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Vincent Peirani - Living Being

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Il fisarmonicista Vincent Peirani è la nuova "voce" del suo strumento. In rapida successione ha vinto il Prix Django d'Or e il Victoires du Jazz in Francia ed è stato eletto "Artist of the Year" dal francese "Jazz Magazine". Dopo che fino ad oggi ha realizzato progetti puramente acustici, "Living Being" è la creazione di ciò che si potrebbe chiamare una "Electric Band".


Living BeingIl fisarmonicista Vincent Peirani è la nuova "voce" del suo strumento. In rapida successione ha vinto il Prix Django d'Or e il Victoires du Jazz in Francia ed è stato eletto "Artist of the Year" dal francese "Jazz Magazine". In Germania ha appena vinto il premio ECHO Jazz. Dopo che fino ad oggi ha realizzato progetti puramente acustici, "Living Being" è la creazione di ciò che si potrebbe chiamare una "Electric Band".
Oltre alla sua inesauribile versatilità ed una musicalità senza limiti, l'album riflette anche la maggior parte di tutte le diverse influenze dei membri della sua band: Emile Parisien, che brilla ancora una volta come un virtuoso del jazz moderno; Julien Herne proviene dalla scena R'n'B e hip-hop; Yoann Serra, un grande fan di Art Blakey ed Elvin Jones, è altrettanto di casa nella tradizione jazz come lo è nella musica elettronica; Tony Paeleman ha le sue radici nella scena pop francese oltre ad aver lavorato con molti cantanti. E così il nuovo album aggiunge ancora un altro vibrante aspetto al variegato profilo dell'artista.
L'origine del suo nuovo progetto si può far risalire a quattro anni fa: "Volevo una nuova band, ma non sapevo che musica volessi. Volevo persone con diversi background musicali.".
Si tratta di una "Nizza-connection" che vive però senza eccezione a Parigi. Vengono tutti dalla città natale di Peirani. Ma benché si conoscano tutti già da qualche tempo, "Living Being" resta totalmente un nuovo inizio; dice ancora Peirani: "Conosco Yoann, ad esempio, da 20 anni, ma non avevo mai suonato musica con lui prima. Con Tony ho suonato un paio di volte, e con Julien una volta quando ero in una band gitana".
Ma per Peirani è ancora più importante il modo in cui hanno legato come persone: "Siamo degli amici che si comprendono immediatamente anche a livello musicale. Questa è la base per me e si esprime sia in palco che in studio."
C'è voluto del tempo perchè i cinque scoprissero come armonizzarsi al meglio. "Abbiamo suonato insieme in continuazione. Poi, prima di andare in studio, abbiamo vissuto e provato insieme per quattro giorni in una casa nei pressi di Parigi," racconta Peirani.
Ma i risultati sono sorprendenti, come dimostrano le sei canzoni di Peirani ed i due titoli, rispettivamente di di Michel Portal e Jeff Buckley, adattati in maniera molto individuale: "Living Being" si è davvero rivelato un essere vivente a pieno titolo; organico in maniera affascinante e con un suono diverso da qualsiasi altra cosa ascoltata prima.
Da una semplice "miniatura" ad un inno decostruito in dinamiche progressioni di accordi ("Suite en V"), da sonorità arabesque, a temi quasi classici ("On The Heights") ad un blues fortemente ritmico ("Workin`Rhythm") o sperimentali collage sonori ("Mutinerie"), lussureggianti unisono ("Dream Brother") o complesse trasposte polifonie ("Air Song"), questi "Young Lions" europei riempiono la trincea che si ritiene esistere tra composizione e improvvisazione, tra armoniche "classiche" e ritmi "jazzy". Non un'imitazione, ma un originale, in cui ciascuno di essi svolge alla perfezione la propria parte.
Come spiega Peirani, "Per me, questo è il futuro del jazz: Oggi, i musicisti in qualsiasi momento hanno accesso a tutte le forme possibili di musica tramite Internet. Viaggiare è più facile, così a Parigi, come in molte altre città, si incontrano musicisti da tutto il mondo. Se si è aperti ad esplorare nuove culture e idee, questa è una miniera di opportunità! La mia specialità è che io non sono uno specialista. Sono un musicista classico, nonché un musicista jazz o un musicista pop. Ma faccio tutto a modo mio. "

Vincent Peirani breaks new ground for his instrument” (The Observer)

 

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