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John Coltrane - Offering: Live At Temple University

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Sarà pubblicato il prossimo 23 settembre per l'etichetta Resonance Records un doppio Cd dal titolo "Offering: Live At Temple University", che documenta un leggendario concerto di John Coltrane alla Temple University nella sua città di adozione, Philadelphia l'11 novembre del 1966, sei settimane dopo il suo quarantesimo compleanno e nove mesi prima della sua morte prematura.

"Offering: Live At Temple University", prima uscita di una performance completa inedita dal 2005, cattura Coltrane in grande forma, mentre si esprime con il linguaggio che aveva sviluppato durante l'ultima fase del suo percorso musicale.
Il sassofonista Ravi Coltrane, figlio di John e Alice Coltrane, è stato determinante nel montaggio di questa storica versione, intendendo celebrare un concerto che invece sarebbe dovuto essere la prova della frustrazione di suo padre per i limiti del suo strumento. Per Ravi la registrazione è invece la prova della sua duratura maestria. "Per me, questa registrazione è la prova che John non aveva ancora esaurito l'esplorazione del suo strumento. Il sassofono era uno strumento su cui aveva il pieno comando. La sua voce era un'estensione del sassofono, come il sassofono era un'estensione della sua voce. Quando si ascolta la transizione su 'Leo', si ascolta come sia piena di energia, atmosfera ed intenzione."
Offering è, come scrive il co-produttore Ashley Kahn nelle note di copertina che accompagnano il cofanetto "una sessione di novanta minuti di sostenuta intensità: sperimentale, a volte frenetica, e profondamente spirituale."
Operano ad un livello equivalente di inventiva ed energia, i tre membri del suo quintetto, sua moglie Alice Coltrane al pianoforte; Pharoah Sanders ai reeds e al flauto e Rashied Ali alla batteria, una formazione con cui in precedenza, quello stesso anno, aveva registrato il luminoso "Live At The Village Vanguard Again" ed il maestoso album pubblicato postumo "Concert In Japan". Il bassista Sonny Johnson sostituisce Jimmy Garrison, ed anche i due sassofonisti ospiti e quattro percussionisti si mostrano all'altezza della situazione, contribuendo al risultato finale.
Prima d'ora, solo alcune parti del concerto erano disponibili, in forma frammentaria e con un suono di qualità inferiore. In Offering, la Risonance raggiunge la massima qualità sonora possibile, con trasferimenti diretti dalle bobine originali. Inoltre l'album viene presentato in un cofanetto formato deluxe di 2 CD digi-pak, o in vinile, entrambi presentati con una grafica molto simile a quella della Impulse! Records, l'etichetta di Coltrane dal 1961 fino alla fine della sua vita.
Nella confezione è incluso un opuscolo di 24 pagine che presenta estese note di copertina di Kahn, l'autore di "A Love Supreme: The Story of John Coltrane's Signature Album" e di "The House That Trane Built: The Story of Impulse Records", che si basa su interviste con testimoni e partecipanti all'evento, che riescono a rendere un ritratto vivido del milieu. In aggiunta sono incluse cinque rare fotografie dello studioso jazz Frank Kofsky, autore di "John Coltrane and the Jazz Revolution of the 1960s".
Offering è emblematico delle energie e delle idee radicali che Coltrane aveva portato avanti nel corso dei sette anni seguenti alla decisione di abbandonare la band di Miles Davis, per perseguire la sua visione come leader. Ci sono versioni fantasmagoriche di "Naima" e "My Favorite Things", una radicale trasformazione della ballad "Crescent", una versione di "Leo", che aveva registrato in diverse occasioni durante il 1966, e l'inno "Offering", che avrebbe registrato in una session in studio del 15 febbraio 1967, che la Impulse! poi pubblicherà negli anni '90 con il titolo di "Spiritual Offering".
Coltrane è in completo controllo del suo vocabolario narrativo, e lo stesso si può dire della band. Kahn osserva che Coltrane distilla una "insolita gamma di influenze e idee ... intuitivamente o consapevolmente. Assoli esultanti ed estesi, alimentati dall'energia del gospel nero. Temi lunghi, strutturati come delle suite, che ricordano le forme classiche. Tratti modali che, come dei raga della tradizione indiana, creano vere e proprie sinfonie da poche note di una scala di base. Temi semplici che scorrono attraverso le melodie e le improvvisazioni che, come la musica dei minimalisti, sono costruite da piccoli raggruppamenti di note... Eppure, l'attenzione alle infrastrutture non ostacola il flusso spirituale della sua musica."
Tra il pubblico c'era il compianto sassofonista tenore Michael Brecker, allora 18enne, e lo scrittore jazz Francis Davis, entrambi i quali raccontano a Kahn come quell'esperienza trasformò per sempre le loro rispettive sensibilità. In tre occasioni distinte, il livello di energia porta il leader a cantare, un'espressione che Coltrane non aveva mai sperimentato in pubblico. In aggiunta all'intensità musicale messa in mostra in tutto l'album, questa espressione della devozione di Coltrane alla filosofia orientale e ad un approccio universalista alla spiritualità, conferisce alla sessione una sorta di apoteosi, di potenti correnti culturali che convergono in un attimo.
L'immensa forza vitale che anima il progetto, in questa notte di novembre del 1966 a nord di Philadelphia, dieci isolati dalla casa che Coltrane aveva acquistato 17 anni prima, smentisce lo stato di declino della salute di Coltrane. E' ancora difficile da accettare, come egli fosse già saldamente nella morsa del cancro al fegato che avrebbe spento la sua voce il 17 luglio del 1967. Come afferma Kahn, "Coltrane stava indicando la strada da seguire a generazioni di musicisti a venire, spingendo la musica ad altezze spirituali sorprendenti per i più. Nel 1966, non era questo che caratterizzava le performance jazz - non ancora."

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