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Dubois Scott - Autumn Wind

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite straniere

In un periodo in cui i confini tra i generi musicali si dissolvono rapidamente, esistono ancora grandi differenze tra quello che ancora chiamiamo una “jazz” band e altre formazioni musicali. Forse il più significativo di questi è che la longevità in un gruppo jazz ha sempre un effetto estremamente positivo sulla musica. Questo è evidente nel quartetto internazionale di alto calibro messo insieme più di un decennio fa dal chitarrista e compositore di New York, Scott DuBois. Il gruppo vede la partecipazione del contrabbassista Thomas Morgan...


Autumn WindIn un periodo in cui i confini tra i generi musicali si dissolvono rapidamente, esistono ancora grandi differenze tra quello che ancora chiamiamo una “jazz” band e altre formazioni musicali. Forse il più significativo di questi è che la longevità in un gruppo jazz ha sempre un effetto estremamente positivo sulla musica. Questo è evidente nel quartetto internazionale di alto calibro messo insieme più di un decennio fa dal chitarrista e compositore di New York, Scott DuBois.
Il gruppo vede la partecipazione del contrabbassista Thomas Morgan (attuale partner di Bill Frisell), del virtuoso tedesco Gebhard Ullmann e dell'ottimo batterista danese Kresten Osgood. Nel 2015 il quartetto di DuBois ha pubblicato il suo primo album con l’etichetta ACT, “Winter Light” (ACT 9810-2), che è strettamente collegato a questo nuovo lavoro intitolato “Autumn Wind”.
Infatti DuBois prende nuovamente spunto dal concetto di “stagioni” presentando una serie di brani che celebrano la natura inquieta e imprevedibile dell'autunno.
Ad ogni passo, il quartetto di DuBois ci conduce in un viaggio musicale impressionista che è un mix organico di elementi tratti dal jazz moderno, dalla musica classica contemporanea e dal folk americano.
Ma questa volta, DuBois ha ampliato la tavolozza strumentale. Nelle note dell'album DuBois spiega la sua idea principale: «Utilizzare tre quartetti per creare una conversazione tra il mondo della composizione classica contemporanea e quella della composizione e dell'improvvisazione moderna del jazz.
Seguendo l'autunno come tema ho composto prima dodici pezzi per il mio quartetto e li ho registrati a Copenaghen. Ogni pezzo inizia con una nota diversa, generando una scala a dodici toni che ho usato in varie parti delle composizioni.Più tardi, a New York, ho composto, diretto e registrato prati per quintetti d’archi e di fiati da sovrapporre alle performance jazz.
Il primo pezzo è per chitarra solista. Ogni pezzo successivo aggiunge uno strumento, culminando in un finale (per dodici musicisti) in cui la scala a dodici toni struttura tutta la composizione».


 

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