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Jason Moran - All Rise: A Joyful Elegy for Fats Waller

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Il pianista Jason Moran ha annunciato l'uscita, il prossimo 16 settembre, di All Rise: A Joyful Elegy for Fats Waller, un lavoro in collaborazione con la cantante Meshell Ndegeocello che prova a riscoprire la musica del leggendario intrattenitore jazz Fats Waller, come una moderna festa da ballo.

L'album, che è stato prodotto dalla Ndegeocello e dal presidente della Blue Note Records Don Was, è il nono nel formidabile catalogo che Moran ha costruito con la Blue Note sin dal 1999. 
"Fats Waller era un tipo speciale di provocatore", dice Moran. "E ciò derivava principalmente dal fatto che fosse sia un cantante che un pianista. Mi ha sempre stupito che un pianista il cui playing era così profondo, sapesse anche a cantare e riuscisse a commentare su ciò che stava succedendo intorno a lui, tutto allo stesso tempo."
All Rise vede Moran ospitare un cast mutevole di musicisti che include cantanti come la Ndegeocello e Lisa E. Harris, i compagni del suo trio, il bassista Tarus Mateen e il batterista Nasheet Waits, e un ensemble di fiati funky diretti dal batterista Charles Haynes che include il trombettista Leron Thomas e il trombonista Josh Roseman, così come il sassofonista Steve Lehman
L'album è stato registrato e mixato da Bob Power, noto per aver raffinato il suono su dischi hip hop di A Tribe Called Quest, Common e The Roots.
All Rise è il culmine di un progetto che nacque sul palco ad Harlem, con il titolo di Fats Waller Dance Party. Nel 2011, quasi un anno dopo che Moran fosse nominato MacArthur “genius” fellow e più o meno nello stesso periodo in cui fu nominato Consulente Artistico per il Jazz at the Kennedy Center di Washington, l'Harlem Stage Gatehouse di New York chiese a Moran, residente per lungo tempo ad Upper Manhattan, di creare un omaggio al maestro dello stride di Harlem, come parte della sua serie "Harlem Jazz Shrines".
"Mia moglie Alicia ebbe l'idea che sarebbe dovuta essere una festa da ballo, e ho deciso di raggiungere quell'obiettivo", dice il pianista di Houston, "Se si pensa a Fats, Duke Ellington, Fletcher Henderson, Earl Hines, tutti loro facevano dei suoni popolari nella loro epoca: musica da ballo. A differenza di oggi, dove il pubblico jazz di solito resta seduto, quando Fats teneva un concerto tutti sapevano che si sarebbe ballato."
"L'obiettivo era quindi quello di costruire uno show in uno spazio che si prestasse a ballare", spiega Moran. "Mi sono chiesto, quale sarebbe potuto essere essere il livello ulteriore che avremmo potuto aggiungere alla musica di Fats, per ottenere dei modi diversi che permettessero al pubblico di godere di essa? Per questo ho aggiunto Meshell. Volevo qualcuno che non solo riuscisse a cantare i testi di Fats, ma che si sentisse libera con essi, ed anche una musicista che fosse più abituata di me a trattare con una folla che balla. E' stata la mia unica scelta."
Dal propulsivo groove Afrobeat di "Yacht Club Swing" alla lenta reinvenzione di "Ain’t Nobody’s Business", Moran e Ndegeocello rileggono radicalmente il repertorio di Waller per i nostri tempi. 
In concerto Moran aggiunge anche un ulteriore livello di performance-art, indossando una maschera di cartapesta della faccia di Waller, creata per lui dall'artista haitiano Didier Civil.
Lo stesso spirito di reinvenzione radicale, può essere trovato nella dedica del 2012 a Nina Simone della Ndegeocello, Pour une âme souveraine, e la sua presenza su All Rise garantisce all'album una infusione di sonorità contemporanee di R&B e hip-hop. "Ho suggerito il batterista, Charles Haynes," Ndegeocello ricorda, "perché è uno che non si può ascoltare restando fermi. L'aspetto danzante proposto da Jason mi ha davvero emozionato."


 

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