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Cristina Zavalloni with Uri Caine - The Soul Factor

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Non si può ridurre il Soul a musica precotta per consumatori sbadati, come spesso avviene al di qua dell’oceano. Non si può rimasticare questa forma d’arte di nobili radici come se fosse caramello per imberbi. Non si può fantasticare in nero quando si è bianchi fin nel midollo. Si può reinventare, ribaltare, sradicare e far rivivere il Soul nel migliore dei modi possibili.

Come? Mettendo assieme dei talenti di straordinaria inventiva, di qua e di là dell’Atlantico. Voci, anime, strumenti e cuori uniti per rendere omaggio alla Regina del Soul, Aretha Franklin, senza nemmeno permettersi di imitarla. E speriamo di esserci riusciti: di Aretha ce n’è e ce ne sarà sempre una sola.
Ma del Soul, del Jazz, del Rock, della più fine ed eterea Psichedelia assieme c’era forte il bisogno. C’era l’urgenza di spazzare via i luoghi comuni di Black and White, per ricominciare dal fondo, dall’essenza stessa, l’anima – certo – di questa musica.
Ne abbiam fatto un cocktail atomico. Un mix di talenti ineguagliato e difficilmente imitabile: Cristina Zavalloni, la voce più poderosa, micidiale, calda, inesorabile che sia emersa in Italia da parecchi anni a questa parte; Uri Caine: un geniale creatore di suoni, inventore senza confini, che attraversa il mondo del jazz come un insaziabile predatore. Di lei i testi, di lui le musiche: insieme gli arrangiamenti.
Certo, sono andati a braccetto in passato per altre vie, ma questa volta sono entrati nella foresta magica del soul perché Bologna e Filadelfia, le loro “hometown” possono ben specchiarsi assieme attraverso l’Oceano.
E poi gli altri maestri del ritmo, semplicemente stupefacenti: Dave Gilmore, Fima Ephron, Gene Lake. I fiati sofisticati di due jazzisti di classe: Ralph Alessi e Chris Speed.
Il tutto è stato inventato, indecentemente proposto e shakerato (non mescolato) da Enzo Capua, che da giornalista e produttore fra le due sponde dell’Atlantico ha creato un multichilometrico ponte.
Non rimane che ascoltarlo fino in fondo “THE SOUL FACTOR”. Play it loud! Come si diceva un tempo. Oggi più che mai.


 

Commenti   

#1 riccardo 2014-09-05 16:05
Magari prima di sentirsi certe "bombe", che magari rischiano di fare cilecca come un petardo di carnevale, sarebbe il caso di ascoltarsi prima della Zavalloni gli artisti originali del Soul, che sono molti e pure molto poco conosciuti, giusto per farsi una idea...
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