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Aaron Diehl - Space Time Continuum

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Su "Space, Time, Continuum" Aaron Diehl assembla un ensemble pan-generazionale di maestri, aggiungendo al suo solito trio, composto dal bassista David Wong e dal batterista Quincy Davis, l'iconico sassofonista Benny Golson ed il maestoso baritonista Joe Temperley, entrambi 85enni, ed il 39enne tenorsassofonista Stephen Riley e la stella nascente Bruce Harris, trombettista non ancora 30enne.


Space Time ContinuumSu "Space, Time, Continuum", un programma di otto pezzi, Diehl assembla un ensemble pan-generazionale di maestri, aggiungendo al suo solito trio, composto dal bassista David Wong e dal batterista Quincy Davis, l'iconico sassofonista tenore e compositore Benny Golson ed il maestoso sax baritono di Joe Temperley, entrambi 85enni, ed il 39enne tenorsassofonista Stephen Riley e la stella nascente Bruce Harris, trombettista non ancora 30enne.
"E' importante poter utilizzare sia coetanei che anziani come fonti di ispirazione", dice Diehl che si mostra particolarmente soddisfatto "dell'opportunità di aver potuto suonare ed improvvisare con delle vere leggende viventi" come Golson e Temperley. Diehl ha incontrato Golson nel 2009, quando la Juilliard School of Music, l'università di Diehl, commissionò il veterano per comporre un lavoro intitolato "Above and Beyond" in occasione del centenario della scuola. Due anni più tardi, i due si esibirono insieme al Teatro Lincoln a Columbus, città natale di Diehl.
"Golson è stata una grande fonte di ispirazione, anche ben oltre l'eredità della musica che ha creato", afferma Diehl. "Carpe diem, mentre lui e Joe Temperley sono ancora in giro."
Il leader affianca Golson e Harris su "Organic Consequence", un lavoro discorsivo e multi-sezionato per quintetto; mentre la title-track “Space, Time, Continuum,” è una risposta "notes-and-tones" di Diehl ad una lirica della cantante Cécile McLorin Salvant, con la quale collabora come pianista e direttore musicale.
"Ho dato a Golson una sezione solista con un set specifico di cambi di accordo", dice Diehl del primo pezzo. "Durante le prove, lui non amava suonare quella progressione ed ha offerto una critica costruttiva che ha portato alla ricerca di un movimento armonico alternativo che si adattasse ai suoi bisogni. Mi ha insegnato l'importanza di riconoscere i punti di forza delle persone, ed è stato bello vedere Bruce adattarsi alla perfezione nel suonare direttamente con lui."
Il magnifico cantante Charenee Wade aggiunge una terza voce al dialogo sulla title-track, sfidandola nella sua forma e nel movimento armonico, a proposito della quale Diehl ha detto "ho pensato che sarebbe stato interessante vedere come Charenee avrebbe interpretato un brano di due artisti con cui ha lavorato e con i quali è familiare."
Temperley suona su "The Steadfast Titan," una ballata in stile "Strayhorn-esque" con una melodia memorabile che si adatta alle personalità tonale del sax baritono della leggenda come un abito su misura. "Volevo catturare il suo enorme suono, e celebrare la sua longevità in musica", dice Diehl. "E' il tipo di persona che ammiro, perchè fa una cosa per così tanti anni ed ancora crede in essa. Spero di riuscire a farlo anch'io con il pianoforte."
Il suono delicato e la sottigliezza di Riley nel tessere le sue trame attraverso l'armonia, si esprime sia attraverso il vivace pezzo in quartetto "Flux Capacitor," un vecchio originale di Diehl (il riferimento è al dispositivo che "ha reso possibile il viaggio nel tempo" nel film "Ritorno al Futuro", il sequel del quale uscirà nel 2015), che su "Kat’s Dance", un Riley-Diehl trattamento in duo di un valzer composto dal pianista Adam Birnbaum.
"Le idee di Adam sono sempre melodiche", dice Diehl. "Questo pezzo presenta delle belle sfide pianistiche, presentando la voce melodica con alcune dita e fornendo il supporto armonico ed il movimento dei bassi con altre."
In effetti, pur in tutta la strumentale temerarietà della coorte di Diehl sulle performance presenti su "Space, Time, Continuum", il virtuoso controllo del piano del leader rimane sempre notevole. (Lo strumento è un ben lavorato Fazioli F228 Grand.). Basta prendere in considerazione, se si vuole, i chops classici, il tocco impeccabile e la concezione dello swing che Diehl mostra sull'inno "Santa Maria", che ha composto nel 2012 su commissione della Columbus Foundation per celebrare il bicentenario della sua città natale in Ohio.
"Questo non è necessariamente un album 'pianistico'", dice Diehl. "Ma spero che sia un notevole sviluppo da "The Bespoke Man’s Narrative", con una ricerca di forme più lineari di playing [cioè, bebop e hard-bop] che possano fluidamente esprimere l'armonia."

(tradotto liberamente dal comunicato stampa)

 

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