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Joey Alexander - Countdown

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Trascendendo rapidamente lo status di "prodigio" per stabilire se stesso come musicista di talento pieno di promesse, il 13enne, pianista e due volte candidato ai Grammy Joey Alexander ha pubblicato lo scorso 16 settembre il suo secondo album "Countdown" per l'etichetta Motema Music. Il set di nove tracce presenta tre composizioni originali dell'artista e freschi arrangiamenti di classici del jazz.


CountdownTrascendendo rapidamente lo status di "prodigio" per stabilire se stesso come musicista di talento pieno di promesse, il 13enne, pianista e due volte candidato ai Grammy Joey Alexander ha pubblicato lo scorso 16 settembre il suo secondo album "Countdown" per l'etichetta Motema Music.
Il set di nove tracce, che presenta tre composizioni originali dell'artista e freschi arrangiamenti di classici del jazz di John Coltrane ("Countdown"), Thelonious Monk ("Criss Cross"), Billy Strayhorn ("Chelsea Bridge") e Herbie Hancock ("Maiden Voyage"), è l'attesissimo follow-up dell'acclamato album di debutto di Joey "My Favorite Things".
Prodotto da Jason Olaine - il direttore del Programming and Touring for Jazz al Lincoln Center, che è stato anche al timone per "My Favorite Things" - "Countdown" si basa sullo stesso delicato bilanciamento tra grazia e groove, un soul profondo, ricco melodicismo ed uno stile di improvvisazione che scorre a ruota libera, che ha reso il primo progetto di Joey un successo di critica e di pubblico.
Essenzialmente un progetto in trio, "Countdown" riunisce Joey con il bassista Larry Grenadier ed il batterista Ulysses Owens, Jr., la stessa sezione ritmica di "My Favorite Things", oltre ad includere tre tracce che presentano il bassista Dan Chmielinksi, ed il sassofonista Chris Potter, che si aggiunge al trio per un'estesa esplorazione di "Maiden Voyage" di Hancock.
Sebbene gli arrangiamenti di Joey di pezzi noti dei grandi del jazz siano invitanti nell'esperienza di "Countdown", sono proprio i suoi tre titoli originali, “City Lights,” “Sunday Waltz” e “Soul Dreamer,” il vero cuore emotivo e l'anima del progetto, capaci di riaffermare la sua straordinaria dedizione al mestiere e mostrare il suo potenziale come compositore jazz contemporaneo.
"A volte, mentre faccio pratica, suonando qualcosa d'altro, mi arrivano nuove idee melodiche e ritmiche e mi accorgo realmente di cominciare a comporre una canzone", dice il pianista. "Penso che per riuscire a scrivere canzoni forti, mi occorre ascoltare tanta musica di compositori e artisti che mi piacciono. Direi che Monk sia la mia più grande influenza. Sentire tante volte i suoi pezzi ha avuto un grande impatto su di me e mi ha spinto a scrivere i miei pezzi. In realtà trovo più difficile interpretare le canzoni di altri che scrivere le mie, perché devo capire e sentire ciò che la canzone propone e trovare un modo per farla mia".
Oltre a diventare il numero 1 della classifica degli album di Billboard Jazz e vendere oltre 50.000 copie, "My Favorite Things" ha permesso al nativo di Bali, con base a New York, di ottenere una nomination ai Grammy per il Best Jazz Instrumental Album e Best Improvised Solo (per "Giant Steps") - facendo di lui l'artista jazz più giovane mai nominato al Grammy Award. Egli è anche il vincitore del Downbeat Magazine Critics Poll "Rising Star" per il 2016.
"Mi piace creare musica sia in studio che eseguirla per le persone sul palco," dice, "ma devo ammettere c'è qualcosa di speciale essere davanti ad una folla eccitata, quando suoni il jazz dal vivo. Nella maggior parte delle situazioni, cerco di restare calmo, ma mi piace l'intensa energia che intercorre tra me e il pubblico. Quando esprimono il loro apprezzamento in questo modo, mi danno l'ispirazione per andare più in profondità sia come persona e musicista, e migliorare il mio mestiere nel creare nuovi eccitanti suoni."

(Tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

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