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Marco Postacchini - Old Stuff, New Box

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite italiane

Marco Postacchini pubblica il suo nuovo album dal titolo “Old stuff, new box”, per l’etichetta Notami. Dopo Lazy Saturday (2010) e Do you agree? (2013), in questo terzo disco del sassofonista e compositore marchigiano, ritroviamo la formazione in ottetto, impreziosita dalla partecipazione straordinaria del chitarrista Fabio Zeppetella e della cantante Ada Montellanico. Postacchini firma 5 dei 10 brani dell’album, tra cui la title track, posta in apertura come una dichiarazione d’intenti e, allo stesso tempo, un omaggio al celebre disco di Gil Evans...


Old Stuff, New Box Marco Postacchini pubblica il suo nuovo album dal titolo “Old Stuff, New Box”, per l’etichetta Notami. Dopo Lazy Saturday (2010) e Do You Agree? (2013), in questo terzo disco del sassofonista e compositore marchigiano, ritroviamo la formazione in ottetto, impreziosita dalla partecipazione straordinaria del chitarrista Fabio Zeppetella e della cantante Ada Montellanico.
Cresciuto ascoltando Gill Evans, Bob Brookmeyer e Maria Schneider, Marco Postacchini riprende con abilità sartoriale i fili della tradizione per confezionare un abito dal taglio moderno, dove improvvisazione e arrangiamenti jazz vengono cuciti insieme a sonorità latine e aperture pop. Un contenitore nuovo per una tradizione che non smette di presentarsi con una nuova veste: questo è “Old Stuff, New Box”.
Postacchini firma 5 dei 10 brani dell’album, tra cui la title track, posta in apertura come una dichiarazione d’intenti e, allo stesso tempo, un omaggio al celebre disco di Gil Evans del 1958, "New Bottle, Old Wine".
Il disco rivela da subito la sua anima composita, fatta di ritmi sudamericani e guizzi energici, evidenti in Not for lovers e Now’s the time to run, ma anche di complessità armoniche e alternarsi di sezioni contrastanti, come in Eterno puzzle e Illogical moon. A questo si aggiungono gli arrangiamenti su due brani di Zeppetella, Allegro e Reunion, e due di Ada Montellanico, Ti sognerò comunque e da Da quando.
Quest’ultimo, in particolare, con un testo scritto da Luigi Tenco, rimasto inedito fino al 2008, quando Ada Montellanico l’aveva messo in musica nel suo album “Suono di donna”. Il lavoro di arrangiamento più articolato è stato fatto nella traccia scelta come epilogo, che riprende un celebre brano pop sanremese, apparentemente lontano dal sound jazz, Di sole e d’azzurro scritto da Matteo Saggese e Mino Vergnaghi e interpretato da Giorgia.
"Mi sono divertito a gestire l’ottetto come se avessi a disposizione il doppio dei musicisti", dichiara Marco Postacchini. L’arrangiamento cerca di ricreare in modo “virtuale” la struttura stilistica della big band. In “Old stuff, new box”, vengono sfruttate fino all’estremo le possibilità dell’ottetto, formato da Simone La Maida, Massimo Morganti, Davide Ghidoni, Samuele Garofoli, Rossano Emili, Alessandro Paternesi, Emanuele Evangelista e Gabriele Pesaresi.
Postacchini, infatti, esplora con i musicisti la grande tradizione della scrittura per piccolo gruppo, che sin dalle origini ha fatto da anticamera di una scrittura più complessa, come quella utilizzata per la formazione ampia della big band.
Ogni strumento, quindi, diventa una particella elementare da cui scaturisce un linguaggio ricco e compatto. Postacchini sposta il jazz dalle sue definizioni consuete, rivisitando in modo inaspettato il sound dei compositori dell’ultima generazione.

 

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