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Ben Goldberg - Orphic Machine

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Sul suo nuovo album, "Orphic Machine", il clarinettista / compositore Ben Goldberg crea la sua musica più bella e lirica ad oggi. Le canzoni di Goldberg, portate meravigliosamente in vita dalla cantante Carla Kihlstedt, prendono i testi da una fonte improbabile: non poesia, ma un libro su "speculazioni poetiche" dall'ex professore di Goldberg e MacArthur Fellow, Allen Grossman.


Orphic MachineSul suo nuovo album, "Orphic Machine", il clarinettista / compositore Ben Goldberg crea la sua musica più bella e lirica ad oggi. Le canzoni di Goldberg, portate meravigliosamente in vita dalla cantante Carla Kihlstedt, prendono i testi da una fonte improbabile: non poesia, ma un libro su "speculazioni poetiche" dall'ex professore di Goldberg e MacArthur Fellow, Allen Grossman.
Generato in tre anni di lavorazione, questo è il più ambizioso progetto di Goldberg, nel quale presenta i suoi più stretti collaboratori: la Kihlstedt, sua compagna di band nel Tin Hat; il chitarrista Nels Cline dei Wilco, il sassofonista Rob Sudduth e il batterista Ches Smith, che suonano nel quintetto di Goldberg Unfold Ordinary Mind; il trombettista Ron Miles; la pianista Myra Melford; il bassista Greg Cohen e il vibrafonista Kenny Wollesen, dal rivoluzionario New Klezmer Trio di Goldberg. Forse la relazione più importante su "Orphic Machine", non è espressamente musicale, ma deriva dall'incontro di menti.
"Chamber Music America commissionò qualcosa basata sulla Summa Lyrica di Grossman, un libro di complessi aforismi su poesia e coscienza. Rimasi colpito in quel modo utile ad aprire nuove possibilità: ho capito che avrei dovuto lasciare che gli aforismi lavorassero direttamente sulla musica, come dei testi. La pazzia dell'idea - non è un libro di poesie, ma delle affermazioni sulla poesia - scrivere di scrittura - davvero mi ha intrigato" ha detto Goldberg.
"Orphic Machine", il lavoro più ambizioso e suggestivo della carriera di Goldberg, si pone anche all'interno dell'evoluzione della sua coraggiosa musica sperimentale, a partire dal 1992, quando il New Klezmer Trio "con un calcio aprì la porta ai radicali esperimenti sulla musica delle radici Ashkenazi" (San Francisco Chronicle), fino al 2013 con "Subatomic Particle Homesick Blues" e "Unfold Ordinary Mind", che il New York Times citò per "un sentimento di gioiosa ricerca sui fondamenti della polifonia e dell'improvvisazione collettiva"
Con delle bellissime melodie, un groove inarrestabile, ed un lussureggiante feeling sonoro, "Orphic Machine" si rivolge sia agli appassionati di musica popolare come ai devoti di musica nuova e sperimentale.

"Goldberg ha creato un brillante omaggio a Grossman con questa sequenza di impostazioni musicali su pensieri spiritosi del suo maestro di poetica" - Downbeat

"... Una suite di canzoni belle, intricate e stranamente irresistibili, illuminata da improvvisazioni aromatizzate dalla tromba con sordina, una chitarra elettrica distorta e molti altri colori... orchestrata ad arte con fiati corali e contrappunti" - SF Chronicle

"Combinando abili improvvisazioni, melodie accessibili e composizioni apparentemente complesse, questo è un album che conquista sia ad un rapido che approfondito ascolto." - Elmore Magazine

(tradotto liberamente dal comunicato stampa)


 

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