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Cernusco Jazz: nel segno di Miles Davis la terza edizione del festival

Scritto da Redazione on . Postato in Notizie

Dopo l'anteprima del 5 marzo scorso (con il concerto del quartetto del batterista Alessandro Rossi, talento emergente della scena italiana), è tutto pronto per la terza edizione del festival Cernusco Jazz, che si svolgerà domenica 7 e domenica 14 maggio alla Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio. Quest’anno la manifestazione sarà dedicata a Miles Davis, sperimentatore e precursore tra i più coraggiosi.


Cernusco JazzDopo l'anteprima del 5 marzo scorso (con il concerto del quartetto del batterista Alessandro Rossi, talento emergente della scena italiana), è tutto pronto per la terza edizione del festival Cernusco Jazz, che si svolgerà domenica 7 e domenica 14 maggio alla Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio. I live inizieranno alle ore 20.45 (ingresso 15/12/10€; gratuito per gli under 12).
Quest’anno la manifestazione sarà dedicata a Miles Davis, uno dei giganti della musica di tutti i tempi, sperimentatore e precursore tra i più coraggiosi. Per il primo dei due tributi al grande trombettista americano, domenica 7 maggio si esibirà la Verdi Jazz Orchestra, diretta dal maestro Pino Jodice, con Alberto Mandarini special guest.
Dotato di uno stile inconfondibile e di un’incomparabile gamma espressiva, per quasi trent’anni Miles Davis è stato una figura chiave del jazz e, più in generale, della musica popolare del XX secolo. Dopo aver preso parte alla rivoluzione bebop, Davis fu il fondatore di numerosi stili jazz, fra cui il cool jazz, l’hard bop, il modal jazz e il jazz elettrico (o jazz-rock). Il trombettista americano fu e resta famoso come strumentista dalle sonorità inconfondibilmente languide e melodiche, per la sua carica innovatrice (peraltro spesso criticata) e la sua figura di personaggio pubblico.
Per la prima volta al mondo, durante il Cernusco Jazz verrà rielaborato per big band l’intero album “Kind of Blue”, considerato uno dei suoi lavori più caratterizzanti. L’orchestra del Conservatorio G. Verdi di Milano, formata dai migliori allievi del corso di jazz affiancati da alcuni tra i più noti professionisti del settore, avrà come solista di questo straordinario e unico programma il maestro Alberto Mandarini, docente di tromba jazz del Conservatorio nonché uno dei più apprezzati trombettisti del panorama jazzistico italiano.
Gli arrangiamenti, curati da Pino Jodice, sono una rielaborazione per orchestra dei brani di “Kind of Blue”, riarrangiati nella sequenza originale e completa: gli spettatori, quindi, non ascolteranno una mera esecuzione o trascrizione dall’originale ma una vera e propria rivisitazione, omaggio a un artista che ha saputo guardare al futuro mantenendo al tempo stesso un’attenzione particolare al mondo musicale che lo circondava.
La Verdi Jazz Orchestra non trascurerà neppure la svolta elettrica di Miles Davis (nel 1969 uscì l’album “In a silent way” che rivoluzionò il linguaggio del jazz), a testimonianza della voglia di cambiamento e di innovazione che stava maturando alla fine degli anni Sessanta nella creatività di questo grande artista, diventato uno dei punti di riferimento dei musicisti delle generazioni successive.
Pino Jodice (pianista, compositore, arrangiatore, docente e direttore d’orchestra) svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero e, nel corso della sua carriera, ha collaborato con alcuni dei più noti jazzisti internazionali, tra cui Richard Galliano, Dave Douglas, Mike Stern, John Scofield, Uri Caine, Branford Marsalis, Yusef Lateef, Enrico Rava e Paolo Fresu.
Dal canto suo, con un’ottantina di album registrati, Alberto Mandarini, musicista attivo su diversi fronti, è uno dei più importanti trombettisti italiani. Già membro dell’orchestra di Paolo Conte, nel corso della sua carriera ha collaborato con Giorgio Gaslini, Gianluigi Trovesi, Xavier Girotto, Tim Berne, Maria Pia De Vito e molti altri.
Per l’evento di chiusura del festival, domenica 14 maggio sarà in scena il quintetto capitanato dal trombettista Giovanni Falzone, uno dei più apprezzati protagonisti del jazz italiano, affiancato da Gianluca Di Ienno alle tastiere e al fender rhodes, Marco Ricci al basso elettrico, Tullio Ricci (co-ideatore del tributo) ai sassofoni e Alessandro Rossi alla batteria. Con il progetto “ElectroMiles”, la tromba di Giovanni Falzone sarà la giusta interprete del linguaggio elettrico di Miles Davis, integrandolo con il proprio personalissimo stile. Il quintetto di Giovanni Falzone proporrà una lettura acuta e un’indagine profonda attorno a ciò che è accaduto dall’album “Bitches Brew” in poi nella musica Davisiana, ma non mancheranno neppure alcuni brani originali dedicati a questo mondo sonoro.

(Comunicato stampa)

 

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