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Bob Gluck - Infinite Spirit “Revisiting Music of the Mwandishi Band”

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Se la ricerca della gioia e dell'empatia è fonte di un profondo incontro musicale, questa registrazione in quartetto offre abbondante cibo per riflessione ed ispirazione. Il pianista Bob Gluck ed il bassista Christopher Dean Sullivan per l'occasione si associano con due partner musicali di lunga data e maestri del jazz, come il batterista Billy Hart e il trombettista Eddie Henderson.


Infinite Spirit “Revisiting Music of the Mwandishi Band” Se la ricerca della gioia e dell'empatia è fonte di un profondo incontro musicale, questa registrazione in quartetto offre abbondante cibo per riflessione ed ispirazione. Il pianista Bob Gluck ed il bassista Christopher Dean Sullivan per l'occasione si associano con due partner musicali di lunga data e maestri del jazz, come il batterista Billy Hart e il trombettista Eddie Henderson.
In quartetto rivisitano il repertorio e l'esplorativo spirito musicale dell'ensemble che per primo portò Hart e Henderson all'attenzione del grande pubblico, cioè il seminale sestetto di Herbie Hancock, conosciuto come Mwandishi. Per Hart, fu in quella band che "ho trovato me stesso ... riuscivamo a comunicare allo stesso livello con lo stesso vocabolario."
Ed è proprio quel vocabolario e quella ricerca dello spirito che ispira una pienezza di colori sonori e tessiture, groove robusti, lirismo melodico, e collettiva intuizione musicale. Tutti e quattro i componenti del quartetto sono essenzialmente musicisti lirici, seppur ugualmente a proprio agio con un impulso altamente energetico. È possibile ascoltare questa sensibilità lirica alla fine di "You’ll Know When You Get There", in un assolo espressivo di Bob Gluck o nella ricerca nel rievocare la linea di basso originale di Hancock da parte di Christopher Dean Sullivan, o nell'intima esposizione di Eddie Henderson su "Spirit Unleashed".
Billy Hart è un batterista consumato e creativo, sia quando ascolta e risponde, o anche quando anticipa ogni piega degli eventi mentre fa scorrere delle nuove idee che a loro volta influenzano i suoi compatrioti. La sensibilità musicale di Hart è in evidenza sia nei momenti di apertura di "Infinite Spirit", che quando la registrazione parte con il graduale dispiegarsi di un suo solo di batteria su "Sleeping Giant" di Herbie Hancock. Qui, le idee di Hart si svolgono all'interno di un emozionante caleidoscopio di suoni elettronici - come altrove in questa registrazione, composti da Gluck - a cui alternativamente risponde o mantiene la sua barra. L'assolo accompagna una suite multi-movimento che ci porta attraverso un tentacolare assolo al pianoforte, in cui Gluck, con grazia, riconfigura i motivi di Hancock. Ancora una volta possiamo apprezzare il bel suono di Henderson durante una elegiaca sezione melodica che si apre con la sua tromba solista gloriosamente fiduciosa, che mette il suo caratteristico suono, screziato dal sole, molto in evidenza.
I motivi tematici di "You’ll Know When You Get There" di Hancock ricevono un libero trattamento in questa magica foresta di stati d'animo e tessiture. Lasciando da parte la struttura originale del brano, la nuova costante è lo stabile flusso dei ritmi acutamente artigianali di Billy Hart e un drone multistrato di suoni bassi. L'arco drammatico della performance emerge a metà strada, quando un ciclo di otto lussureggianti accordi, composti da Hancock come un ponte per la chiusura del pezzo, prende il centro della scena, portando ad un delicato piano solo. Sullivan allude in maniera ispirata alla linea di basso di Hancock, in un modo mai ascoltato prima di questa performance, introducendo un coda aggraziata e sobria, che porta le improvvisazioni ad un cerchio completo.
"Quasar" di Bennie Maupin è introdotta dalla tranquilla apertura della title-track dell'album del 2008 del trio FMR di Bob Gluck, "Sideways". Christopher Dean Sullivan sposta tranquillamente l'umore ad un languido vamp in 7/4, su cui Eddie Henderson consegna la tentacolare melodia di Maupin e lussureggia in un assolo pentatonico ampiamente affermato. Una peculiarità della performance è l'interazione ritmica tra i blocchi d'accordi di Gluck, il costante flusso ritmico di Billy Hart e Christopher Dean Sullivan, le scintille degli impulsi elettronici e le brevi e mute articolazioni di Eddie Henderson.
"Spirit Unleashed", un nuovo brano di Christopher Dean Sullivan, si apre con un virtuosistico assolo di basso, giustapposto alle percolazioni elettroniche di Gluck. Mentre l'elettronica assume caratteristiche sempre più pulsanti, Sullivan e Hart iniziano un vamp a 11/4, sostenendo una lunga melodia della tromba. Le non convenzionali costruzioni ritmiche furono un segno distintivo della band Mwandishi. Eddie Henderson costruisce un bell'assolo melodico, sostenuto dalla stabilità della sezione ritmica, che sostiene la band in una aperta improvvisazione che accoppia le linee angolari di Gluck con le frasi spezzate di Hart. Quindi mentre ritorna l'elettronica ed Henderson si ricongiunge nella mischia, la sezione ritmica torna nuovamente al beat a 11/4 dell'apertura.
L'album si chiude con "Water Torture" di Bennie Maupin. L'orecchiabile melodia di Maupin, eseguita dalla sezione ritmica, è definita tra le righe di un pattern in 4/4 che Billy Hart eseguì nella registrazione originale. Eddie Henderson abbraccia un fresco assolo dallo spirito libero e con una vaga influenza blues. La band cerca sia di rafforzare che minare lo spirito funky della melodia, mentre i timbri elettronici ed ritmi evidenziano il suo centro di gravità. L'interazione tra i membri del quartetto, tra i suoni elettronici e acustici, e tra il ritmo e l'astrazione fornisce una degna conclusione a "Infinite Spirit".
L'ispirazione per "Infinite Spirit" emerse dalle conversazioni di Gluck con i membri della band, quando scrisse "You’ll Know When You Get There: Herbie Hancock and the Mwandishi Band" (University of Chicago Press, 2012). I frutti di questa "rivisitazione" potranno essere goduti da una vasta gamma di ascoltatori; dagli amanti del jazz di tutti i sapori o da coloro che apprezzano un ritmo allo stesso tempo complesso e ricco di groove. Ma sarà di particolare interesse per gli amanti dello spirito Mwandishi, quella combinazione musicalmente avventurosa di funk anticonformista, astrazione, timbri elettronici, e musica d'ensemble profondamente empatica.

(tratto liberamente dal comunicato stampa)

 

 

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