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Akua Dixon - Akua's Dance

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Con il suo sublime nuovo album, "Akua's Dance", la violoncellista Akua Dixon porta in primo piano il suo suono sontuoso, su una corpo di materiale che comprende squisite ballate, le radici più profonde della musica nella cultura africana ed afro-americana, e brani strumentali raccolte dall'"opera-in-progress" della Dixon. La sua etichetta Akua's Music pubblicherà il nuovo album il prossimo 10 febbraio.


Akua's DanceCon il suo sublime nuovo album, "Akua's Dance", la violoncellista Akua Dixon mette in primo piano il suo suono sontuoso, su una corpo di materiale che comprende squisite ballate, le radici più profonde della musica nella cultura Africa ed afro-americana, e brani strumentali raccolte dall'"opera-in-progress" della Dixon. La sua etichetta Akua's Music pubblicherà il nuovo album il prossimo 10 febbraio.
"La musica si muove in avanti dal punto in cui ero, al punto in cui sto andando", dice la Dixon, la quale rileva che mentre la sua ultima pubblicazione, l'acclamato dalla critica "Akua Dixon" del 2015, era una registrazione arco-centrica che la presentava "in un modo sezionale", "su questo invece mi presento davanti ad una sezione ritmica." dice la Dixon.
Due sezioni ritmiche, per essere precisi. Sette delle dieci tracce infatti presentano il suo quartetto di all-stars con il chitarrista Freddie Bryant, il bassista Kenny Davis, ed il batterista Victor Lewis, mentre la Dixon suona il violino baritono. Costruito dal defunto liutaio Carleen Hutchins, "si tratta di uno strumento che ha la stessa accordatura del mio violoncello, ma con un suono più grande e più profondo", dice Dixon. "Volevo un po' più di forza."
Su tre pezzi a Lewis e alla Dixon (al violoncello) si aggiungono l'asso della chitarra Russell Malone e la leggenda del basso Ron Carter, con il quale lei ha suonato per la prima volta circa quattro decenni fa su "The Cry of My People" (1972, Impulse!) di Archie Shepp. Ma Akua non aveva mai avuto la possibilità di lavorare con Carter suonando la propria musica: "così ho cercato di raggiungerlo. Se non chiedi non ricevi."
L'album si apre con un suo pezzo originale "I Dream a Dream", che ha ripreso dalla sua opera basata sulla vita della regina del voodoo, del 19° secolo a New Orleans, Marie Laveau. "Questo ritmo di danza ha radici in molte parti dell'Africa, dal posto in cui gli africani furono catturati", dice la Dixon. "Akua's Dance" è un altro brano tratto dall'opera, ed il suo groove è stato ispirato dai concerti che Dixon eseguì per i ballerini ai socials afro-americani. "La danza è alla base di questa musica," dice.
L'album ha il suo centro emotivo in "Throw It Away" di Abbey Lincoln, una canzone che è diventata uno standard negli ultimi anni. E' l'unico pezzo che presenta la voce piena di soul della Dixon.
A chiudere l'album ci sono diversi pezzi che incarnano i lati sacri e profani della cultura afro-americana. Infatti dopo una furtiva versione di "The Sweetest Taboo," di Sade," c'è una riverente versione del Negro spiritual "I'm Gonna Tell God All of My Troubles", che si crogiola nel voluttuoso registro basso del violino baritono. "Mi piace sempre includere uno Spiritual", dice Dixon. "E' una parte importante della mia eredità."

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

 

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