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Anat Cohen Tentet - Happy Song

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Anat Cohen non è mai stata così prolifica ed ispirata, sia sul palco che su disco, come in questo momento. Dal 2005, la serie di pubblicazioni per la sua etichetta Anzic Records, l'ha vista spaziare dall'hard-swinging alle dolci ballate, da piccoli a grandi gruppi, esplorando un universo di musica lungo la via. L'ultima sua versione e la terza di quest'anno, "Happy Song" sarà pubblicata da Anzic il 6 ottobre  la vede mettere in mostra i suoi diversi amori musicali dalla musica brasiliana al groove africano, dal vecchio swing a delicate ballads...


Happy SongAnat Cohen non è mai stata così prolifica ed ispirata, sia sul palco che su disco, come in questo momento. Dal 2005, la serie di pubblicazioni per la sua etichetta Anzic Records, l'ha vista spaziare dall'hard-swinging alle dolci ballate, da piccoli a grandi gruppi, esplorando un universo di musica lungo la via.
L'ultima sua versione e la terza di quest'anno, "Happy Song", che sarà pubblicata da Anzic il 6 ottobre, la vede mettere in mostra i suoi diversi amori musicali, dalla musica brasiliana al groove africano, dal vecchio swing a delicate ballads. Inoltre, per la prima volta in sala registrazione, lei esplora anche il Klezmer, in maniera forse sorprendente per una musicista cresciuta a Tel Aviv ma residente a Brooklyn.
Il nuovo veicolo per queste esplorazioni è l'Anat Cohen Tentet, un gruppo di musicisti di New York che ha debuttato al Jazz Standard di Manhattan per poi partecipare al celebre Newport Jazz Festival. Ma soprattutto, "Happy Song" è un'altra sinergica collaborazione tra Anat ed il co-produttore / co-arrangiatore Oded Lev-Ari, suo partner anche alla Anzic ed uno spirito affine sin dai loro giorni insieme al liceo in Israele.
La pubblicazione di "Happy Song" - che presenta esclusivamente Anat al clarinetto, arriva giusto nel 100° anniversario della prima registrazione di clarinetto jazz, dalla Original Dixieland “Jass” Band.
In molti modi, "Happy Song" riprende dal punto di partenza della sua discografia, il sontuoso "Noir" del 2007, che vide Anat tessere i suoi vari strumenti a fiato insieme alla Anzic Orchestra, arrangiata e diretta da Lev-Ari. Il Tentet di "Happy Song" vanta una differente specie di ricchezza ed in possesso d'una frizzante energia jazzistica. I magnifici arrangiamenti sono sia di Anat che di Lev-Ari, mentre quest'ultimo dirige la band, composta da: Rubin Kodheli (violoncello), Nadje Noordhuis (tromba & flauto), Nick Finzer (trombone), Owen Broder (baritono sax e clarinetto basso) James Shipp (vibrafono e percussioni), Vitor Gonçalves (pianoforte e fisarmonica), Sheryl Bailey (chitarra), Tal Mashiach (doppio basso) e Anthony Pinciotti (batteria), più Anat al clarinetto solista.
"Il Tentet ha sviluppato rapidamente una chimica speciale", dice Anat, "e quella chimica ha determinato il suono della band: un mix di personalità, sia a livello musicale che sociale. Non sai mai cosa succederà, ma è stato emozionante il modo in cui tutti hanno creato nuove miscele, accettando di provare le cose, avventurandosi con improvvisazioni di gruppo - abbiamo solo lasciato che accadesse, per vedere dove ci avrebbe portato. La band è diventata quello che voleva essere, e poi le reazioni sia a New York che a Newport sono state estremamente calde ed entusiaste. Per me, è emozionante suonare il clarinetto sulla massa di suoni che questa ensemble produce. I musicisti sono così versatili e il gruppo così dinamico, da morbido e spazioso a rockeggiante. Lo amo."
