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Dimitri Grechi Espinoza "Oreb" - ReCreatio

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Nella penombra delle architetture antiche, il suono del sassofono di Dimitri Grechi Espinoza si rivela nel suo peregrinare attento, in cerca di armonie e risonanze naturali che racchiudono un significato, un segreto. Immersioni sonore che avvolgono i sensi e portano l'ascoltatore a seguire le impronte di questo ricercare, tra un ondeggiare e un vibrare mai fini a se stessi, ma pregni di immagini e di un sapore ancestrale interiore. In “ReCreatio” (registrato in acustico e senza sovraincisioni nel Cisternino Pian Di Rota a Livorno ed in uscita il 10 novembre...


ReCreatioNella penombra delle architetture antiche, il suono del sassofono di Dimitri Grechi Espinoza si rivela nel suo peregrinare attento, in cerca di armonie e risonanze naturali che racchiudono un significato, un segreto. Immersioni sonore che avvolgono i sensi e portano l'ascoltatore a seguire le impronte di questo ricercare, tra un ondeggiare e un vibrare mai fini a se stessi, ma pregni di immagini e di un sapore ancestrale interiore.
In “ReCreatio” (registrato in acustico e senza sovraincisioni nel Cisternino Pian Di Rota a Livorno ed in uscita il 10 novembre su etichetta Ponderosa Music&Art, distribuzione IRD) il musicista accompagna l'orecchio svelando immagini primordiali: il mare e la luna, il giorno e la notte, il cielo e il sole, l'uomo e la donna. Ed è in questo ricreare che le immagini archetipiche ritrovate dal suono evocano il ciclo della vita con un retrogusto mai serioso, piuttosto dal sapore di una scoperta continua e giocosa (re-creazione, ma anche ri-creazione), con un approccio al suono privo di sovrastrutture, come in una sorta di scoperta fatta nell'infanzia.
"Questo cd, seconda tappa del progetto OREB per sax solo, è il risultato del pensiero compositivo frutto delle mie conoscenze nell'ambito della scienza musicale classica occientale e di altre culture musicali di questo pianeta. Ogni brano narra di un aspetto della Natura e della sua creazione. Le composizioni sono definite utilizzando sia i principi della modalità che quelli dell'armonia tonale. Ho utilizzato il metodo della ripetizione/variazione di piccole cellule melodico/ritmiche e dialogato con il reverbero della struttura architettonica e gli armonici da essa generati per produrre, con uno strumento monofonico e senza sovraincisioni, una polifonia reale. La mia principale finalità è quella di condurre l'ascoltatore attraverso il suono e la forma musicale e riscoprire quel reverbero interiore dal quale trae origine ogni possibile musica."
Dimitri Grechi Espinoza per questo progetto unico nel suo genere, ha fatto incontrare due grandi passioni: lo studio della scienza sacra nelle culture tradizionali e la ricerca sul suono portata avanti da anni con l'obiettivo di riscoprire il respiro profondo dei luoghi sacri di tutto il mondo.
Sfruttando l’acustica di una chiesa o di un teatro o di uno “spazio sonoro” egli avvolge l’ascoltatore con le note del suo sax, dal quale riesce a tirare fuori arcobaleni di armonici “liberati” dal sistema temperato. Lo fa suonando “tra le note” e “sulle note” sfruttando le antiche forme architettoniche (o il riverbero prodotto da un sofisticato apparecchio elettronico) che rispondono ai fraseggi modali con risonanze trasformate dal musicista in contrappunti dal fascino ancestrale.
Il duduk armeno di Djivan Gasparyan, la spiritualità free di John Coltrane, le tradizioni nomadi del Sahara e la ripetitività di John Surman sono suggestioni che saltano all'orecchio.
“Il mio più grande desiderio come musicista in quest’epoca è quello di contribuire a riportare la musica alla sua primitiva funzione di “ dialogo ” con il Sacro, nel quale superare differenze di credo, distanze culturali e incontrare così se stessi e gli altri nella conoscenza dell’Unità che lega l’intero ordine cosmico”.

 

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