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Franco Ambrosetti, Dado Moroni - Quando M'innamoro...In Duo

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Da quando ho iniziato a suonare la tromba ho sempre avuto una predilezione per gli standards, quei brani provenienti da spettacoli di Broadway o da colonne sonore holliwoodiane composte da grandi maestri come Gershwin, Van Heusen, Cole Porter, Rodgers eccetera.

Anche nei periodi in cui gli standards erano snobbati o addirittura tabù, con l'avvento del Free e il tentativo, peraltro poco duraturo, di evadere le regole che il jazz si era dato, per mia natura allergico al dogmatismo di certe mode, ho sempre incluso qualche brano del repertorio americano nei miei progetti. Approfondendo la mia conoscenza della musica europea, negli anni ho capito che una parte significativa della musica commerciale italiana, francese o inglese era adatta ad essere suonata come un qualsiasi standard americano.
Certi brani interpretati in modo inimitabile da Mina come “E se domani” sono altrettanto eseguibili in un contesto jazzistico di un “All the way” di Frank Sinatra. Roberto Livraghi è uno di quei compositori che scrive brani con giri armonici ricchi e stimolanti che nulla hanno da invidiare a standards arcinoti come per esempio “Bluesette”.
La mia amicizia con Roberto ha compiuto ormai una quarantina d'anni e mi pare giunta l'ora di celebrarla in musica suonando una serie di suoi brani resi celebri da numerose top stars della musica italiana da Mina a Dorelli, da Paoli a Bocelli, insieme ad altri più recenti. Quando avevo 16 anni al juke-box del Bagno le Gazzelle, in Versilia dove passavo le vacanze estive, i miei amici ascoltavano i Platters o Elvis Presley. Poco interessato a quella musica troppo banale per un jazzista in erba, preferivo Sinatra ed il suo “All the way” e Don Marino Barreto jr. che cantava in modo struggente “Maria” scritta da Roberto.
Non suonavo ancora la tromba e non potevo sapere che, mezzo secolo più tardi, sarei andato in studio a registrare proprio quel brano che aveva fatto da colonna sonora ai miei primi innocenti amori adolescenziali. Per di più con un musicista che usa il pianoforte con la tecnica di Gulda, lo spirito di Tatum, il gusto di Bill Evans e lo swing di Peterson. Chi sono gli altri? Nessuno…è un Duo. Just friends. (Franco Amborsetti)
All'inizio degli anni '80 il grande amico e ''trombettista extraordinaire" Franco Ambrosetti mi chiamò per partecipare con il suo quartetto ad un programma televisivo della Televisione Svizzera Italiana. Erano le prime volte che mi esibivo in TV, avevo poco più di 18 anni, e l'emozione era fortissima.
A condurre la trasmissione era Roberto Livraghi, autore di alcune tra le più belle canzoni tra gli evergreen della musica italiana — e non solo -, pianista, cantante e presentatore simpaticissimo e cordiale. Mi mise subito a mio agio e la musica filò via liscia. Conservo ancora un bellissimo ricordo di quella serata cosicchè quando, qualche tempo fa, ricevetti una telefonata di Franco che proponeva di registrare in duo con lui un po' delle bellissime canzoni di Roberto in jazz, accettai con grande entusiasmo.
Roberto appartiene a quella generazione di musicisti che non si sono sottratti al fascino del jazz e della più bella musica brasiliana ma anzi ne sono stati attratti, per cui non è stato difficile individuare melodie che potessero dare a Franco e a me la possibilità di esprimere al meglio la nostra vena improvvisativi. Difficile è stato lasciare fuori altri meravigliosi pezzi! Prima o poi………..! (Dado Moroni)

 

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