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Jamie Saft & Joe Morris - Plymouth

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Sulla scia della precedente collaborazione che ha dato vita a "Slobber Pup", una delle uscite più palpitanti del catalogo RareNoise nel 2013, il tastierista Jamie Saft e il chitarrista Joe Morris si sono riuniti per pubblicare un'altro lavoro, potente e provocatorio: "Plymouth". 

A loro si uniscono, nei tre pezzi che compongono questo set del tutto improvvisato, il tandem ritmico composto dal bassista Chris Lightcap e dal batterista Gerald Cleaver, che hanno suonato insieme in varie formazioni (compreso il quartetto di Morris) sin dalla fine degli anni '90, e la stella nascente dell'avanguardia, la chitarrista Mary Halvorson (una ex studente dello stesso Morris). 
Insieme creano interessanti escursioni sonore che svariano dalla quiete zen a furiose distorsioni; niente è mai prevedibile o si risolve ordinatamente in quest'audace uscita senza compromessi, che verrà immessa sul mercato in aprile per l'etichetta londinese RareNoise Records. 
Quella stessa ricerca collettiva può essere facilmente ritrovata nell'album di debutto del gruppo per RareNoise. "Questo gruppo è stato concepito come un modo per riunire Joe Morris e Mary Halvorson, con una sezione ritmica di amici e colleghi di lunga data", spiega Saft, che ha co-prodotto la registrazione con Morris. "E' un suono molto diverso rispetto a Slobber Pup, ma creato con un atteggiamento simile e concentrato su una libertà totale. Nulla è stato pre-concepito o discusso in precedenza. E' puramente un incontro di menti simili che ha portato a qualcosa di piuttosto...sorprendente."
Mentre le tastiere di Saft, nel quartetto di "Slobber Pup", vengono utilizzate come un organo amplificato al massimo, in Plymouth si vira sul pianoforte acustico, alimentato attraverso un Echoplex. Morris e Halvorson interagiscono intuitivamente alla chitarra, alternando toni puliti e distorti, con l'"allieva" Halvorson che utilizza un pedale Whammy Bar per trovare gli accordi che ormai fan parte del suo peculiare sound.
Chris Lightcap, che suona quasi esclusivamente il contrabbasso nel suo gruppo Bigmouth e nei suoi numerosi ruoli da sideman, qui ha un basso elettrico con un pedale Fuzz, mentre Cleaver, batterista estremamente flessibile e potente, fa da collante a tutte le escursioni a ruota libera che si sussegguono senza soluzione di continuità. "Adoro suonare con Gerald", dice Saft. "Trovo che lui sia un raro connubio di potenza, profondità e completa libertà. Gerald mette tutta la sua follia in un suono acustico, che completa perfettamente l'energia elettrica scatenata dalla band."
Senza alcun programma di sorta, senza niente di scritto, disegni e nemmeno conversazioni su ciò che avrebbero suonato, i componenti di Plymouth sono andati in studio, han premuto il tasto di registrazione ed hanno creato sul posto. "Non c'era niente di preconcepito", dice Saft. "Dal punto di vista sonoro ogni musicista in questo ensemble ha una voce chiara, e dopo gli anni in cui abbiamo suonato insieme, possiamo raggiungere una vera improvvisazione collettiva. No a noiose ripetizioni, nessun fraseggio. Puramente ascolto profondo e fiducia reciproca.", Aggiunge Morris, "Penso che sia solo una questione di pensare a un gruppo di persone che potrebbero portare cose uniche e che lavorano bene insieme. E ciò che ne è venuto fuori è davvero interessante e differente."
Dice Morris della sua ex allieva Halvorson: "Mary è una grande chitarrista. Condividiamo alcune idee e così abbiamo sempre suonato bene insieme. E' una persona con cui è veramente facile lavorare, è unica nel suo modo d'interpretare le linee, utilizzare gli effetti e costruire forme personali". Morris ha uguali elogi per il batterista Cleaver, che in precedenza è apparso su due registrazioni del quartetto di Morris: "Non conosco nessuno che suona come Gerald. E' un artista profondo e serio ed è in continua evoluzione, gli piace l'ignoto, vive di questo. Aggiunge qualcosa di forte e unico in ogni situazione. E' un grande ed originale batterista. Quindi, aveva decisamente senso chiedergli di lavorare in una situazione come questa, in cui si va a cercare il nuovo e lo sconosciuto. Lui vive letteralmente dentro questo genere di cose e questo ci permette di avere una nuova struttura in cui suonare".
Il chitarrista ha anche avuto una lunga relazione con il bassista Lightcap, che è apparso sulla registrazione di Morris del 1998, "A Cloud of Black Birds", e in successive due uscite del quartetto. "Chris è un grande bassista Suona insieme a Gerard da molto e i due hanno una chimica immediata che è stata fondamentale per l'incisione.".
Saft, che è stato a lungo associato con molti ensemble di John Zorn, tra cui The Dreamers e Electric Masada, ha anche elogiato il suo partner su Plymouth, Morris, un icononico chitarrista free-jazz, con più di 20 album come leader al suo attivo. "Conosco Joe da oltre 20 anni", dice Saft. "Abbiamo fatto musica insieme nei primi anni '90 a Boston, quando ero uno studente presso il New England Conservatory. Joe era una leggenda locale e sono stato estremamente fortunato ad arrivare a lavorare con lui allora. Abbiamo perso i contatti per quasi 20 anni, poi ci siamo ritrovati in alcuni festival pochi anni fa ed è rinato un feeling mai sopito."
Un vero e proprio brainstorming che ha portato ad "XYX" album del 2011 del The Spanish Donkey, e l'anno scorso al succitato "Slobber Pup", con Trevor Dunn e Balazs Pandi. Ora Saft e Morris, questi due musicisti di grande talento e di mentalità aperta continuano la loro ricerca portando la loro musica dentro una nuova spettacolare avventura sonora del tutto improvvisata, "Plymouth".


 

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