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Ralph Alessi - Quiver

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Su "Quiver" Ralph Alessi si unisce al pianista Gary Versace e ad una sezione ritmica con cui collabora da tempo - il bassista Drew Gress e il batterista Nasheet Waits - per creare un follow-up di vivace "melodicismo" ed un ritmo sottilmente energizzato, a cui si aggiunge il lirismo nel playing di Alessi che riporta a grandi antenati come Miles Davis e Kenny Wheeler, con un mood riflessivo, anche pensieroso.


QuiverL'album di debutto da leader con la ECM del trombettista Ralph Alessi - "Baida" (2013) - è stato l'album in cui "tutto è andato al proprio posto", secondo Nate Chinen in un profilo su JazzTimes. "Senza abbandonare il suo desiderio per le energie di opposizione, si tratta di una dichiarazione ben coerente, non solo il suo album più riuscito, ma un concorrente per uno dei migliori dell'anno." "Baida" è diventara la versione più apprezzata della carriera di Alessi, tanto che il The New York Times ne ha lodato la musica per il suo equilibrio "di elegante precisione e forza".
Su "Quiver" Alessi si unisce al pianista Gary Versace e ad una sezione ritmica con cui collabora da tempo - il bassista Drew Gress e il batterista Nasheet Waits - per creare un follow-up di vivace "melodicismo" ed un ritmo sottilmente energizzato, a cui si aggiunge il lirismo nel playing di Alessi che riporta a grandi antenati come Miles Davis e Kenny Wheeler, con un mood riflessivo, anche pensieroso. Come dice DownBeat, "Alessi lavora tra le note, i suoi assoli sono riflessivi e discorsivi come l'arte di un calligrafo, ed ogni linea fluisce libera e dichiarativa, pur conservando forma immacolata e bellezza."
Alessi è conosciuto da tempo come "musicista per musicisti", uno dei più richiesti trombettisti di New York, capace di suonare praticamente qualsiasi cosa, distintosi come improvvisatore in gruppi guidati da Steve Coleman, Uri Caine, Ravi Coltrane, Fred Hersch e Don Byron, nonché come leader di proprie band sia sul palco che su disco. Ma Alessi ha raggiunto un'altezza particolare come leader grazie a "Baida" ed ora, con "Quiver", registrato ad Oslo e mixato a New York con il produttore Manfred Eicher.
Il quartetto su "Quiver" vede Versace prendere il pianoforte al posto dello stimabile Jason Moran, che invece ha abbellito "Baida". Versace fa subito sentire la sua presenza poetica, ed i suoi accordi arpeggiati nell'introduzione solista su "Here Tomorrow" sono le prime note dell'album.
"Gary porta una continuità di approccio con Jason, simile nello spirito, ma distintamente suo", dice Alessi. "Questa è musica completamente aperta, con un sacco di spazio per l'interpretazione, in particolare per il pianoforte. Il pianista può svolgere un ruolo melodico o dare suggerimenti armonici - e Gary lo fa nel modo più creativo. Quello che mi piace di più è che lui sia un improvvisatore così concentrato, con una spontanea capacità compositiva molto improvvisativa".
Il New York Times nel presentare il duo ritmico Gress / Waits, ha spiegato come esso possegga una "terrosa elasticità". Alessi suona con Gress sin da quando i due collaborarono, alla fine degli anni '90, per uno dei gruppi del pianista Uri Caine. "Ho suonato il basso elettrico per un bel pezzo, e mi piace scrivere riff e linee di basso", spiega il trombettista. "Drew riesce davvero a fare del groove su queste linee, riuscendo a creare una sottile tensione. Non ha alcun problema nel servire la musica suonando quelle parti, anche se è sempre in grado di aprire le cose e portarle in un luogo diverso. Le sue orecchie sono incredibili, e lui stesso è un grande compositore, che riesce a portare quella sensibilità alla musica".
Alessi e Waits suonarono insieme per la prima volta oltre un decennio fa, in quanto componenti del quintetto del pianista Fred Hersch. Uno dei batteristi più creativi di New York, Waits regala ancora una volta una performance profondamente musicale su "Quiver", fornendo sia il sound della sorpresa, che un groove tranquillo.
"Nasheet possiede una qualità che amo in un musicista, in particolare in un batterista - ha questo terzo occhio, un modo intuitivo di suonare la musica", dice Alessi. "Lui crea sempre una energia magica che rende la musica così eccitante. Solo alcuni batteristi lo posseggono - e Nasheet lo ha realmente". Il pezzo di chiusura dell'album, "Do Over", è un breve brano che fu suonato nuovamente nella sessione in modo che Waits potesse fare un assolo su di esso, chiudendo l'album con un colpo finale. "Egli mostra il suo naturale lato dinamico", dice Alessi. "Avrei voluto che fosse andato avanti, in modo da sentirlo suonare più e più volte."
Come nella title track di "Baida", anche su "Quiver" Alessi fa riferimento alla sua giovane figlia, con il titolo di "Window Goodbyes", che accenna all'abitudine della figlia di 5 anni di agitare le mani nel salutare il padre, quando va in strada. "Quando esco, le piace andare alla finestra e dirmi addio," dice. "Come padre, amo quel gesto, ma c'è anche un pizzico di malinconia."
Con tutte le sue sfumature ritmiche, l'album ha un'aria complessiva di malinconia, un'aria che il trombettista ricorda anche durante la sessione. "Per una qualche ragione, c'era qualcosa di pensieroso in studio e la musica non poteva fare a meno di avere qualcosa di quel sentimento, immagino. Come musicista, il mio obiettivo è quello di esprimermi nel modo più onesto possibile, di sentire e reagire a questo momento. Ecco come il jazz dovrebbe essere."

(tratto liberamente dal comunicato stampa)