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Miles Davis At Newport 1955-1975: The Bootleg Series Vol. 4

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

L'associazione ultraventennale tra Miles Davis ed il Newport Jazz Festival dell'impresario George Wein è una prospera tradizione che verrà celebrata con l'uscita di "Miles Davis At Newport 1955-1975: The Bootleg Series Vol. 4", un cofanetto di quattro CD, che raccoglie esibizioni live di alcune stellari formazioni di Davis, in un periodo di vent'anni tra il 1955 ed il 1975.


Miles Davis At Newport 1955-1975L'associazione ultraventennale tra Miles Davis ed il Newport Jazz Festival dell'impresario George Wein è una prospera tradizione che verrà celebrata con l'uscita di "Miles Davis At Newport 1955-1975: The Bootleg Series Vol. 4", un cofanetto di quattro CD, che raccoglie esibizioni live di alcune stellari formazioni di Davis, nel 1955, 1958, 1966, 1967, 1969, 1971, 1973 e 1975, a Newport, New York, Berlino e in Svizzera, che includevano tra gli altri: Thelonious Monk, Zoot Sims, Gerry Mulligan, Percy Heath, Cannonball Adderley, John Coltrane, Paul Chambers, Jimmy Cobb, Bill Evans, Ron Carter, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea, Keith Jarrett, Ndugu Chancler.
In attesa dell'edizione di quest'anno del festival, "Miles Davis At Newport 1955-1975" sarà disponibile in tutto il mondo venerdì 17 luglio, a 60 anni dalla prima straordinaria partecipazione di Davis a Newport nel 1955, per la Columbia / Legacy Recordings, una divisione di Sony Music Entertainment.
In questo spirito, George Wein, che a 89 anni guida ancora il Newport Jazz Festival, questa estate presiederà una rassegna "Miles-centrica". Il line-up include una serie di band guidate da stelle della tromba come Ambrose Akinmusire, Chris Botti, Peter Evans, Jon Faddis, Tom Harrell, Arturo Sandoval, e Bria Skonberg. In un raro e storico tributo, Botti, Evans, Faddis, Harrell, Sandoval e Skonberg eseguiranno un pezzo di Miles Davis durante i loro set.
L'ultimo ingresso nell'acclamata serie Miles Davis Bootleg, "Newport 1955-1975" raccoglie ben 296 minuti di musica, di cui quasi quattro ore sono composte da materiale inedito. Dal trionfale debutto di Miles al NJF nel 1955 (in una jam session organizzata in tutta fretta con Thelonious Monk e Gerry Mulligan, che ebbe come conseguenza l'ingaggio del trombettista per la Columbia), fino alla sua performance pubblica finale nel 1975 (al Lincoln Center durante NJF-NY, dal titolo "Mtume" dal nome del percussionista preferito di Miles di quel decennio), il cofanetto ripercorre l'ascesa di Miles come il "non plus ultra" del jazz.
Sono inclusi anche dei concerti integrali del famoso "Kind Of Blue" Sextet (con Cannonball Adderley, John Coltrane, Bill Evans, Paul Chambers, Jimmy Cobb), e del secondo grande quintetto di Miles nel '66 e '67 (con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams), che rappresentano dei modelli che ancora oggi si riverberano nel jazz e nella musica popolare.
Jr. Kahn, che ha scritto le note di copertina di questo cofanetto, nota come queste storiche performance di Miles al Newport Jazz Festival non mancavano di "mostrare il trombettista sempre all'altezza della situazione, offrendo musica innovativa ogni volta che saliva sul palco di Newport."
In questa simbiosi, George Wein usò Miles per rendere grande Newport, e Miles ricambiò portando sul palco del festival alcuni dei musicisti di primaria importanza del jazz dell'epoca. Il Newport Jazz Festival (e a partire dal 1959, il Newport Folk Festival) permette ad un pubblico di 10.000 persone di godere della musica in un ambiente sorprendentemente intimo, dove si può sentire cadere uno spillo.
"Quando Miles suonò il suo assolo su 'Round Midnight'," Wein ricorda di quel leggendario concerto del 1955, "mise la sua tromba giusto sul microfono, cosa che i trombettisti non fanno mai. Di solito a loro piace prendere aria e suonare un po' lontano dal microfono, ma lui la mise proprio dentro il microfono ed il suono che venne fuori era chiaro come quello di una campana." In quel momento, con quel semplice gesto, Wein afferma: "divenne la star del festival e fu allora che George Avakian lo avvicinò e decise di ingaggiarlo."
Miles Davis e George Wein furono intrinsecamente e indissolubilmente legati tra loro, Wein ricorda il trombettista nel 1952, in un piccolo club di New Haven, «mentre suonava con una band che Symphony Sid aveva messo insieme con Percy Heath e Milt Jackson. Quasi una ventina di anni più tardi, nel 1969, Wein aveva memorabilmente amplificato il programma del NJF con i Led Zeppelin, i Mothers of Invention, Jeff Beck, Sly e il Family Stone, e altri. Miles invece era appena a sei settimane dalla registrazione di una delle sue principali sessioni di registrazione, che portò all'album che avrebbe cambiato il corso della sua carriera "Bitches Brew", e nella sua band dal vivo aveva sostituito Hancock, Carter e Williams con Chick Corea, Dave Holland e Jack DeJohnette.
Con più strumenti elettronici, e più ampi pattern di batteria, Miles si stava rapidamente spostando al di là degli stili del jazz che aveva contribuito a creare e diffondere. Con l'inizio degli anni '70s, musicisti rock e R&B come i chitarristi Pete Cosey e Reggie Lucas, il bassista elettrico Michael Henderson, Mtume alle percussioni, più il batterista Al Foster e un cast a rotazione di sassofonisti salirono a bordo delle sue formazioni. Allo stesso modo in cui il discorso musicale di Miles si ampliò, anche il festival di Wein diventò un affare di una settimana prima a Manhattan, per poi espandersi in tutta Europa.
Ma secondo testimoni oculari, il Newport Jazz Festival del 1969 fu il suo "ground zero", "Ricordo che Miles quando veniva a Newport cercava di andare via più in fretta che poteva", ha detto Wein a Kahn. "Nel '66, arrivò in barca e giunse sul palco appena in tempo per suonare, quindi tornò sulla barca e sparì. Nel '69, invece rimase dal primo all'ultimo giorno, restando sempre al mio fianco... Guardò tutti i gruppi ed osservò la risposta del pubblico, chi ebbe più applausi e che musica stava suonando. Stava studiando. E quello influì su tutti gli ultimi anni della sua carriera."

(tratto liberamente dal comunicato stampa)


 

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