Con il Tentet, "l'obiettivo era quello di creare la più piccola ma flessibile big ensemble possibile", spiega Lev-Ari, "e credo che la band davvero permetta ad Anat di essere libera nel suo playing e nella selezione del repertorio - è una band straordinariamente versatilite di omnivori musicali, felici di andare ovunque la musica li porti. L'equilibrio tra libertà e interattività, espressione individuale e diversità stilistica, rispecchia Anat come musicista. Inoltre, questa band ci permette di esprimere le nostre idee sull'inclusione, l'universalità e l'apertura della musica, e su come dovrebbe essere un veicolo per il collegamento con gli ascoltatori, non solo in base al genere e allo stile, ma sulla base delle emozioni e delle sensazioni.”
A proposito del suo lavoro con Lev-Ari, da "Noir" a "Happy Song", Anat dice: "Sono in debito con le competenze di Oded in tanti campi della vita. È così bravo a fare tante cose, semplicemente una persona incredibilmente talentuosa. Ma oltre a questo, si applica con una totale dedizione ed integrità, il miglior tipo di partner musicale". Lev-Ari aggiunge:" Anat è un artista ispiratrice con cui lavorare, e il nostro sviluppo individuale come musicisti e come esseri umani ha accompagnato le nostre collaborazioni nel tempo. È stata una cosa meravigliosa da sperimentare".
"Happy Song" inizia con un assolo al clarinetto di Anat che porta alla fervente title track, un pezzo originale di Anat che apparve per la prima volta in trio nel suo album "Luminosa" del 2015, che lei ha riarrangiato per l'occasione per il Tentet. A seguire c'è la lirica "Valsa para Alice", un altro pezzo originale di Anat; orchestrato in maniera lussureggiante da Lev-Ari per il Tentet (con pezzi solisti di Vitor Gonçalves alla fisarmonica e James Shipp al vibrafono), originariamente apparso su "Alegria da Casa", il primo album di Anat con il Trio Brasileiro.
"Oh Baby" è uno swing per big-band associato a Benny Goodman, personalizzato da Lev-Ari per il Tentet con abbondanza di spazio per gli scambi tra i fiati ed la batteria di Anthony Pinciotti. Lev-Ari ha messo insieme i quasi 13 minuti di “Anat’s Doina” - una Doina ha una forma di tre parti, fantasy-lento-veloce - per fondere un tradizionale di Klezmer con melodie originali della clarinettista; il medley evoca non solo la loro terra di nascita, ma anche la musica funebre di New Orleans. L'altamente ritmico "Loro" - composto da Egberto Gismonti (uno dei musicisti brasiliani preferiti di Anat) - è stato arrangiato da Lev-Ari per il Tentet, completo di una sezione aggiunta.
Lev-Ari ha composto "Trills and Thrills" appositamente per il Tentet, un pezzo costruito drammaticamente fino a che Anat non decide "di rockeggiare" sulla chitarra distorta di Sheryl Bailey - una performance eccitante catturata in una singolo take. Lev-Ari ha incluso degli accordi strumentali e vocali di Gordon Jenkins all'immortale ballata "Goodbye" su "Threading" il suo album di debutto come leader del 2015. Anat, che ha suonato anche su "Threading", gli ha chiesto di farne una versione per il Tentet, "solo perché è una canzone così bella, che amo suonare, ci sono sempre nuove possibilità emotive da trovare in una melodia così profonda".
"Happy Song" infine si chiude con i ritmi irresistibili di "Kenedougou Foly" del suonatore maliano di balafon Neba Solo (aka Souleymane Traoré); arrangiato dall'originale vocale di Anat, il pezzo salta attraverso una effervescente chiamata e risposta tra i fiati con il suo sempre lirico clarinetto che spazia sul tipico backbeat dell'Africa Occidentale, ed il vibrafono di Shipp a simulare il suono del balafon.
Anat dice: "Il clarinetto è stato così culturalmente importante in tutto il mondo, non solo nel jazz, ma anche nella musica classica e nella musica popolare dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente, del Sud America. Con "Happy Song" ho voluto raccontare la storia dello strumento, la sua vasta gamma di rilevanza espressiva. Ma non importa se siamo sul palco o se la gente ascolti la registrazione, spero che la musica renda gli ascoltatori felici, li faccia ballare e abbracciarsi l'un l'altro".

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


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