Stampa

La chitarra di Frisell ritorna nell'età dello spazio

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Proprio quando pensi di aver capito tutto di Bill Frisell, ecco che questo musicista eclettico ed originale scuote le aspettative che ti eri creato, gettando uno sguardo inaspettato in quegli "strati di coscienza" che testimoniano del suo stile così ancorato alle radici musicali americane, oltre che molto inclusivo. Con il suo nuovo album, Guitar In The Space Age! (disponibile dal 7 ottobre per la Okeh Records), Frisell ritorna alla musica che per prima ha scatenato la sua immaginazione.

"C'è qualcosa che deriva dal fatto di aver raggiunto la mia età" riflette questo iconico eroe della chitarra. "Ho compiuto 63 anni la scorsa primavera, e dopo aver suonato per più di 50 anni, mi sento in diritto di suonare ancora alcune delle musiche che mi hanno formato in gioventù, e, anzi,di suonarne alcune per la prima volta ... forse facendolo anche bene! "Guitar In The Space Age!" non è solo un esercizio di nostalgia, ma un mio rinnovato impegno a continuare ad imparare, per consolidare quello che sono le mie fondamenta musicali."
"In questo album c'è un po' della musica che ascoltavo negli anni '50 e nei primi anni '60", osserva Frisell. "C'è così tanta storia. Avanti e indietro. Prima e dopo. E' impossibile mettere le cose in fila, e questo è il bello. Noi tutti impariamo gli uni dagli altri. Quando ascolto Jimmy Bryant, so che deve aver ascoltato Charlie Christian, o che The Ventures hanno ascoltato Chet Atkins, e Chet Atkins ascoltato Johnny Smith. E' come in un caleidoscopio: se si guarda ad un pezzo di musica, questa esplode in tutte le direzioni. Tutti questi fasci di luce annullano qualsiasi parola usata per cercare di ingabbiarla."
Da baby boomer che ha raggiunto la maggior età negli anni '50 e '60, c'è un elemento indubbiamente autobiografico nel tenore e nel tono del repertorio che Frisell esplora in Guitar In The Space Age!, dove lo troviamo al fianco dei suoi collaboratori di lunga data Greg Leisz (pedal steel e chitarra elettrica), Tony Scherr (basso acustico e basso elettrico) e Kenny Wolleson (batteria e vibrafono). Nell'album questo superbo quartetto esplora la musica di icone del jazz come Charlie Christian, del bluesman Junior Wells, dei pioneri del rock The Byrds, The Kinks, Duane Eddy e Link Wray, leggende della surf music come The Beach Boys, The Ventures e The Astronauts, musicisti folk come Pete Seeger e star della country music come Chet Atkins, Speedy West, Jimmy Bryant e Merle Travis. 
"Conosco Kenny, Tony, e Greg da molto tempo", ricorda Frisell. "Imparo così tanto da loro. Sono i miei insegnanti. Quando ho sentito Tony e Kenny suonare insieme, possedevano un loro 'sound'. Suonano come fossero fratelli. La prima volta che sono stato presentato a Greg, sapevo che avremmo suonato insieme, ancor prima di aver suonato una sola nota. Greg ed io siamo cresciuti nello stesso periodo. La stessa generazione. La sua prima chitarra elettrica è stata una Fender Mustang, come la mia. Niente deve essere detto o discusso. C'è comprensione. Siamo chitarristicamente fratelli, ed in effetti la mia speranza è che questa band suoni insieme come una famiglia. 
"Spero che la gente non pensi che questo sia solo un "divertissement" o un momento di nostalgia per il passato. Il disco nasce dall'amore per questa musica, condiviso da tutto il gruppo. Non sono mai stato in grado di accettare l'idea che ci sia una gerarchia nella musica. Con la musica popolare in fondo, e blues, rock, jazz e classica in alto ... o qualsiasi altra cosa. Come se una musica fosse migliore o peggiore o più difficile di un altra. In verità credo che sia tutta "difficile". E' tutta bella. E' tutta una unica cosa."
Frisell con il suo quartetto, presenterà il nuovo album in tre date italiane ad ottobre e novembre. Sarà a Cormons il 24 ottobre, a Torino il 27 ottobre ed infine a Bologna il 4 novembre.


 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna