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Dromos Festival, la diciannovesima edizione tra Oristano e altri centri della provincia

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Atmosfera inconfondibile, scenari suggestivi e, naturalmente, concerti, mostre e altro ancora, il tutto legato dalla qualità delle proposte: ritorna Dromos, uno tra gli appuntamenti più attesi dell'estate musicale in Sardegna, quest'anno alla sua diciannovesima edizione. Il festival si rinnova dal 30 luglio al 15 agosto nei suoi consueti territori: una carovana musicale itinerante nel cuore dell'Oristanese


Dromos FestivalAtmosfera inconfondibile, scenari suggestivi e, naturalmente, concerti, mostre e altro ancora, il tutto legato dalla qualità delle proposte: ritorna Dromos, uno tra gli appuntamenti più attesi dell'estate musicale in Sardegna, quest'anno alla sua diciannovesima edizione. Il festival si rinnova dal 30 luglio al 15 agosto nei suoi consueti territori: una carovana musicale itinerante nel cuore dell'Oristanese, con tappe a Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Mogoro, Morgongiori, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde, oltre che nel capoluogo, Oristano.
Ricco e all'insegna della varietà il cartellone musicale, impreziosito da alcuni degli artisti più apprezzati della scena jazzistica internazionale: a Dromos saranno presenti due tra le più belle voci in circolazione, quelle di Gregory Porter e di Diane Schuur, ma il grande jazz risuonerà anche nel concerto di due riconosciuti protagonisti del genere, il chitarrista Stanley Jordan e un asso della batteria del calibro di Billy Cobham, affiancati dal bassista cileno Christian Gálvez. Tra jazz e Cuba si muovono la cantante Daymé Arocena e, allargando lo sguardo alle comuni radici musicali africane, sia il pianista Omar Sosa in duo con Gustavo Ovalles, sia il bassista e compositore camerunese Richard Bona con il suo gruppo Mandekan Cubano. Senza dimenticare la ventenne bassista polacca Kinga Glyk, talento emergente della scena jazzistica europea.
La scena nostrana è invece presente a Dromos con tre proposte: ci sono i ritmi e i suoni dei Funk Off, prima funky marching band italiana; c'è il ritorno di un'icona della musica alternativa come Giovanni Lindo Ferretti, cofondatore dei CCCP, poi dei CSI e dei PGR; e c'è poi Valerio Corzani con una conferenza-spettacolo sulla musica di John Cage proposta con il clarinettista Gabriele Mirabassi e il fisarmonicista Simone Zanchini.
Altri suoni ancora, e altre voci, con gli Huun-Huur-Tu e il loro tipico canto armonico, figlio di una tradizione secolare che discende dalla repubblica di Tuva, nell'Asia centrale, e con il tunisino Dhafer Youssef, virtuoso dell'oud (il liuto arabo) e cantante dalla straordinaria estensione vocale.
Il consueto gran finale è con Mamma Blues, la tre giorni nel piccolo borgo di Nureci, che quest'anno suggella il cartellone del festival con la cantante anglo-americana Lucy Woodward, il cantautore statunitense Eric Bibb e la band brasiliana Bixiga 70 con la sua trascinante miscela di afro-beat, malinké, candomblé, samba e cumbia.
Tanta musica, dunque, ma anche due mostre di arte contemporanea; e sullo sfondo, secondo la consolidata formula di Dromos, un tema ispiratore: il filo conduttore scelto per cucire i vari momenti del festival è ambizioso, come suggerisce il titolo di questa diciannovesima edizione: "Prigioni", quelle mentali prima che fisiche, i recinti nei quali ciascuno, più o meno consapevolmente, decide di entrare fino a rimanerne sopraffatto.
Il via al cartellone di concerti è il 30 luglio a Mogoro - dove si tiene la cinquantaseiesima Fiera dell'Artigianato artistico della Sardegna - con la musica ipnotica e sognante di Dhafer Youssef. Il quarantanovenne maestro di oud, il liuto arabo, cantante e compositore tunisino presenta (alle 21.30) sul palcoscenico di piazza Martiri della Libertà il suo album più recente, uscito a settembre dello scorso anno: "Diwan Of Beauty And Odd", una vibrante fusione di tradizione e contemporaneità, di influenze orientali e jazz.
