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Rudresh Mahanthappa - Bird Calls

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Su "Bird Calls", disponibile dal prossimo 27 febbraio 2015 per l'etichetta ACT, il sassofonista Rudresh Mahanthappa esamina l'influenza di Charlie Parker attraverso la lente del 21° secolo; accompagnato da musicisti di ampie vedute come Matt Mitchell, François Moutin, Rudy Royston, e il prodigioso trombettista, appena ventenne, Adam O'Farrill (figlio del leggendario Arturo).


Bird CallsAttraverso una serie di acclamate pubblicazioni negli ultimi dieci anni, il sassofonista e compositore Rudresh Mahanthappa ha esplorato la musica del patrimonio indiano, rileggendola attraverso la lente del suo peculiare approccio al jazz moderno. Nel suo ultimo album, "Bird Calls", disponibile dal prossimo 27 febbraio 2015 per l'etichetta ACT, Mahanthappa pone la sua attenzione su una sua altrettanto importante influenza culturale: la musica di Charlie Parker.
Con un quintetto stellare di musicisti di ampie vedute, che include alcuni collaboratori di lunga data, nonché il prodigioso trombettista ventenne Adam O'Farrill (figlio di Arturo O’Farrill), Mahanthappa regala un'espressione della fondamentale influenza di Bird e di come si manifesta nel contesto del 21° secolo.
"E' facile dire che Bird ha influenzato la musica moderna, ma senza dissezionare questo concetto", dice Mahanthappa. "Lo scopo di quest'album, è proprio quello di dimostrarlo. Questa musica prova a dirci: 'Sì, l'influenza di Bird è assolutamente indelebile, ed ecco perché.' Ma questa è una musica che se pur direttamente ispirata da Charlie Parker, suona ancora in maniera moderna."
La passione è stata la spinta che ha indotto Mahanthappa a partorire questo progetto, visto che Parker è anche una delle sue ispirazioni primarie e più durevoli; "Bird ha sempre avuto una grande influenza su di me" dice infatti il sassofonista.
Anche se rende omaggio a uno dei padri fondatori del jazz ed arriva nell'anno del 95° anniversario della nascita di Charlie Parker, "Bird Calls" non è un album tributo in senso tradizionale; infatti non è presente una singola composizione di Parker, ma è composto interamente da nuova musica scritta per l'occasione da Mahanthappa, anche se il DNA di Bird è fortemente presente in tutti i pezzi, ognuno dei quali riprende come fonte di ispirazione, o una particolare melodia o un assolo di Parker.
Ognuno di essi è però interamente ripensato e ricontestualizzato da Mahanthappa e dal suo quintetto che, oltre a O'Farrill (figlio del pianista e fondatore dell'Afro Latin Jazz Alliance Arturo O'Farrill), presenta il pianista Matt Mitchell (Dave Douglas, Tim Berne), il bassista François Moutin (Jean-Michel Pilc, Martial Solal) ed il batterista Rudy Royston (Bill Frisell, Dave Douglas).
Prendiamo l'esempio più evidente, “Talin is Thinking” che, come sugerisce il titolo, oltre ad essere una rilettura di “Parker’s Mood”, intende essere una dedica d'amore al figlio di due anni di Mahanthappa. La melodia familiare di "Parker’s Mood" rimane sostanzialmente intatta, ma il pezzo viene rappresentato in maniera decisamente più sobria, con la rimozione del tipico approccio ritmico sincopato di Bird.
Meno riconoscibile ad un primo ascolto, ma con un approccio del tutto simile, è "Chillin'", che chiede agli strumentisti di navigare su melodie derivate da "Relaxin’ at Camarillo" sia nel materiale scritto che negli assoli.
"Gli assoli di Bird sono molto avanzati sia armonicamente che ritmicamente", dice Mahanthappa. "Sono all'avanguardia come una qualsiasi cosa odierna, mi sembra che noi come musicisti jazz lo diamo un pò troppo per scontato. Riconosciamo la melodia di 'Donna Lee' e riconosciamo i suoi classici assoli, come riusciamo a riconoscere una filastrocca familiare; ma che succederebbe se dovessimo scavare un pò più a fondo? Se si prende un estratto di uno dei suoi assoli, vediamo che si tratta di musica classica del 21° secolo, con un modo davvero moderno di concepire il ritmo, la melodia e l'armonia."
“On the DL” ad esempio, analizza la melodia del classico di Parker "Donna Lee", costruendo una nuova melodia su quelle fondamenta. Il pezzo è caratterizzato da una intricata ricerca melodica e dal vigoroso approccio ritmico di Mahanthappa; lui e O'Farrill tessono insieme le loro linee con uno spirito non sconosciuto a Dizzy e Bird, anche se il materiale sarebbe certamente potuto sembrare sorprendente all'udito degli ascoltatori degli anni '40.
Mahanthappa descrive l'ancora più folle "Both Hands", come un pezzo che prende la "melodia da 'Dexterity' rimuovendo però tutto il resto", riuscendo a rimanere altrettanto elettrizzante. Anche "Sure Why Not?" imposta una melodia originale sull'armonia di “Confirmation”, ma poi prova a nascondere la sua fonte d'ispirazione, rallentando il tempo, solitamente vivace, in una ballata.
"Maybe Later" invece si concentra sulla originalità ritmica di Parker, cambiando le note del famoso assolo di "Now’s the Time", ma mantenendo intatto il ritmo. "Gopuram", che prende il nome dalla torre all'ingresso dei templi indù, pur con la sua atmosfera da raga indiano, è una rilettura di "Steeplechase". L'album si chiude con "Man, Thanks for Coming" liberamente ispirato ad "Anthropology".
Il CD è anche scandito da una serie di miniature chiamate appunto "Bird Calls", breve introduzioni in solo, duo o in gruppo, che permettono esplorazioni più aperte del materiale tematico delle composizioni.
Charlie Parker è stata un'influenza fondamentale per Mahanthappa sin dal momento in cui un insegnante di musica di scuola media gli consegnò l'album Archetypes, insieme ad una copia della nota collezione di trascrizioni di Jamey Aebersold, "The Charlie Parker Omnibook".
"Sono rimasto senza parole", ricorda. "Non potevo credere al modo in cui suonava, splendente e con tanto carisma, riusciva a volare per tutto il suo strumento. Io credo che ascoltare Charlie Parker mi dette la spinta a voler far questo per il resto della mia vita. E' stato un impatto molto forte." 
"Studiando attentamente il libro di trascrizioni, che elencava i numeri di catalogo delle composizioni, ma non i titoli degli album, il giovane altoista notò che quasi la metà di loro furono registrate con l'etichetta Savoy 2201. Non molto tempo dopo, durante la ricerca in un negozio di dischi locale, vide una copia della collezione "Bird: Master Takes" e lì, sulla copertina vide il numero magico: Savoy 2201.
Egli descrive così quel momento "fu come trovare il Santo Graal". Malgrado il gran numero di influenze che hanno avuto un impatto sul suo modo di suonare, Parker è sempre rimasta una delle sue principali fonti d'ispirazione.
"Se mi sento non ispirato o giù di corda posso sempre tornare a Charlie Parker," dice. "Mi fa sempre sentire rinvigorito e felice di suonare jazz ed il sassofono. Io dico sempre che ciò che suono, assomiglia a ciò che suona Bird, solo un po' dislocato. Viene dallo stesso linguaggio e dalle stesse fondamenta. Mi sento come se avessi sempre suonato Bird."

 

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