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Adam Rogers & David Binney - R & B

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

La collaborazione tra il chitarrista Adam Rogers e il sassofonista contralto David Binney dura da quasi trent’anni ed ha già dato frutti tanto corposi quanto nascosti, oltre a un voluminoso lavoro quali ricercati sidemen nelle opere di Alex Sipiagin, Edward Simon e molti altri jazzisti di quell’”età di mezzo” con cui condividono idee musicali e criminale sottovalutazione.


R & BLa collaborazione tra il chitarrista Adam Rogers e il sassofonista contralto David Binney dura da quasi trent’anni ed ha già dato frutti tanto corposi quanto nascosti, dall’esordio comune in “Point Game (OWL 1989) allo splendido “Afinidad” (Red Records 2001) fino ad “Anacapa” (Criss Cross 2014) oltre a un voluminoso lavoro quali ricercati sidemen nelle opere di Alex Sipiagin, Edward Simon e molti altri jazzisti di quell’”età di mezzo” con cui condividono idee musicali e criminale sottovalutazione.
Lo spiritoso “R&B” del titolo evoca quindi un marchio di fabbrica che brilla per assoluta qualità, come si avverte ascoltando il telepatico fraseggio e gli unisoni che costellano anche quest’ultima fatica discografica il cui focus è rivolto alla rilettura di standards che appartengono al gotha del jazz, firmati da Shorter, Davis, Hubbard, Monk, Parker.
I due si sono affidati ad una ritmica nuova di zecca composta dal batterista di Detroit Gerald Cleaver, uno di quei musicisti che suonano alla grande in ogni contesto, compreso il rock sperimentale, e dal bassista Reuben Rogers, già notato nei gruppi di Joshua Redman ed Helen Sung.
La playlist è di quelle che faranno gongolare i jazz-fans più esigenti: non ci sono in questo caso originals ma ripescaggi di pezzi grandiosi e impolverati, valga per tutti “Africaine”, meraviglioso veicolo shorteriano che sfrecciò per la prima volta nel ‘59 dando il titolo ad un album dei Jazz Messengers, e qui tirato a lucido in chiave moderna, pescando in egual misura tra groove afro-latino e indomabile swing.
La decisione di registrare “R&B” con minime prove ed un solo giorno in sala d’incisione va nella direzione e nello spirito di quel jazz di derivazione hardbop ricco d’idee e dall’approccio spontaneo che l’etichetta di Gerry Teekens continua a proporre e che ha reso di fatto la Criss Cross una label imprescindibile sullo scenario del jazz moderno di qualità.

VALUTAZIONE: * * * *

(Courtesy of AudioReview)


 

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