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Christian McBride Trio - Live at the Village Vanguard

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

E' sorprendente scoprire i numerosi modi in cui i trii pianistici operano di questi tempi. Ma quando ad una formazione accade di avere un leader bassista, il risultato è ancora più sorprendente. Tra questi però ce ne sono ben pochi che riescono a swingare in maniera così vivace come il trio di Christian McBride, come dimostra questo "Live at Village Vanguard" appena pubblicato dall'etichetta Mack Avenue Records.


Live at the Village VanguardE' sorprendente scoprire i numerosi modi in cui i trii pianistici operano di questi tempi. Ma quando ad una formazione accade di avere un leader bassista, il risultato è ancora più sorprendente e generalmente volano le scintille. Tra questi però ce ne sono ben pochi che riescono a swingare in maniera così vivace come il trio di Christian McBride, come dimostra questo "Live at Village Vanguard" appena pubblicato dall'etichetta Mack Avenue Records.
Come ben saprà chiunque abbia avuto un interesse appena passeggero nel jazz prodotto nel corso degli ultimi 25 anni, il bassista di Filadelfia rappresenta il meglio che si possa sognare di ascoltare. E' presente su un enorme numero di dischi, un dato sconcertante visto che ha appena 43 anni, con collaborazioni che svariano da Chick Corea, Brad Mehldau, Sting, Diana Krall, per dirne solo alcuni, o come leader di album di jazz straightahead, funk (un suo grande interesse), o jazz-rock, nei quali le sue band riescono sempre a far sentire la propria presenza lasciando scorrere il groove, ma non a scapito del suono generale.
Il trio era ancora nei suoi primi giorni, quando fece "splash" due anni fa con lo splendido "Out Here", per poi procedere in maniera sempre più autorevole fino alla pubblicazione di questo album live straordinariamente gioioso, registrato al Village Vanguard nell'arco di tre giorni alla metà di dicembre del 2014, in un luogo ancora ritenuto da molti il miglior jazz club di New York, sinonimo di grandi registrazioni dal vivo effettuate in loco da gente come John Coltrane, Bill Evans oltre ad una miriade di altri giganti della musica.
In questa registrazione sembra come se McBride riesca a tenere il pubblico nel palmo delle sue mani e, per cominciare, si parte con un tripudio di pianoforte, grazie all'altro 'Christian' della band, Sands che, come McBride poi presenta con la sua ricca voce baritonale, viene dall'"emergente metropoli del jazz conosciuta come New Haven, Connecticut."
In Ulysses Owens Jr, ex allievo del bassista, McBride ha trovato il suo personale Jeff Tain Watts, con cui condivide lo stesso fragoroso senso dello swing e dell'attacco come il leggendario batterista ex di Branford Marsalis, ottenendo uno spiritato interplay con gli altri due membri e, grazie al suo istinto, va a caccia delle linee di basso e pianoforte, come se non avesse mai l'intenzione di rimanere indietro.
L'album si apre con un pezzo di Wes Montgomery "Fried Pies", seguito da una calorosa introduzione della band da parte di McBride che qui si mostra un ospite pieno di buonumore, prima di una versione incredibilmente rapida di "Interlude" di JJ Johnson e quindi da un pezzo scritto da Christian Sands, "Sand Dune", con i quali puoi staccare completamente la spina e lasciare semplicemente che il calore e l'abilità di questa band vi attraversi. Non ha senso cercare di analizzarla, è come entrare in un bagno turco, il calore prende il sopravvento su di voi; è la stessa sensazione.
Gli ascoltatori possono quindi rilassarsi per lo svenevole romanticismo di una versione ben eseguita di "The Lady in My Life" la canzone di Rod Temperton che Michael Jackson più o meno fece sua su "Thriller", con Sands che interpreta il pezzo in una maniera molto setosa.
A seguire ecco una scalpitante versione di "Cherokee", il drammatico affare di cuore di "Good Morning Heartache", prima che la festa inizi per davvero con il big beat di "Down by the Riverside" ed infine con una divertente versione di "Car Wash", mentre gli applausi risuonano per tutto il club ricolmo di gente. Neanche la sua autrice, Rose Royce, ha mai suonato nulla di simile! E' semplicemente un piacere premere il tasto per ascoltarlo nuovamente.

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

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