Il primo agosto la carovana di Dromos approda alla sua casa base, a Oristano. Alle 21.30, in piazza Cattedrale, come già annunciato, è di scena una delle voci maschili più belle del jazz contemporaneo: il cantante statunitense Gregory Porter, vincitore lo scorso gennaio di un Grammy Award (il secondo nel suo palmares) per il miglior album di jazz vocale con "Take me to the alley". Come già annunciato, parte dell'incasso verrà devoluto alla Curia Arcivescovile di Oristano per il restauro di due sculture in legno intagliato e policromo risalenti al Settecento: si tratta della statua di San Michele Arcangelo ospitata nell'omonima cappella della Cattedrale, e di quella di Sant'Archelao, patrono di Oristano, esposta nel Museo Diocesano Arborense.
La serata si inserisce anche nel progetto Rete Sinis che riunisce Dromos, Sardegna Concerti, Le Ragazze Terribili e l'Associazione Insieme per Riola: un ricco cartellone di spettacoli di livello internazionale in scena dal 15 luglio al 19 agosto nella penisola del Sinis e nelle aree limitrofe. Un cartellone che verrà presentato prossimamente alla stampa e cui Dromos contribuisce con altri due concerti.
L'indomani (2 agosto) Dromos fa tappa a Cabras (nella cornice del Portale Don Peppi, nello slargo in via Liguria) per una serata dal sapore caraibico con una carismatica presenza della musica cubana: la cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader Daymé Arocena, con una scaletta che si annuncia all'insegna del suo secondo album: "Cubafonía".
Preceduto da un aperitivo offerto alle 21 dalla Cantina Contini, il concerto sarà seguito da una cena organizzata negli stessi locali dal Ristorante da Attilio a Cabras (l'ingresso al solo concerto costa 15 euro; il biglietto più la cena, invece, 30 euro)
Il 3 agosto originale appuntamento con gli Huun-Huur-Tu e il loro canto armonico, figlio di una tradizione secolare di quella che oggi conosciamo come Repubblica di Tuva, nell'Asia centrale. Profondamente misteriosa, la musica del quartetto è perfetta per l'incontro con l'atmosfera dell'importante sito nuragico protetto dal bosco di lecci di Mitza Margiani, a due chilometri dal piccolo paese di Villa Verde, dove si svolge il concerto.
Sonorità tra Africa, America latina e Cuba, il 4 agosto a Baratili San Pietro: sul palco allestito nel parco comunale tiene banco il bassista e cantante camerunese Richard Bona con il suo ultimo progetto Mandekan Cubano, un ensemble di sette elementi con cui intreccia le radici musicali comuni che legano tra loro tradizioni differenti.
Dalle stesse latitudini ma con esiti differenti si sviluppa il dialogo in musica di Omar Sosa con il percussionista venezuelano Gustavo Ovalles, di scena il 5 agosto nel giardino del Museo Archeologico di San Vero Milis. Artista dalla grande cultura musicale e tecnica, il pianista cubano è capace di fondere mirabilmente un'estesa gamma di elementi jazz, world music ed elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare sonorità fresche e originali, dal forte sapore latino, lasciando sempre grande spazio all'improvvisazione.
Doppio appuntamento il 6 agosto: a Morgongiori, in occasione della tradizionale Festa delle Lorighittas (la tipica pasta locale), il centro storico del paesino della Marmilla si illumina con la musica dei Funk Off, la prima funky marching band italiana, con quasi vent'anni di attività e centinaia di concerti; a Oristano, nell'ex carcere in piazza Manno, va invece in scena "Tattiche di evasione - Perlustrazioni nella musica di John Cage", una conferenza-spettacolo ideata da Valerio Corzani con il clarinettista Gabriele Mirabassi e il fisarmonicista Simone Zanchini. Giocando con le parole ("cage" in inglese significa "gabbia"), una rivisitazione del percorso di uno dei compositori più rivoluzionari del novecento dentro lo scenario emblematico e oppressivo di quella che fino a pochi anni fa era una casa circondariale.
A Bauladu il 7 agosto arriva (all'anfiteatro comunale) un'icona della musica alternativa italiana, Giovanni Lindo Ferretti, cofondatore dello storico gruppo punk CCCP fedeli alla linea, dei CSI - Consorzio Suonatori Indipendenti e dei PGR. Il concerto, "A cuor contento", rientra nel programma della nona edizione del Du - Bauladu Music Festival, appuntamento ideato dalla Consulta Giovani Bauladu, che insieme alla musica propone degustazioni, itinerari culturali e iniziative dedicate all'ecosostenibilità.
