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Bottalico, Ciancaglini, Creni, Fumagalli - Alter & Go

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Un quartetto rispettoso della tradizione, che parte dall’amore per il jazz degli anni ’50 e ‘60 senza disdegnare un’improvvisazione frizzante, moderna e al passo con i tempi. Si presenta così "Alter & Go" progetto della formazione composta da Roberto Bottalico al sax tenore, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Augusto Creni alla chitarra e Pietro Fumagalli alla batteria.


Alter & GoUn quartetto rispettoso della tradizione, che parte dall’amore per il jazz degli anni ’50 e ‘60 senza disdegnare un’improvvisazione frizzante, moderna e al passo con i tempi. Si presenta così Alter & Go progetto della formazione composta da Roberto Bottalico al sax tenore, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Augusto Creni alla chitarra e Pietro Fumagalli alla batteria (con la partecipazione speciale di Tiziano Ruggeri alla tromba) che nel marzo 2017 ha pubblicato il disco omonimo con l’etichetta Filibusta Record.
Il quartetto si cimenta tra brani inediti scritti dal sassofonista Roberto Bottalico e alcuni standard il cui riarrangiamento dimostra ancora una volta che il jazz, per sua natura, è una musica mutante, in continua evoluzione, sempre pronta ad accogliere nuovi stimoli e contaminazioni. In questo caso il suono prende ispirazione dall’hard bop, movimento jazz nato tra gli anni Cinquanta e i Sessanta del secolo scorso, che vanta esponenti di grandissimo talento come Wayne Shorter, Horace Silver, Art Blakey e il gigante John Coltrane. Pur mantenendo una forma tradizionale di jazz, il quartetto esprime anche un lavoro di ricerca verso il moderno, strizzando l’occhio alle infinite possibilità del suono e cercando di legare il tutto con una propria concezione musicale e una grande sensibilità artistica.
I brani sono stati scritti in momenti di vita differenti e tra questi spicca senza dubbio "Alter & go", title track del disco e primo brano scritto da Roberto Bottalico, che si apre con un intrigante solo di contrabbasso per poi mettere in mostra l’elegante cantabilità del sassofono e lo spessore chitarristico di Augusto Creni. "What’s" è invece un brano ispirato allo standard "What is this thing called" ma con un senso ritmico diverso e con un ritmo decisamente più incalzante che esalta le dote improvvisative della band.
Tra le composizioni dal carattere più intimista spicca "Raal", caratterizzata da un gioco armonico ipnotico che si risolve sul bridge. Diversamente in "Aka Waltz" lo spirito compositivo del quartetto strizza l’occhio al jazz contemporaneo giocando sulla tensione e l’intensità del suono. "A. plays with B." è invece una mini suite composta da due brani molto diversi tra loro in cui il tema A è suonato dai fiati di ispirazione jazz messangers mentre il tema B è si distingue per una chitarra minimale e incisiva che ben si lega ad un giro armonico ed un groove di chiara influenza funk jazz.
Spazio anche alle ballad con "Song for Mat", dedicato al padre del sassofonista, e "La ballata dei gufi gemelli", che si distingue grazie alla presenza di sonorità shorteriane dove spiccano senza dubbio i fiati e l’estro dello special guest Tiziano Ruggeri alla tromba. La presenza di quest’ultimo impreziosisce senza dubbio il lavoro di un quartetto che senza tradire la tradizione ha nel suo DNA un suono duttile e moderno.

(Comunicato stampa)

 

 

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