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John Abercrombie - Up and Coming

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Il fraseggio liquido ed il tono incandescente di Abercrombie - attivato con la tecnica del pollice che ha affinato rifuggendo dal plettro in questi ultimi anni - animano i suoi cinque originali ed un paio di Copland, così come una versione del classico di Miles Davis "Nardis" realizzato nello spirito di Bill Evans. "Up and Coming" ha un'atmosfera crepuscolare, con un flusso melodico come luce guida.


Up and ComingIl chitarrista John Abercrombie ritorna con un secondo album del suo quartetto con il pianista Marc Copland, ed i partner del ritmo di lunga data Drew Gress e Joey Baron. Esaltando l'album del gruppo "39 Steps" del 2013 album, il Financial Times scrisse: "L'enfasi è sull'intrigo sottile, sul lirismo che fluisce e sull'interazione tra il suono caldo e articolatamente pulito della chitarra del leader ed il pianoforte di Copland... con l'accompagnamento altrettanto flessibile e sinuoso del bassista Gress ed il batterista Baron".
Quelle stesse virtù di lirica melodia e sottigliezza armonica/ritmica sono evidenti su "Up and Coming", anche se con un enfasi ancora maggiore sul durevole valore della canzone. Il fraseggio liquido ed il tono incandescente di Abercrombie animano i suoi pezzi cinque originali ed un paio di Copland, così come la versione del classico di Miles Davis "Nardis" eseguito però nello spirito di Bill Evans.
Come fece per "39 Steps", per "Up and Coming" il quartetto si è riunito negli Avatar Studios di New York con il produttore Manfred Eicher. "Le sessioni sono state particolarmente rilassate e piacevoli, con "non solo tanto playing, ma anche con un sacco di ascolto", dice Abercrombie. "Come musicisti, ci conosciamo da tanto tempo. Inoltre, Manfred ed io abbiamo lavorato a stretto contatto insieme in studio da così tanto tempo - dal 1974 - che non abbiamo bisogno di dire troppo. Possiamo solo fare quello che facciamo."
Il collegamento di Abercrombie con Copland risale a prima della loro collaborazione alla ECM, quando entrambi suonavano nella band di Chico Hamilton agli inizi degli anni '70. "Marc suonava il sax alto quando ci siamo incontrati - e non aveva ancora deciso di concentrarsi sul pianoforte", ricorda il chitarrista. "Come musicisti, siamo sempre stati connessi. Rispondo prontamente al suo tocco al pianoforte, che è liscio e si fonde alla perfezione con il mio suono, fluido piuttosto che percussivo. Galleggia sopra le linee e su cose astratte, pur rispettando la forma. E le sue principali influenze - Bill Evans, Paul Bley - segnano anche il mio percorso. Inoltre non suona mai solo ciò che scrivo sulla pagina, ma espande la melodia, rendendola migliore ed aggiungendo quei 'Copland-ismi' che tanto amo, ma che non avrei mai potuto pensare per me stesso."
Notando che il pianista ha scritto l'oscuro "Tears" e l'attraente "Silver Circle", il chitarrista dice: "Marc è un compositore interessante, che scrive in modo diverso da me, ma è sempre un bel contrasto. La sua scrittura in un certo senso è più orientata classicamente".
Abercrombie incontrò Baron alla fine degli anni '70, quando il musicista più giovane sostituì il regolare batterista in uno dei concerti del chitarrista al faro di Hermosa Beach in California. "Joey è sempre stato in grado di swingare," Abercrombie dice, "sia se sta suonando con Carmen McRae che con John Zorn." La prima partnership di Gress con Baron per Abercrombie fu nel quartetto che registrò l'album ECM del chitarrista "Within a Song"  del 2012, con il sassofonista Joe Lovano. "Joey e Drew stanno così bene insieme, con questo loro modo di suonare sciolto ma ritmicamente preciso", dice Abercrombie. "E mentre Joey tiene il punto - lui è la nostra ancora - Drew può correre dei rischi, come ama fare."
La propensione di questa band per la forma, contrasta con il quartetto più libero di Abercrombie con il violinista Mark Feldman che ha realizzato quattro album per l'ECM negli anni 2000-2009 (con Baron anche membro del gruppo). "E' un po' più naturale suonare liberamente con un solo strumento armonico nella band", spiega il chitarrista. "Con chitarra e pianoforte, inevitabilmente c'è più enfasi sull'armonia. Detto questo, ci piace suonare la forma, ma tenerla un po' aperta, fare qualcosa con essa. C'è una qualità elastica nel playing di questa band, ed è questo è il modo in cui mi piace fare le cose".
La firma sonora principale di "Up and Coming", è naturalmente, il playing della chitarra di Abercrombie, il cui stile si è evoluto nel corso degli anni. Il dolce suono, quasi autunnale, che ha avuto negli ultimi dieci anni e mezzo, è realizzato non attraverso l'uso del plettro, ma piuttosto pizzicando le corde con il pollice. La fluidità del suo fraseggio - sempre presente - è diventata appena più pronunciata, con una tonalità più calda e limpida che mai, alleata ad un senso di improvvisazione tipicamente incisivo.
"Suono meno velocemente di quanto facevo in passato, in maniera meno 'tecnica'," dice. "Ma il mio playing ora va dritto al punto, con linee melodiche più chiare. L'attacco più morbido si adatta alla musica, che a volte ha una qualità più meditativa. Lo faccio da abbastanza tempo per seguire la mia musa e fare ciò che ritengo giusto."

(tratto liberamente dal comunicato stampa)

 

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