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Raffaello Pareti "The Roar At The Door" - Il Mondo Che Verrà

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Con “Il mondo che verrà”, pubblicato a febbraio 2015 da Artesuono, il 4etto "The Roar At The Door" guidato da Raffaello Pareti, sviluppa e amplifica quelle che già erano le parole chiave del precedente lavoro (“The roar at the door”, ed. Artesuono): padronanza, libertà, semplicità, contaminazione.


Il Mondo Che VerràCon “Il mondo che verrà”, pubblicato a febbraio 2015 da Artesuono, il 4etto "The Roar At The Door" guidato da Raffaello Pareti, sviluppa e amplifica quelle che già erano le parole chiave del precedente lavoro (“The roar at the door”, ed. Artesuono): padronanza, libertà, semplicità, contaminazione.
Quattro musicisti tra i più interessanti e audaci della scena europea (Raffaello Pareti, contrabbasso; Francesco Bearzatti, sax tenore e clarinetto; Mauro Ottolini, trombone; Walter Paoli, batteria) si cimentano in un repertorio semplice e diretto, dando vita a un caleidoscopio di suoni e soluzioni timbriche, a un'anarchia ordinata di riffs e colori che affascina e trascina l'ascoltatore in un continuo gioco di allusioni e di rimandi, con melodie ora suadenti e cinematiche, ora frammentate e urbane. Energia pura che dà vita a un lavoro dal filo narrativo coerente in cui i musicisti sanno osare, giocare e divertirsi.
Nel corso della sua attività Raffaello Pareti ha suonato ed inciso con Enrico Rava, Rita Marcotulli, Dado Moroni, Pietro Tonolo, Paolo Fresu, Enrico Pieranunzi, Toots Thielemans, David Murray, Stefano Bollani e suonato con maestri del jazz come Chet Baker e Art Farmer. Ha fatto parte del trio di Luca Flores ed ha collaborato a lungo con Tiziana Ghiglioni e Barbara Casini. Dal 1994 al 2004 ha fatto parte del quintetto di Stefano Bollani L’Orchestra Del Titanic, formazione con la quale nel 2001 ha vinto il premio RomaJazz come miglior gruppo italiano. Più recentemente con i cd Il Circo ( la rivista Jazz Magazine lo ha messo tra i cd da non non perdere del 2003) e Maremma (Premio Europa 2007) pubblicati a suo nome dall’etichetta Egea, ha ottenuto importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Ha suonato nei più importanti festival

Nella grande tradizione dei caporchestra jazz, Pareti in tutto il disco si dedica soprattutto a innervare la ritmica senza ritagliarsi grandi spazi solistici, ma la sua presenza si sente sempre grazie anche alla qualità del suono del suo strumento, ricco senza essere gonfio nei bassi, netto nell’attacco e corposo nel sustain. Il senso di tutta l’operazione è infatti completato da quello che è veramente il quinto componente del gruppo, Stefano Amerio di Artesuono, al di là dal vetro, come dicono alla radio. Non so (più) come la maggioranza degli appassionati senta i dischi, ma se avete passione per la musica vi meritate di sentire il suono di questo contrabbasso su un impianto serio che renda giustizia alla bellezza di questa registrazione, altoparlanti o cuffie non importa, ma lasciate perdere telefonini e casse del computer per l’amor di Dio.
(Francesco Martinelli - Centro Attività Musicali Firenze)

 

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