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Johnny O’Neal - In The Moment

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Mentre ogni grande musicista jazz riconosce il valore della spontaneità, ben pochi capiscono il vero valore di essere nel momento come Johnny O'Neal. Stella nascente nei primi anni '80, O'Neal dovette lasciare New York dopo una rapina nel 1986. Suonando tra Atlanta, St. Louis, Montreal e la sua città natale Detroit, la sua carriera subì un'altra battuta d'arresto dopo la diagnosi di sieropositività nel 1998. Da quando è tornato a New York nel 2010, tuttavia, sia la sua vita che la sua salute sono migliorate...


In The MomentMentre ogni grande musicista jazz riconosce il valore della spontaneità, ben pochi capiscono il vero valore di essere nel momento come Johnny O'Neal. Stella nascente nei primi anni '80, O'Neal dovette lasciare New York dopo una rapina nel 1986. Suonando tra Atlanta, St. Louis, Montreal e la sua città natale Detroit, la sua carriera subì un'altra battuta d'arresto dopo la diagnosi di sieropositività nel 1998. Da quando è tornato a New York nel 2010, tuttavia, sia la sua vita che la sua salute sono migliorate, cementando, a 60 anni, uno status di star atteso da lungo tempo.
Il suo nuovo album, "In the Moment", è la sua più vivida registrazione ad oggi, in quanto riesce a catturare appieno sia l'elegante pianismo che la voce emotivamente catturante che l'hanno reso una figura così amata sulla scena jazz di New York sin dal momento in cui ha fatto il suo trionfale ritorno.
"In the Moment" è stato pubblicato lo scorso 6 ottobre 2017 da Smoke Sessions Records, in modo abbastanza appropriato, visto che negli ultimi sette anni l'omonimo club è stata una delle basi preferite da O'Neal. L'album include il bassista Ben Rubens e il batterista Itay Morchi, il trio con cui O'Neal ha suonato per tutto lo scorso anno.
L'etereo swing e la facile, ma profondamente sentita, interazione tra i tre musicisti, si avvantaggia della loro regolare frequentazione, includendo i prestigiosi ingaggi per la tarda serata del sabato allo Smoke Jazz & Supper Club e della domenica allo Small's, nei quali alcuni dei più grandi nomi del jazz arrivano per sentire O'Neal, tra i quali due ospiti molto speciali che si sono presentati in studio per partecipare a questa sessione: il trombettista Roy Hargrove e il tenorista Grant Stewart.
Lavorare con giovani attori come Rubens - che ha fatto la sua gavetta con leggende della batteria come Al Harewood e Killer Ray Appleton - ed il nativo israeliano Morchi, permette a O'Neal di interpretare il ruolo di mentore, con cui icone come Art Blakey e Milt Jackson hanno suonato nella sua giovinezza. "Ho avuto la fortuna di arrivare alla fine di un'epoca in cui ho potuto suonare con un sacco di grandi maestri", dice. "Suonare con Blakey è stata la migliore scuola. Ora cerco di passare queste esperienze ad una nuova generazione. I giovani di oggi meritano di suonare con i veterani - e io contraccambio quegli stessi sentimenti in quanto loro riescono a mantenermi sulle spine".
Per O'Neal, suonare "nel momento" significa non trascurare mai un singolo concerto, anche dopo aver suonato sullo stesso palcoscenico settimana dopo settimana per sette lunghi anni. "Credo fermamente che ogni concerto sia un evento", spiega. "Ogni volta suono come se fosse la prima volta. Sono sempre nervoso e mi tremano le ginocchia prima di cominciare a suonare. Non prendo mai niente per scontato."
Il vasto repertorio di "In the Moment" offre una sezione trasversale dei 200 pezzi che compongono il songbook, in continua evoluzione, del trio. Il materiale spazia tra i generi, dal blues allo straight-ahead e al post-bop fino a brani pop e alle ballad, ognuno dei quali completamente esplorato ed abilmente illuminato da O'Neal e dai suoi elettrizzanti compagni di band. A differenza della maggior parte delle sue registrazioni precedenti, quest'ultima mette in scena diverse sue composizioni originali, alcune delle quali risalgono a più di 20 anni fa, ma mai registrate in precedenza.
Come dice O'Neal, "Sono un pianista in primo luogo - ma in secondo luogo mi piace cantare un blues. La gente mi diceva che le persone non vogliono ascoltare il blues a New York. Ma stai scherzando? A volte devo conservare il blues per la fine del set perché se lo faccio nel mezzo non mi fanno andare avanti. I newyorkesi amano il blues."
Per molto tempo contrario a cantare, O'Neal ha subito una trasformazione ispirata dall'eminente vocalist Joe Williams una notte a Kansas City, quando il leggendario cantante jazz era nel pubblico per un suo set. "Mi ha sentito cantare uno standard e mi ha raggiunto in camerino dove mi ha chiesto: 'Perché non canti di più? Ti è naturale. Lascia che ti dica una cosa, giovanotto: se ce l'hai, mettilo in mostra. "Adesso il suonare il piano ed il cantare vanno di pari passo."
Ancora più importante, con quest'album O'Neal condivide il suo amore per la vita, così duramente conquistato, e per ogni singolo prezioso momento. "Ho attraversato tutte queste prove e battute d'arresto, ma non ho mai permesso alla mia salute di impedirmi di suonare", dice. "Un sacco di gente non credeva che sarei arrivato a 60 anni, quindi il giorno del compleanno è stato un momento estremamente gratificante. Ora sono un veterano, e sono grato per questo. Alcuni ricevono così tanti elogi quando sono più giovani ma non riescono a gestirli. Adesso invece riesco ad apprezzarli molto di più."

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

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