caricata a dovere, impossibile non sorridere di fronte alla spettacolare rivisitazione della immarcescibile hit danzereccia “Never Can Say Goodbye”, emozionarsi per “Mary Lou's Blues”, impossibile soprattutto non sperare di vedere presto in azione in Italia questa formidabile band.
CD dal packaging essenziale e tecnicamente eccellente, come da tradizione Savant.

VALUTAZIONE: * * * *

(Courtesy of Audioreview)


 

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