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Gerald Clayton - Tributary Tales

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Sul suo nuovo album "Tributary Tales", uscito lo scorso 21 aprile per l'etichetta Motema Music, il pianista e compositore Gerald Clayton, ripercorre i sentieri di una miriade correnti - personali, esperienziali, intangibili - che confluiscono in un'altra, creando una narrativa musicale più grande della somma delle sue composizioni individuali. "Mi sento come se i vari incontri della mia vita fossero a loro modo dei "tributary"


Tributary TalesSul suo nuovo album "Tributary Tales", uscito lo scorso 21 aprile per l'etichetta Motema Music, il pianista e compositore Gerald Clayton, ripercorre i sentieri di una miriade correnti - personali, esperienziali, intangibili - che confluiscono in un'altra, creando una narrativa musicale più grande della somma delle sue composizioni individuali.
"Mi sento come se i vari incontri della mia vita fossero a loro modo dei "tributary" (affluenti) - come se ogni viaggio fosse l'occasione per scoprire un nuovo tipo di ansa nel fiume", dice Clayton. "I vari luoghi, persone, cibi e culture che ho sperimentato nei miei viaggi, tutti i musicisti che ho raccolto per questo progetto e tutte le canzoni che ho scritto - mi danno la sensazione di connessione tra loro, anche se sono tutte delle entità separate."
Clayton riempie "Tributary Tales" di una serie di influenze, tra cui dialetti e vocabolari consegnati da suo padre, il bassista e compositore John Clayton e dallo zio, il sassofonista Jeff Clayton, e di espressioni contemporanee che ha sentito crescere come figlio degli anni '80 e dei primi anni '90. Nella visione unica di Clayton, queste diverse ispirazioni sono impossibili da svelare, mescolandosi in un suono che rieccheggia stili moderni, mentre coraggiosamente rievoca suoni classici e senza tempo.
"Il processo è veramente naturale", dice Clayton. "Mentre provo a creare qualcosa, cerco di tenere le orecchie le più aperte possibile. Sono cresciuto ascoltando e amando l'hip-hop, R & B, soul e rock. Per me, tutti questi generi scorrono da una sola fonte. La rilevanza culturale del jazz e dell'hip-hop è uguale; stiamo parlando di musica nera - di espressione nera - quindi non c'è ragione di costruire dighe per questi flussi.
Una definizione alternativa di "tributary", aggiunge, è quella di "una persona o uno stato che rende omaggio ad un altro" - un'altra metafora adeguata nella tradizione del jazz. "Molto di ciò che facciamo ha a che fare con quello che è stato prima di noi", dice. "Rendiamo costantemente omaggio agli anziani, ai maestri e siamo consapevoli di tutti i musicisti che hanno vissuto e sono morti al servizio della musica".
Per registrare "Tributary Tales", Clayton ha riunito un gruppo di artisti sia nuovi che familiari, ognuno dei quali porta influenze e esperienze aggiuntive e uniche alla musica. I sassofonisti Logan Richardson, Ben Wendel e Dayna Stephens, il bassista Joe Sanders, il batterista Justin Brown ed i percussionisti Henry Cole e Gabriel Lugo, ai quali si uniscono il vocalist Sachal Vasandani ed i poeti Carl Hancock Rux e Aja Monet per portare in vita una gamma di seducenti composizioni di Clayton.
"Ho apprezzato molto l'esplorazione della connessione naturale tra la musica strumentale e la parola parlata. Trovo che ci sia un grande potenziale nel dare un significato inaspettato all'altro ".
Raccogliere questo cast di artisti individuali per creare una voce musicale unificata, è un altro modo in cui Clayton vede la riflessione del concetto di "tributary" nella sua vita creativa. Nel tornare indietro per prendere una visione ancora più ampia, lui vede un bel parallelo con la comunione ed il senso d'insieme, in un momento che è marcato dalla divisione e dalla conflittualità.
"Anche se siamo tutti flussi separati, proveniamo tutti dallo stesso oceano", dice. "Se facciamo tutti un passo indietro possiamo vedere come l'esperienza umana sia sostanzialmente la stessa - la sofferenza, la volontà di trascendere quella sofferenza, le nostre gioie, i nostri dolori - sono tutti legati. Mi piacerebbe che la musica su questo disco ricordi alle persone la nostra interconnessione".
Il fascino di Clayton verso il linguaggio ed il suo dono multisfaccetato come musicista, si fonde con grazia nelle sue poetiche note di copertina su "Tributary Tales".

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

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