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The Miles Davis Quintet featuring John Coltrane - All of You: The Last Tour 1960

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Il tour europeo del quintetto di Miles Davis durante la primavera del 1960 segnò la fine della sua quinquennale collaborazione con John Coltrane. Anche se il controverso sassofonista aveva già intrapreso la sua carriera di bandleader, a malincuore decise di fare nuovamente parte del gruppo di Davis.


All of You: The Last Tour 1960Il tour europeo del quintetto di Miles Davis durante la primavera del 1960 segnò la fine della sua quinquennale collaborazione con John Coltrane. Anche se il controverso sassofonista aveva già intrapreso la sua carriera di bandleader, a malincuore decise di fare nuovamente parte del gruppo di Davis. 
Scintille creative volavano nel momento in cui la band saliva sul palco. Notte dopo notte un pubblico sbalordito assisteva il trombettista ed i suoi sidemen stellari reinventare come mai prima il loro regolare repertorio. Mentre il tour progrediva attraverso la Svezia, la Germania, la Svizzera e Olanda, molte delle apparizioni della band furono trasmesse alla radio o registrate privatamente, ed i nastri risultanti presto diventarono ricercati oggetti da collezione.
Questa nuova pubblicazione firmata Acrobat raccoglie diverse registrazioni fatte durante quel viaggio, che documentano la straordinaria alchimia creativa di una partnership leggendaria sul punto di disintegrarsi. Inoltre, la collezione presenta una intervista rivelatrice nel backstage con John Coltrane, registrata in Svezia ed anche un saggio approfondito dal sassofonista e scrittore Simon Spillett.

Il primo tour europeo di Davis con la sua band nel marzo/aprile del 1960 fu messo messo in pericolo dalla volontà di Coltrane di uscire dalla band, decidendo solo all'ultimo momento che quello sarebbe stato il suo passo d'addio a Davis. A detta di tutti Coltrane brontolò per tutta la durata del tour, che fu organizzato da Norman Granz e variamente pubblicizzato come 'Jazz at the Philharmonic n° 2 con Miles Davis, Oscar Peterson Trio, Stan Getz Quartet e 'Norman Granz' JATP Presents Jazz Winners 1960'.
Da ogni punto di vista il tour fu estenuante, con la formazione che spesso suonò due concerti per notte in 20 città europee. Ciò che risulta notevole è la consistenza del playing, che riusciva a raggiungere altezze elevate e spesso ispirate anche due volte ogni notte.
Album e CD tratti dai concerti di questo tour sono emersi di volta in volta, per ultimi i CD "Miles Davis Quintet: Live in Den Haag" (In Crowd Records) e "Miles Davis with John Coltrane: The Legendary 1960 European Tour" {Jazz Plot Records) che dichiarava di presentare 'tutta la musica superstite dal Miles Davis-John Coltrane 1960 European Tour'.
Ma questo cofanetto di quattro Cd si fa preferire per la migliore qualità del suono, il dettaglio e la qualità delle note di copertina di Simon Spillett e la completezza dei concerti (il cofanetto Jazz Plot assembla 19 brani, contro i più completi 25 brani di questo cofanetto) oltre che per la registrazione della preziosa intervista con Coltrane di Carl-Eric Lindgren (trascritta in "Coltrane on Coltrane: The John Coltrane Interviews" a cura di Chris DeVito e pubblicati da Chicago Review Press).

In tutto, questo cofanetto vanta circa sei ore di musica di altissimo livello. E' interessante notare come, con il progredire del tour, gli assoli di Davis sembrano diventare più brevi, mentre allo stesso tempo quelli di Coltrane diventano sempre più lunghi; inoltre anche se il sassofonista decise di fare il tour di malavoglia solo per fare un favore a Davis, ciò non si riflesse nel suo modo di suonare, che mantenne una inconfondibile profondità ed una ricerca della qualità, mentre attingeva da tutto il suo repertorio di improvvisazione, dai suoi famosi "sheets of sound", multifonie, derapaggi ed altro. Nonostante la tensione interna tra Davis e Coltrane creò un'udibile frizione, come ad esempio nella versione di Den Haag di 'Round Midnight', un punto esplicitato nelle note di copertina, è che il 1960 fu l'anno in cui Coltrane trovò se stesso e questo è perfettamente evidente in brani come 'Walkin' al Konserthuset di Stoccolma o 'Fran Dance' e 'If I Were a Bell' al Kongresshaus di Zurigo. Quest'ultima traccia include anche un emozionante esempio del virtuosismo di Davis alla tromba.
Ancora oggi, ci sono quelli che credono che la padronanza tecnica di Davis fosse meno che adeguata, anche se già nel 1949, quando faceva parte della Metronome All Star Big Band, in una sezione trombe da sogno con Dizzy Gillespie e Fats Navarro, egli riuscì a mostrare un sorprendente sfoggio di virtuosismo negli scambi a tre vie sulla versione a 78 giri di 'Overtime' che esalta il climax del pezzo e dimostra come non fosse fuori luogo in tale esaltata compagnia.
Ciò che è chiaro da queste registrazioni è che questo tour dimostra come sia Coltrane che Davis avevano portato la loro musica ad un punto in cui il cambiamento sembrò essere ormai ineluttabile.

Per Coltrane, la transizione si sarebbe verificata in modo relativamente facile con la formazione del suo classico quartetto due anni dopo. Per Davis, sarebbe stata più accidentata con cambiamenti di personale in maniera frequente e veloce, in particolare al sax tenore, essendo passato da Coltrane a Sonny Stitt, Hank Mobley, George Coleman e Sam Rivers finché finalmente Wayne Shorter non entrò a far parte della band nel 1964, completando il classico quintetto degli anni '60. (Jazzwise Magazine - Stuart Nicholson)


 

 

Commenti   

#3 milton56 2015-02-09 19:22
Cancella mio messaggio Elfio, mi sono reso conto di aver preso un granchio, "Afro Blue Impressions " documenta la tournee europea della band di Coltrane....mil ton56
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#2 elfionic 2015-02-09 19:22
No, Afro Blue Impressions fu registrato nel 1963 dal quartetto di Coltrane (senza Miles). Questo cofanetto copre la tourneè del 1960, l'ultima che vide collaborare Miles e Trane.
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#1 milton56 2015-02-09 19:15
Complimenti per accurata disamina, Elfio. Per caso sai dirmi sr il materiale di questo box si sovrappone parzialmente con quello del vecchio "Afro Blue Impressions " a suo tempo edito dalla Pablo (e più recentemente riproposto in cd)? Grazie anticipate.zq Milton56
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