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Jack DeJohnette, Larry Grenadier, John Medeski, John Scofield - Hudson

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Lo straordinario debutto di Hudson sorprendentemente cattura l'atmosfera e la bellezza della regione, al contempo celebrando la straordinaria musica che ne è nata. Mescolando musica originale con emozionanti cover di canzoni di fama mondiale di Bob Dylan, Joni Mitchell, Jimi Hendrix e di The Band di Robbie Robertson, ha creato un album spettacolare e mozzafiato come la stessa valle dell'Hudson.


HudsonL'idilliaca valle del fiume Hudson a New York è stata una ricca fonte di ispirazione per molti millenni, sia per il ricco patrimonio sacro ed artistico dei nativi-americani, ed in seguito per la nascita della Hudson River School (la prima riconoscibile scuola d'arte americana di non-nativi) degli inizi del XIX secolo, fino al movimento folk e rock che portò al Woodstock Festival del 1969, al movimento Clearwater di Pete Seeger ed al nascente movimento "locavore" (costituito da persone che si nutrono di cibi provenienti da posti vicini a quelli in cui vivono) con le sue aziende vinicole, birrerie e un'ampia gamma di arti e mestieri indie.
L'area ospita più artisti pro-capite rispetto a qualsiasi altra zona del paese, inclusa New York City. Ora, il prossimo capitolo di questa storia straordinaria arriva sotto forma di Hudson, un nuovo collettivo che riunisce quattro dei più influenti musicisti jazz, che cercano di scrivere un nuovo capitolo nel matrimonio tra jazz e rock, iniziato con Miles Davis negli anni '70.
Per proprio conto, il batterista Jack DeJohnette, il bassista Larry Grenadier, il tastierista/organista John Medeski ed il chitarrista John Scofield possono vantare carriere straordinarie sia nella loro diversità che nella loro portata, riuscendo a raggiungere un grande pubblico in una vasta gamma di generi e stili dal jazz alla rock ed oltre. Insieme costituiscono un raro supergroup degno di questo nome. Quello che li ha riuniti non è solo la loro musica avventurosa e virtuosistica, ma un amore comune per lo scenario e per lo spirito della valle del fiume Hudson, un posto che tutti e quattro chiamano casa.
Lo straordinario debutto di Hudson (lo scorso 9 giugno per l'etichetta Motema Music), sorprendentemente cattura l'atmosfera e la bellezza della regione, mentre al contempo celebra la straordinaria musica che ne è nata. Mescolando musica originale con emozionanti cover di canzoni di fama mondiale di Bob Dylan, Joni Mitchell, Jimi Hendrix e di The Band di Robbie Robertson, ha creato un album spettacolare e mozzafiato come la stessa valle dell'Hudson.
Questo prolifico quartetto si è riunito per la prima volta nel 2014 al Woodstock Jazz Festival ed ha immediatamente compreso la propria chimica elettrizzante, convenendo che il progetto dovesse continuare. Non che la maggior parte di loro non avessero già collaborato con gli altri: DeJohnette e Scofield hanno suonato insieme quasi quattro decenni fa e successivamente hanno unito le forze nel Trio Beyond così come nella favolosa New Standards Ensemble di Herbie Hancock. Il maestro della chitarra Scofield, altrettanto abile nel jazz e nel soul, ha registrato quattro album con Medeski Martin & Wood, il trio noto per la fusione dei mondi del jazz e delle jam band, mentre Grenadier ha suonato con tutti e tre in diversi contesti. Oltre a ciò stanno trascorrendo insieme quest'anno nei festeggiamenti per il 75° compleanno del NEA Jazz Master e vincitore di GRAMMY® DeJohnette.
Ad appena due ore di viaggio ma in un mondo che appare lontano, la valle dell'Hudson rappresenta da molto tempo un'ancora di salvataggio per coloro che cercano di sfuggire dalla frenesia di Manhattan, grazie al suo stile di vita completamente alternativo; inoltre la combinazione di splendore scenografico con il facile accesso alla vita culturale della città, la rende una fonte ideale di sollievo ed ispirazione per gli artisti. "Tutti noi abbiamo costruito le nostre carriere in città e poi ci siamo trasferiti nella valle dell'Hudson per crescere i nostri figli ed avere una casa", dice Scofield, che sta per ottenere il secondo GRAMMY® Award consecutivo dopo quello del 2016. "La cosa che abbiamo in comune è che pur essendo dei musicisti urbani, abbiamo deciso di lasciare la città per vivere in natura".
DeJohnette si trasferì nella valle agli inizi degli anni '70, attirato da membri del gruppo Paul Butterfield Blues Band, mentre i relativamente nuovi arrivati Medeski e Grenadier si sono trasferiti agli inizi del 2000. "Un sacco di energia creativa stava succedendo in quel periodo", dice DeJohnette dei suoi primi giorni. "Ho avuto la possibilità di conoscere tutti i membri della band e sono stato un grande fan della loro musica. I loro brani mi riportavano a quando ero un ragazzo che cresceva a Chicago ed ascoltava ogni genere di musica. C'è molta storia culturale in quella musica".
"Questa zona è un luogo dove i musicisti vengono a ritirarsi", dice Medeski. "Ci sono i concerti, ma c'è anche la scrittura e la pratica, la crescita e l'approfondimento. Tradizionalmente la gente viene in questo ambiente per la ricerca e per la crescita".
Grenadier concorda con l'idea della valle come luogo ideale, non tanto per suonare, ma per ricaricare ed assorbire le lezioni apprese nelle tappe altrove. "La gente sembra venire qui per avere un po' di tranquillità ed assorbire tutto ciò che ha appreso dal vivere in città e in tour", dice. "L'atmosfera che Jack descrive negli anni '70 esiste ancora, in quanto esiste una vera coscienza culturale ed un'energia creativa in tutti gli aspetti della vita qui, quindi penso che questo attiri lo spirito artistico".
L'album evoca quello spirito in una varietà di modi stimolanti, dal blues-reggae di "Lay Lady Lay" di Dylan all'atmosfera meditativa di "Woodstock" della Mitchell, allo swing di New Orleans di "Up On Cripple Creek" di The Band. Gli originali di Hudson coprono diversi territori compreso il funk organico elettrico della loro collettivamente improvvisata title-track, o il groove con accenti latini di "El Swing" di Sco e la sfacciata "Dirty Ground", che presenta degli emozionanti pezzi vocali di DeJohnette. Il pezzo di chiusura, "Great Spirit Chant", rende omaggio alle tribù native-americane che furono le prime a colonizzare l'area, con l'intera band che si riunisce in canti, percussioni e flauti di legno.
L'album è stato registrato presso gli studi di registrazione NRS di Scott Petito; immersi tra i monti Catskill ed il fiume Hudson gli studi condividono l'atmosfera accogliente delle case della valle. "Essendo qui in montagna dove hai pace e tranquillità, in uno studio piccolo ed intimo, i legami spirituali diventano subito evidenti", dice DeJohnette. "Non ci siamo sentiti stressati per la registrazione. E' stato tutto molto rilassato, e così la musica è venuta fuori in quel modo. Ha spirito, intensità e presenza, ma possiede anche una propria calma."
Pastorale ma stimolante, splendido ma emozionante, storico ma intimo, sereno ma stimolante: questi sono tutti gli elementi che rendono la Hudson Valley una destinazione ideale e Hudson una registrazione di riferimento.

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

 

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