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Steve Turre - Spiritman

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Il trombonista/compositore Steve Turre si è costruito un percorso distintivo grazie ad una lunga serie di album concettuali, spesso focalizzati sul suo innovativo uso delle conchiglie; ma su "Spiritman", il suo nuovo album per Smoke Sessions Records, Turre ha deciso di tornare alle origini, concentrandosi sul brillante playing del suo trombone.


SpiritmanIl trombonista/compositore Steve Turre si è costruito un percorso distintivo grazie ad una lunga serie di album concettuali, spesso focalizzati sul suo innovativo uso delle conchiglie; ma su "Spiritman", il suo nuovo album per Smoke Sessions Records, Turre ha deciso di tornare alle origini, concentrandosi sul brillante playing del suo trombone.
"Mi piace fare swing e mi piace suonare il blues. Non mi vergogno di fare swing e non ho paura dello swing. Penso che sia il fondamento della musica e ne vado orgoglioso." Ed in effetti lui fa swing - in maniera vibrante, gioiosa e vivida - in compagnia di quattro musicisti davvero eccezionali: Bruce Williams al sax alto e soprano, Xavier Davis, Gerald Cannon e Willie Jones III rispettivamente al pianoforte, basso e batteria. Come special guest, Chembo Corniel porta la sua maestria ai congas su una traccia. Il repertorio è una deliziosa selezione di standard, classici del jazz e cinque altamente convincenti nuovi originali di Turre.
Presentando su tutti i pezzi, tranne uno, la sua meravigliosa arte al trombone, Turre dimostra chiaramente il motivo per cui è considerato uno dei maestri dello strumento nel panorama odierno. Il suo suono potente, fluido ed espressivo è radicato nelle tradizioni classiche di Lawrence Brown e Vic Dickenson, plasmato da moderni giganti come JJ Johnson e Curtis Fuller, per emergere come una forza singolare che adesso influenza una nuova generazione di musicisti.
Williams si sta affermando come uno dei sassofonisti odierni più ricchi d'inventiva e la sezione ritmica si esibisce non solo con arte consumata e sensibilità, ma realizza anche quella elusiva qualità di scopo unificato, che fornisce il motore per guidare con forza la casa della musica. Il lavoro d'insieme è splendido in tutto l'album e gli assoli sono mozzafiato, riuscendo sempre a trasmettere perfettamente l'intento delle composizioni.
Tre pezzi dal Great American Songbook forniscono un ritmo vertiginoso, l'irresistibile "With a Song in My Heart"; lo swing vivace di "S'Wonderful”, ed una lussureggiante, ma avventurosa versione di "It’s Too Late Now". "Peace" di Horace Silver viene trattata con un arrangiamento alla Todd Dameron, che aggiunge un ulteriore livello di luminosità a questa dolce ballata; mentre "Lover Man", di solito dipinta come una ballata, viene invece esplorata in uno swing allegro.
Gli originali di Turre forniscono il sangue che scorre attraverso il corpo di questa notevole registrazione, compreso il profondamente potente "Trayvon’s Blues" che canalizza il dolore e la rabbia in un lamento gospel alla Mingus, un pezzo meditato e profondo, centrato dal suono espressivo di Turre. Come appassionato è anche il "mood" di "Funky Thing", composto per la band del Saturday Night Live in un fratturato vamp ostinato. "Bu", un omaggio al maestro di Turre, Buhaina (Art Blakey) è una coccola modale, appropriatamente sferzante, mentre l'angolare e sinuosa "Nangadef" possiede un groove potente, alimentato dalle congas di Corniel.
L'ultimo originale di Turre, il pezzo che dà il titolo e che chiude questo straordinario album, è una trasparente finestra di cristallo sull'anima di Steve Turre. Avvolto intorno una accattivante versione di "All Blues" di Miles Davis, ma in forma di medley, questa è l'unica occasione in cui Steve usa le conchiglie, con le quali si è creato un spazio unico nella musica nella tradizione jazz. Qui impiega la tecnica, sviluppata personalmente, di soffiare il guscio sulle corde del pianoforte con il pedale premuto, per creare un suono inquietante, visceralmente evocativo che vibra e risuona, trasmettendo un'aura che è davvero "Spiritman", oltre che una splendida introduzione alla animata versione del classico di Miles, che presenta un luminoso assolo alla conchiglia.
Ma la ricerca del trascendente è sempre stata al centro della musica di Turre. Sia quando ha creato gli arrangiamenti di giganti come Ray Charles, Max Roach e Dexter Gordon; sia quando ha suonato nei suoi primi anni nei Jazz Messengers di Blakey o attraverso il suo lavoro con nomi stellari come McCoy Tyner, Elvin Jones, Woody Shaw, Lester Bowie, molte leggende della musica latina e tanti altri; o in ogni coinvolgente avventura musicale a proprio nome, Steve Turre ha sempre messo gli occhi intensamente sui più alti ideali. "La musica riguarda il dare e la ricerca e questo è lo spirito ... perché senza lo spirito, la musica è solo note."


 

 

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