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Jack DeJohnette - Made in Chicago

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Con "Made In Chicago", Jack DeJohnette celebra una reunion con vecchi amici. Più di 50 anni fa, infatti DeJohnette, Roscoe Mitchell e Henry Threadgill erano tutti compagni al Wilson Junior College al Southside di Chicago, condividendo energia ed entusiasmo in bollenti jam session. 


Made In ChicagoCon "Made In Chicago", Jack DeJohnette celebra una reunion con vecchi amici. Più di 50 anni fa, infatti DeJohnette, Roscoe Mitchell e Henry Threadgill erano tutti compagni al Wilson Junior College al Southside di Chicago, condividendo energia ed entusiasmo in bollenti jam session. Poco dopo Jack entrò nella band sperimentale di Muhal Richard Abrams, seguito quasi subito da Roscoe e Henry. Quando Abrams co-fondò l'Association for the Advancement of Creative Musicians nel 1965, DeJohnette, Mitchell e Threadgill vennero coinvolti fin dall'inizio, presentando concerti e contribuendo al lavoro di ciascun altro, sotto l'ombrello AACM. DeJohnette poi si trasferì a New York, ma è sempre rimasto un assiduo frequentatore e collaboratore dell'Associazione.
Invitato a presentare un programma di sua scelta al Chicago Jazz Festival, Jack DeJohnette riunì i suoi vecchi colleghi per un concerto al Millennium Park nel mese di agosto del 2013, completando il gruppo con l'aggiunta del bassista / violoncellista Larry Gray. Questa registrazione dal vivo, che documenta la loro prima performance come quintetto, è stato mixata da DeJohnette e Manfred Eicher al New York Avatar Studio.
L'album viene pubblicato proprio quando la AACM celebra il suo 50° anniversario, ed è allo stesso tempo stesso sia una potente dichiarazione contemporanea che un richiamo alla ricchezza della grande musica e dell'innovativo approccio al playing, alla scrittura e agli arrangiamenti, che l'organizzazione ha introdotto nel corso degli anni.
Nelle note di copertina, Jack dà gran parte del merito a Muhal Richard Abrams, per aver guidato, con l'esempio, nei primi giorni. "La porta di Muhal era sempre aperta. Voleva esplorare diversi modi di comporre ed improvvisare, e poi ha dimostrato a me, Roscoe, Joseph [Jarman] e Malachia [Favors] queste diverse possibilità. Sembrava naturale, e abbiamo visto che c'erano altri modi per esprimere noi stessi attraverso l'improvvisazione. La cosa più importante fu che iniziammo a riconoscere qualcosa in ognun altro".
Muhal sottolinea che "non fu un processo di incoraggiamento. Tutti erano pronti ad essere degli individui. Quello era ciò che serviva. Ed è una esperienza forte essere tra persone che vogliono perseguire il proprio individualismo ed accettare quella realizzazione.... Sembrava una cosa speciale e unica, perché tutti erano lì per le giuste ragioni, e gli sforzi di tutti sembravano sincronizzati."
Henry Threadgill osserva che "Noi gravitavamo verso persone con un certo tipo di voce e di visione ... Quando sei giovane ti piace guardare le persone che vogliono provare le stesse cose che si desidera cercare, di trovare una sorta di cameratismo".
Roscoe Mitchell osserva che il lavoro, e l'ispirazione reciproca, è un processo continuo: "Ogni volta che mi riunisco con i musicisti della AACM è come se ripartissimo da dove avevamo lasciato. Penso che si possano fare grandi cose nella musica, avendo questi rapporti di lunga data. Se mi avessero detto che questa cosa non si interrompe mai, avrei potuto anche non crederci. Ma ora vedo che è proprio vero ".
Lungo la strada Mitchell, Threadgill, Abrams e DeJohnette hanno cambiato la storia della musica, con molte registrazioni epocali e concerti esplosivi. Benchè più giovane di questi iconici musicisti, il bassista e violoncellista Larry Gray ha anche le qualità per diventare un veterano della scena jazz di Chicago. Alcune delle sue prime registrazioni furono con Roscoe Mitchell e Jodie Christian, ed è cresciuto assorbendo le innovazioni della AACM, oltre ad aver esplorato ad ampio raggio il jazz, la musica classica ed altro. Ha suonato con Jack per la prima volta nei primi anni '90 con un'altra serie di leggendari solisti di Chicago tra cui Von Freeman e Ira Sullivan.
"Made In Chicago" offre composizioni di Roscoe Mitchell ("Chant" e "This"), Muhal Richard Abrams ("Jack 5"), Jack DeJohnette ("Museum of Time"), e Henry Threadgill ("Leave Don’t Go Away" ), ed una improvvisazione collettiva, "Ten Minutes".
L'album segna il debutto con la ECM di Muhal Richard Abrams, Henry Threadgill e Larry Gray. La discografia di Roscoe Mitchell con la ECM comprende album con l'Art Ensemble of Chicago (Nice Guys, Full Force, Urban Bushmen, The Third Decade e Tribute To Lester), e con la sua Note Factory band (Nine To Get Ready, Far Side) e con US/UK Transatlantic Art Ensemble, che ha co-diretto con Evan Parker (Composition/Improvisation Nos. 1, 2 & 3, e Boustrophedon).


 

 

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