Appuntamento d'eccezione a Ula Tirso l'8 agosto con Diane Schuur (in concerto in piazza IV novembre). Con la sua straordinaria estensione vocale e forza interpretativa, la cantante statunitense, non vedente dalla nascita, durante la sua lunga carriera si è guadagnata l'apprezzamento da parte della critica di tutto il mondo e il rispetto e gli elogi di leggendarie figure della musica jazz e blues come Dizzy Gillespie, Count Basie e B.B. King. La serata si tiene in occasione della tradizionale Festa de Sos Cannisones (la tipica pasta locale).
Il 9 agosto a Nughedu Santa Vittoria sale alla ribalta Kinga Glyk con il suo trio: a soli vent'anni, ma con un già ragguardevole bagaglio di concerti ed esperienze musicali nel suo paese e all'estero, è considerata una delle migliori espressioni della generazione dei musicisti polacchi e un astro nascente del jazz e del blues. Il concerto si inserisce all'interno del progetto turistico di accoglienza diffusa Nughedu Welcome, in collaborazione col Social Eating Day, alla sua seconda edizione.
Due stelle già alte nel firmamento della jazz fusion brillano invece a Neoneli il 10 agosto (in piazza Italia): un asso della chitarra come Stanley Jordan e un mito della batteria del calibro di Billy Cobham per un incontro che si annuncia di grande intensità. A potenziare ulteriormente la carica esplosiva del progetto, il cileno Christian Gálvez, virtuoso del basso elettrico.
La volata finale di Dromos è dal 13 al 15 agosto con l'immancabile tre giorni di Mamma Blues a Nureci: una sorta di "festival nel festival" che si rinnova da dieci anni con artisti di punta della scena blues internazionale.
Nella serata inaugurale di domenica 13, riflettori puntati su Lucy Woodward, tornata in scena da solista l'anno scorso con il suo quarto album, "Til They Bang On The Door", dove la cantante anglo-americana mette in mostra il suo stile fra jazz, soul, pop e blues.
L'indomani (14 agosto) all'Arena Mamma Blues fa la sua comparsa Eric Bibb: classe 1951, voce calda ed espressiva, grande tecnica chitarristica, una carriera che copre cinque decadi e conta decine di album a suo nome, il bluesman americano è atteso a Nureci in coppia con il chitarrista svedese Staffan Astner per presentare il suo ultimo disco, Migration Blues, pubblicato lo scorso marzo.
La sera di Ferragosto, le battute finali del trittico di Nureci e del diciannovesimo festival Dromos spettano ai brasiliani Bixiga 70 con la loro fusione di ritmi africani e brasiliani, jazz e funk. La band, originaria di uno dei quartieri più tradizionali di San Paolo (Bixiga, appunto), è formata da dieci elementi provenienti da diverse esperienze musicali della scena cittadina.
In apertura delle tre serate di Mamma Blues spazio ad altrettante proposte della scena isolana. Si parte con il chitarrista Vittorio Pitzalis (il 13 agosto), tra i bluesman più rappresentativi della Sardegna: vincitore del concorso indetto dal festival Narcao Blues nel 1994 e l'anno dopo nel contest organizzato dal festival Ai Confini tra Sardegna e Jazz, conta un'attività concertistica che l'ha portato a esibirsi su alcuni tra i palcoscenici più importanti della scena nazionale, mentre è prossima l'uscita del suo primo album.
La sera dopo, lunedì 14, è il turno del gruppo Blues Tales un progetto estemporaneo, estratto, per così dire, dal gruppo oristanese Rock Tales, attivo dal 2013 e votato al racconto in musica della Storia del rock. In questa occasione, i cinque musicisti proporranno brani che sono stati rivisitati in chiave blues, o dalla forte connotazione blues, di artisti come Janis Joplin, Joe Cocker, B.B.King, ma anche Rolling Stones e altri autori che sono stati fortemente influenzati dal blues.
Ultima proposta "Made in Sardinia", martedì 15, i Country's Cousins nascono dalla voglia di suonare la parte più arcaica e primitiva della musica Blues e country. Gli stessi strumenti che utilizzano sono minimali o addirittura autocostruiti per affrontare una scaletta composta da brani accomunati dalla ricerca più profonda delle radici della "musica del diavolo". I componenti hanno tutti una storia lunghissima con il genere di Robert Johnson e la scelta delle canzoni si annuncia molto originale e divertente.
Tutte le serate del festival saranno introdotte anche quest'anno da Alessandro Melis, attore, poeta e scrittore, che oltre a presentare i concerti leggerà testi tratti da epistolari o comunque attinenti al tema di questa edizione, spostando di volta in volta l'attenzione su un autore diverso.

 

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